Canederli: aria di Natale e di Trentino Alto Adige

Canederli: aria di Natale e di Trentino Alto Adige

Chi ama la montagna ben conosce le bellezze naturali e paesaggistiche del Trentino Alto Adige, che riesce sempre ad affascinare i visitatori in tutte le stagioni dell’anno, ma a maggior ragione in questo periodo, in cui le vie dei paesi si popolano di mercatini di Natale e di giochi di luce.

E specialmente nel periodo invernale, quando la montagna offre la possibilità di sciare e di fare ciaspolate in compagnia, non c’è nulla di più ristoratore di un buon pasto caldo, magari consumato nell’atmosfera magica e fuori dal tempo di un rifugio immerso nel candore della neve.

 

Canederli: tradizione altoatesina

 

I canederli, o knodel, sono considerati per eccellenza il piatto tipico della cucina del Trentino Alto Adige; in realtà, le loro origini affondano le radici nella Germania sud orientale ed in Austria, in quella che era la contea del Tirolo, di cui un tempo l’attuale Trentino Alto Adige faceva parte.

 

Canederli allo speckI canederli con lo speck sono una ricetta della tradizione culinaria altoatesina

 

Tutta la cucina altoatesina – che nell’immaginario collettivo non può che evocare il ricordo di formaggi di malga, salumi, polente sugose e porzioni generose di dolci – è ben nota per essere ricca e sostanziosa; questa “corposità gastronomica”, come ricorda Elena Kostioukovitch nel suo “Perchè agli italiani piace parlare di cibo”, risponde all’esigenza di “resistere ai rigori dell’inverno”.

I canederli, come altri piatti tipici della regione, sono un’ottima fonte di calorie che consente di affrontare le gelide giornate invernali, soprattutto per chi deve sopportare la fatica dei lavori agricoli in montagna.

Questi grossi “gnocchi di pane“, sebbene molto nutrienti, sono un piatto povero e composto da alimenti semplici: l’ingrediente principale è il pane raffermo, a cui sono aggiunti vari altri ingredienti, tra cui speck, formaggi, funghi e spinaci sono i più diffusi. La molteplicità di varianti trova spiegazione nel fatto che, essendo un piatto di derivazione umile e contadina, veniva realizzato con quel che le famiglie avevano a disposizione nelle loro case e con cui potevano arricchire di sapore ed energia gli avanzi di pane.

In ogni casa, gli knodel si preparano secondo la ricetta tramandata dalle proprie nonne e dai propri avi, anche se esiste una ricetta ufficiale depositata dall’Accademia Italiana della Cucina nel 2003. Eccola qua.

 

I canederli: la ricetta classica con lo speck

 

Ingredienti per 4 persone (due canederli a testa)

250 g di pane bianco raffermo tagliato a dadini
150 g di speck del Trentino Alto Adige tagliato a dadini fini
2 uova
250 ml di latte
1 cucchiaio di cipolla, tritata finemente
1 cucchiaio di burro
2 cucchiai di prezzemolo tritato
1 cucchiaio di erba cipollina tritata
farina, la minor quantità possibile, non oltre 30 g
sale e pepe quanto basta

Prima di tutto, fate rosolare la cipolla nel burro, poi aggiungete lo speck. Successivamente, in un recipiente amalgamate cipolla e speck rosolati con il pane, tagliato a dadini. A parte sbattete le uova, unitevi il latte, il prezzemolo e l’erba cipollina, quindi aggiungete il tutto al composto di pane e speck, mescolando con cautela l’impasto e facendolo poi riposare per 15 minuti circa. A questo punto aggiungete un cucchiaio raso di farina, quindi formate con le mani i canederli in palle dal diametro di circa 5-6 cm. I canederli devono essere cotti in acqua salata bollente per 15 minuti circa al minimo bollore. Quindi scolateli e serviteli in brodo caldo.

 

Canederli in brodoI canederli vengono solitamente serviti in brodo

 

Il testo della ricetta ufficiale contiene anche qualche importante suggerimento per assicurare una buona riuscita della preparazione. Molto importante è limitare la quantità della farina, uno o due cucchiai al massimo, ulteriormente ridotti se si impiega il latte caldo. In caso di scarsa consistenza della pasta, è preferibile ricorrere all’aggiunta di un po’ di pangrattato. Sempre secondo la ricetta classica depositata, la cottura dei canederli deve avvenire in acqua, anche se poi queste “polpette” verranno servite in brodo: in effetti, se ci avete fatto caso, in Trentino Alto Adige gli knodel sono sempre serviti in brodo limpido.

 

I Canederli con lo Speck sono un piatto unico

 

Il piatto unico è considerato una portata in cui sono presenti tutti i principali nutrienti per un pasto completo: nel caso dei canederli, la fetta più grande di energia deriva dai carboidrati del pane, che rappresentano una fonte di energia a lungo termine molto preziosa; l’apporto di proteine e grassi del pasto è completato da speck, uova e latte, che forniscono proteine nobili, ma anche calcio e vitamine, tra cui vitamina B12, vitamina A e D.

L’unico inconveniente è rappresentato dai grassi saturi e dal colesterolo, di cui una porzione di canederli non è carente: certamente dopo una lunga escursione o un’intensa giornata di lavoro all’aria aperta possiamo concederci questo lusso, altrimenti dobbiamo essere consapevoli che dovremo prestare particolare attenzione ai pasti successivi.

Il piatto andrebbe completato solo con una ricca porzione di verdura fresca di stagione, condita con aceto di mele o di vino e un mix di erbe aromatiche, in modo da dare un giusto spazio anche alla fibra.

Se a Natale vogliamo esulare dai piatti della nostra tradizione, adottare questa ricetta trentina è un’iniziativa che non può non garantire successo in qualsiasi regione ci troviamo: magari però, oltre a giocare al Mercante in fiera, anche se non c’è la neve per smaltire il pranzo sugli sci, possiamo farci comunque una bella passeggiata!

 

Photo Credits: Sudtirol , Oggi , Subitoricette , Mistofrigo

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Francesca Antonucci

Francesca Antonucci

Farmacista e consulente nutrizionale appassionata di ricette, ingredienti e di Dieta Mediterranea, secondo il suo reale significato. Leggo e scrivo di cucina e nutrizione prima di tutto per passione per la salute e la prevenzione. Ed è proprio dalla passione che è nato Mistofrigo