Cibi che … sono da tenere d’occhio per gli allergici al nichel

Cibi che … sono da tenere d’occhio per gli allergici al nichel

Di solito siamo abituati a considerare la reazione di ipersensibilità verso il nichel come a qualcosa limitato al contatto. Il nichel è molto abbondante in natura e ne veniamo a contatto quotidianamente: orecchini, collane, cinture, occhiali, cellulari e molti altri oggetti ne contengono quantità variabili.

Per alcune persone entrare in contatto con il nichel può essere problematico: la dermatite è il fenomeno più comune di sensibilizzazione.

Ma non tutti sanno che esiste anche la SNAS, sindrome da allergia sistemica al nichel, che va oltre il semplice contatto. Questa sindrome è causata dall’ingestione di nichel e non riguarda soltanto la pelle ma tutto l’organismo.

L’assunzione media quotidiana di nichel tramite gli alimenti è compresa tra 0,2 e 0,6 mg e sembra che per scatenare i sintomi allergici, i soggetti sensibili debbano assumerne tra i 0,6 e i 0,9 mg. Quindi soltanto una dieta particolarmente ricca dei cibi che vedremo ora può causare qualche reale problema. per cui niente paura!

 

Cacao: è l’alimento che contiene più nichel in assoluto, ovvero 10 mg/kg. Siamo abituati a conoscere le caratteristiche positive e le proprietà benefiche di questo alimento ma, si sa, nessuno è perfetto!

 

CacaoIl cacao in polvere so ottiene dalla macinazione delle fave di cacao essiccate

 

Avena: come anche il miglio, il mais e il grano saraceno, sono tra i cereali che contengono più nichel. Ovviamente anche prodotti tra le cui materie prime figurano questi cereali, ne contengono, quindi farine e prodotti confezionati loro derivati.

 

Arachidi: fanno parte della famiglia dei legumi anche se li si annovera spesso come frutta secca. Si sgranocchiano come spuntini o se ne ricava un olio molto usato in cucina, e un burro, o meglio una crema spalmabile molto diffusa in Amarica, il burro d’arachidi. Il loro contenuto di nichel è pari a 4,5 mg/kg: per intenderci, una porzione di 30 g di arachidi contiene 0,135 mg di nichel.

 

Lenticchie: anche le lenticchie non scherzano. Il loro contenuto di nichel è di 1,9 mg/kg e sono i secondi legumi, dopo gli arachidi a contenerne di più. Volendo sempre considerare una singola porzione di lenticchie, 50 g di questo legume contengono 0,095 mg di nichel.

 

LiquiriziaLa liquirizia è una radice le cui proprietà sono note fin dall’antico Egitto ed è comunemente usata come rimedio nella medicina cinese

 

Liquirizia: le proprietà che si attribuiscono alla radice di liquirizia sono numerose, ma le più note riguardano il miglioramento dei processi digestivi, la capacità di far risalire la pressione per chi soffre di ipotensione e molto altro ancora. Oggi viene spesso usata come ingrediente per la produzione di infusi e tisane o anche all’interno di caramelle e dolci. Anche la radice di liquirizia contiene una quantità considerevole di nichel, 4,4 mg/kg.

 

Vegetali: essendo un elemento ubiquitario, il nichel può trovarsi anche nelle acque e nel terreno. È facile quindi che i vegetali ne assorbano una parte e la portino con loro fino alla nostra tavola. Il contenuto di nichel nei vegetali e, dunque, molto variabile ma quelli che ne contengono di più sono solitamente spinaci, lattuga e pomodori. Parliamo comunque di numeri molto bassi: ad esempio negli spinaci possiamo trovare circa 0,3 mg/kg, che in una porzione da 200 g diventano 0,06 mg.

 

 

Photo credits: Macchinealimentari , Gustonews

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Enza Gargiulo

Enza Gargiulo

Sono Maria Vincenza, per gli amici Enza, laureata in Scienze e Tecnologie Alimentari. Allergica a tutto (o quasi) quello che madre natura ha creato, amo molto stare in cucina e provare e riprovare tutte le ricette che mi vengono in mente. Inguaribile ottimista, cerco di prendere sempre il buono da ogni situazione e di restare allegra il più possibile nel corso delle giornate. E se la sera mi sento stanca, una buona compagnia e un bel bicchiere di vino mi rimettono in forze e sono sempre pronta a far festa!