Cibi che… sono tipici delle sagre novembrine

Cibi che… sono tipici delle sagre novembrine

Per ogni italiano, novembre è sinonimo di sagre e immancabili appuntamenti enogastronomici: per tutto lo stivale le vie dei borghi cittadini si riempiono di profumi, colori, ricordi d’infanzia; le piazze diventano il luogo d’onore in cui commemorare i prodotti tipici e rinnovare il legame con le tradizioni.

Novembre introduce il tempo in cui molti frutti del lavoro e della fatica possono essere assaporati e condivisi in allegria: ecco ad esempio che fa la sua comparsa il vino novello, dal vivo colore rubino e aroma fresco, che ben si presta ad accompagnare le castagne; in alcuni territori vi è grande attesa per l’apertura delle “fosse”, pertugi scavati nella roccia che dalla tarda estate accolgono al loro interno i formaggi in procinto di maturazione; in altri, le forchette sono pronte a degustare i primi tagliolini al tartufo.

Ogni regione ha le sue prelibatezze da offrire e la sagra, la cui etimologia ci parla di qualcosa di sacro, chiama a sé sia la popolazione locale, affezionata alla rituale ricorrenza della celebrazione dei prodotti della propria terra, sia turisti e viandanti, a cui si presenta l’occasione non solo di godere di vivande genuine, ma anche di entrare nel vivo della cultura popolare, tramandata e custodita non solo dal cibo, ma anche da canti, balli e usanze.

Novembre è dunque un mese perfetto per soggiornare in numerose città italiane, non solo per gratificare i nostri occhi con le meraviglie paesaggistiche che attraversano la nostra penisola, ma anche per compiacersi del clima di festa che promuove la convivialità, il confronto positivo e la conoscenza, che non può non passare attraverso la tavola. Vediamo insieme alcuni dei cibi che, nel periodo novembrino, costituiscono un ardente motivo di orgoglio di diverse zone.

 

Vino: se il nettare è la bevanda degli dei, beh, il vino non è da meno (non a caso, anche tra i numi dell’Olimpo si poteva annoverare qualche estimatore di questo prodotto della vendemmia). Al vino rosso è riconosciuta un’azione antiossidante e protettiva mediata dal resveratrolo – certo, a patto che il consumo sia moderato, ovvero non superiore ad un bicchiere al giorno per le donne o due per gli uomini. A novembre, un po’ in tutta Italia il palato può deliziarsi con castagne e vino novello, ottenuto da un processo di vinificazione molto particolare, chiamato “macerazione carbonica”.

 

A San Martino ogni mosto diventa vino: l’11 di novembre è una festività cara a molti italiani (anche Giosuè Carducci si ispirò a questa data per un suo celebre componimento) e tradizione vuole che si aprano le botti per degustare il vino novello.A San Martino ogni mosto diventa vino: l’11 di novembre è una festività cara a molti italiani (anche Giosuè Carducci si ispirò a questa data per un suo celebre componimento) e tradizione vuole che si aprano le botti per degustare il vino novello.

 

Castagne: forse una rondine non fa primavera, ma le castagne fanno decisamente autunno. In questo periodo dell’anno molte sagre sono devote a questo frutto. In particolare, l’odore delle caldarroste – ovvero delle castagne arrosto – si spande per le vie di moltissime città e preannuncia la stagione fredda. Dalla farina di castagne, inoltre, è possibile ricavare numerose specialità, che fanno bella mostra di sé in vetrine e bancarelle: al castagnaccio, dolce diffuso in diverse aree di Italia, che si estendono dalla Toscana al Piemonte, sono persino dedicate fiere a sè.

 

Formaggio di Fossa: nell’appennino romagnolo-marchigiano la visita alle “fosse” che schiudono i formaggi è un evento tanto desiderato quanto irrinunciabile. La sagra è un’occasione per vedere da vicino le dimore in cui le varie forme hanno alloggiato per mesi: la pratica di “infossare” il formaggio – capace di donare al prodotto odori e sapori inconfondibili – affonda le radici nel XV secolo, epoca in cui i primi contadini iniziarono a ricorrere a questo espediente per nascondere le proprie provviste.

 

Polenta: nelle sagre che popolano le regioni del nord, tra bollito, risotto e cotechino non può mancare la polenta. Questa preparazione così povera, ottenuta cuocendo in acqua salata la farina di cereali a grana grossa – tra cui mais e grano saraceno, che oggi hanno avuto la meglio – può rivelarsi una vera esplosione di gusto con il condimento adeguato: la polenta concia valdostana incontra il gusto degli amanti dei formaggi, mentre nel varesotto è possibile assaporare polenta e bruscitti, un condimento a base di carne di manzo; e per i buongustai, la cucina veneta offre polenta con le seppie, anche se, un po’ in tutta Italia, funghi e salsiccia sono molto gettonati.

 

Il tartufo bianco è il più rinomato e costoso dei tartufi, data la sua rarità: la fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba, che si svolge tutti gli anni a cavallo di ottobre e novembre, risale al lontano 1929.Il tartufo bianco è il più rinomato e costoso dei tartufi, data la sua rarità: la fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba, che si svolge tutti gli anni a cavallo di ottobre e novembre, risale al lontano 1929.

 

Tartufo: questo fungo, dal sapore inebriante e inconfondibile, è uno dei protagonisti più attesi dai frequentatori di sagre autunnali. Esistano circa 100 tipi di tartufo, ma solo 9 di questi sono commestibili: tuttavia, per muoversi con disinvoltura nel mondo dei tartufi, tra l’altro estremamente affascinante, sono richieste molta preparazione ed esperienza; non a caso lo studio dei tartufi è stato nobilitato a vera e propria scienza, l’idnologia.

 

Funghi: il sottobosco sa essere prodigo di vere delizie. I funghi, oltre ad essere buoni e versatili (purché raccolti da mani esperte, esistono anche pericolosissimi funghi velenosi!), presentano ottime caratteristiche nutrizionali: racchiudono una buona dose di fibre, sali minerali (tra cui calcio, fosforo e ferro) e molteplici vitamine. Chi adora i porcini e non ha avuto occasione di recarsi alla fiera nazionale del fungo porcino di Albareto, la più importante manifestazione consacrata a questo prodotto, può comunque rallegrarsi: numerose sagre novembrine ripropongono funghi e porcini in ricette e piatti tradizionali.

 

 

Photo Credits: VinepairSaperefood

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Enza Gargiulo

Enza Gargiulo

Sono Maria Vincenza, per gli amici Enza, laureata in Scienze e Tecnologie Alimentari. Allergica a tutto (o quasi) quello che madre natura ha creato, amo molto stare in cucina e provare e riprovare tutte le ricette che mi vengono in mente. Inguaribile ottimista, cerco di prendere sempre il buono da ogni situazione e di restare allegra il più possibile nel corso delle giornate. E se la sera mi sento stanca, una buona compagnia e un bel bicchiere di vino mi rimettono in forze e sono sempre pronta a far festa!