Calcio, perché il futuro è nelle nostre…ossa

Calcio, perché il futuro è nelle nostre…ossa

Molti di noi penseranno che il calcio serva solamente ad incrostare le tubature e a tappare i forellini della doccia sotto forma di calcare. E invece no, è in grado di fare molto altro ancora, soprattutto per la nostra salute. All’interno del nostro corpo, infatti, abbiamo all’incirca 1 kg di calcio (alla faccia del minerale!) di cui il 99% è organizzato in forma di idrossiapatite e risiede nel tessuto osseo. Potremmo essere indotti a pensare che il restante 1% abbia una scarsa importanza. Tanto è solo l’1% cosa mai potrà fare da solo?

 

Ma non è così…

 

Questo piccolo quantitativo permette, tra le altre cose, di regolare la trasmissione del segnale nervoso, l’espressione di alcuni ormoni come l’insulina ed è coinvolto nel meccanismo di contrazione muscolare. Tutto ciò però non viene svolto dai famosi 10 g prima citati, bensì dal 50% di quell’1%! È questo, infatti, il reale quantitativo fisiologicamente attivo. La restante parte del calcio extraosseo è legata a specifiche proteine oppure si trova in forma di sali.

Tutti noi ricorderemo la famosa frase “da un grande potere derivano grandi responsabilità”: il calcio svolge numerose e importanti funzioni per questo il nostro corpo tiene strettamente controllata l’omeostasi di questo minerale ed evita egregiamente che il nostro amichevole “calcio” di quartiere, si trasformi in un perfido super-cattivo stile “Venom”.

 

Che cos’è l’omeostasi?

 

L’omeostasi è la capacità che il corpo ha di autoregolarsi e mantenere stabile le sue condizioni. Se ci riferiamo al calcio, l’omeostasi diventa la capacità di mantenere stabili i livelli di calcio nel sangue. Esistono infatti diversi sistemi di controllo di natura ormonale , tra cui la calcitonina, un ormone che abbassa il livello di calcemia (concentrazione di calcio nel sangue) andando a legare il calcio alle ossa, e il paratormone che svolge la funzione contraria.

Entrambi gli ormoni hanno come “missione” quella di mantenere costante il livello di calcio attivo nel sangue, ma come fanno in soldoni? Semplice, si comportano come le cassiere di una banca, che prestano o depositando non tanto euro o dollari bensì calcio. Perciò in periodi di carenza, il nostro corpo continuerà ad attingere ai propri “risparmi” che, come nell’economia reale, derivano dal sudore e dal duro lavoro.

 

calcioUna scorretta alimentazione, mancanza di attività fisica, fumo e alcolici possono impedire la corretta formazione delle ossa

 

Infatti attività fisica, corretta alimentazione, NIENTE ALCOLICI e FUMO aumentano l’accumulo di calcio nelle ossa che raggiunge il suo picco massimo attorno ai 20 anni. Non bisogna però pensare che una volta depositato, questo rimanga li inalterato: a dispetto del suo nome, l’idrossiapatite risulta tutt’altro che apatica!

Le ossa vengono completamente cambiate in circa 6 anni in una costante opera di costruzione e distruzione.
Questo instancabile lavoro però non viene svolto dalle abili mani della famosa Penelope di Itaca ma bensì da due tipologie di cellule appartenenti entrambe al tessuto osseo, una con funzione costruttiva (osteoblasti) ed una distruttiva (osteoclasti). Il loro lavoro è talmente intenso che in un giorno sono in grado di erodere dalle ossa circa 500 mg di calcio!

 

La carenza di calcio ha come conseguenza principale la comparsa dell’osteoporosi

 

Per questo è fondamentale assumere la corretta dose giornaliera di calcio (almeno 1000 mg/die), per garantirne l’omeostasi e permettere la corretta ricostruzione delle nostre ossa. Il calcio è, dunque, fondamentale sia in età pediatrica per permettere il corretto sviluppo del tessuto osseo, sia in età adulta per permetterne la ricostruzione e mantenere i livelli di massa ossea raggiunta. Cosa succede se si va in carenza di calcio? Beh sicuramente la prima cosa che viene in mente è l’osteoporosi: le ossa si indeboliscono, a causa della perdita di massa ossea, e si rompono con maggiore facilità.

 

OsteoporosiDifferenza tra osso normale e osteoporotico: non soltanto le persone anziane possono andare incontro all’osteoporosi ma anche i giovani se la loro dieta è molto povera di calcio

 

Ora molto probabilmente, dopo esserci fatti un bell’esame di coscienza, ci verrà istintivo aprire il frigo e mangiarci una bella fetta di buon formaggio, però bisogna tenere in considerazione che la fissazione del calcio viene limitata dalla presenza di grassi (in alcuni formaggi si può arrivare anche al 42%!).

Come avrete perciò ben intuito, quella che agli occhi di tutti sembra una malattia “da vecchi”, in realtà si contrae, per così dire, durante lo sviluppo!
Perciò in tempi in cui la pensione è ormai una chimera, investiamo per un futuro veramente certo, assumiamo calcio per la nostra vecchiaia!

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Simone Lupini

Laureando in Scienze e Tecnologie Alimentari appassionato di alimentazione, scrittura, volontariato, tatuaggi, running e barman per professione. Sogno di "mixare" questi così diversi interessi ed insegnare alle persone un corretto e sano stile di vita. Ma più realisticamente mi accontento di strappare anche solo un sorriso con qualche stramba curiosità, perché si sa, che un sorriso arricchisce chi lo riceve senza impoverire chi lo dona.