Cibi che… non possono mancare a Capodanno

Cibi che… non possono mancare a Capodanno

Fortuna, salute per sè e per i cari, felicità, accattivanti progetti, sfide avvincenti: ciascuno di noi affida le più intime speranze e aspettative all’anno in procinto di arrivare, segno simbolico di un nuovo inizio che si carica di speranza e si tinge di rinnovato impegno.

Le ultime ore che precedono la fatidica mezzanotte – diversa da tutte le altre mezzenotti dell’anno – possono essere intrise di pensieri malinconici, di ricordi e immagini che rievocano le cose buone che abbiamo ricevuto, ma anche i dispiaceri e le difficoltà che abbiamo incontrato; tutto viene rimesso nelle mani del futuro, insieme ai nostri immancabili buoni propositi.

Anche le persone più razionali e meno inclini alla scaramanzia accolgono di buon grado alcune preparazioni tradizionalmente riservate al cenone di capodanno; d’altronde, siamo tutti molto legati ad alcune usanze. Ecco dunque alcuni cibi che, anche quest’anno, potranno sfilare sulle nostre tavole: chi non crede al loro significato di portafortuna, beh, potrà comunque apprezzarne l’aroma ed il sapore.

 

Lenticchie: sono le vere protagoniste del cenone di capodanno. Con la loro forma tondeggiante e appiattita, sin dal tempo degli antichi Romani sono considerate di buon auspicio. E poiché ogni lenticchia corrisponde ad una moneta, più se ne mangiano e meglio è. Anche se non riusciranno a portare ricchezza (mai dire mai), i loro benefici nutrizionali sono cosa certa e sicura.

 

Si dice che mangiare lenticchie porti fortuna, ma questi legumi eserciterebbero la loro buona influenza anche racchiusi in un sacchettino - da appendere ad esempio in casa o da utilizzare come segnaposto per il cenone.Si dice che mangiare lenticchie porti fortuna, ma questi legumi eserciterebbero la loro buona influenza anche racchiusi in un sacchettino – da appendere ad esempio in casa o da utilizzare come segnaposto per il cenone.

 

Cotechino: fedele compagno delle lenticchie, anche il cotechino vanta una lunga storia come cibo propiziatorio. Del maiale non si butta via nulla e nel folclore contadino questo animale è accostato all’abbondanza, al benessere materiale ed al progresso.

 

Peperoncino: sin dal suo sbarco in Europa, il peperoncino ha assunto il ruolo di portafortuna. Appeso in casa difende la famiglia dal malocchio, in camera da letto terrebbe alla larga le infedeltà coniugali e, anche in altre culture, è sinonimo di fertilità e floridezza.

 

Uva: “chi mangia l’uva per Capodanno conta i quattrini tutto l’anno”, recita un proverbio. Anche in questo caso, la forma curva del frutto richiama la rotondità delle monete. Chi ossequia il rito dei 12 acini, potrà scoprire quale mese gli riserverà brutte sorprese: se il quarto chicco è un po’ aspro al gusto, aprile potrebbe rivelarsi un periodo poco gradevole.

 

Come accade per le lenticchie, anche il riso riposto in un sacchetto (meglio se verde) porterebbe fortuna: i più superstiziosi sapranno che servono sette chicchi di riso e sette di melagrana per il massimo della prosperità.Come accade per le lenticchie, anche il riso riposto in un sacchetto (meglio se verde) porterebbe fortuna: i più superstiziosi sapranno che servono sette chicchi di riso e sette di melagrana per il massimo della prosperità.

 

Riso: il riso porta fortuna un po’ in tutte le occasioni (basti ricordare il matrimonio, suggellato dal lancio del riso per la gioia degli sposi), e la notte di San Silvestro non fa eccezione. L’accoppiata vincente per un anno all’insegna della prosperità? Il risotto con la melagrana!

 

Mandarino: in realtà, tutti gli agrumi hanno la nomea di portafortuna. In particolare – e questa analogia è presa in prestito dalla cultura orientale – la sfericità del mandarino è un richiamo all’eternità, dunque offrire questo frutto significa augurare lunga vita. Ed effettivamente, se vogliamo guardare i mandarini attraverso la lente della scienza, gli antiossidanti che contengono sono capaci di ritardare l’invecchiamento della pelle e delle nostre strutture. Mica male come inizio!

 

 

Photo Credits: Salepepe , Thespicelab

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Enza Gargiulo

Enza Gargiulo

Sono Maria Vincenza, per gli amici Enza, laureata in Scienze e Tecnologie Alimentari. Allergica a tutto (o quasi) quello che madre natura ha creato, amo molto stare in cucina e provare e riprovare tutte le ricette che mi vengono in mente. Inguaribile ottimista, cerco di prendere sempre il buono da ogni situazione e di restare allegra il più possibile nel corso delle giornate. E se la sera mi sento stanca, una buona compagnia e un bel bicchiere di vino mi rimettono in forze e sono sempre pronta a far festa!