Dieta Atkins: sai davvero come mangi?

Dieta Atkins: sai davvero come mangi?

Negli anni ’70 il cardiologo americano Robert C. Atkins ideò la dieta Atkins con il prioritario obiettivo di prevenire e tenere sotto controllo il diabete mellito di tipo II (non insulino-dipendente).
 
Come vedremo meglio in seguito, la Dieta Atkins è un regime alimentare a basso contenuto glucidico che punta a soddisfare le richieste energetiche dell’organismo attraverso il preponderante consumo di grassi e proteine. In realtà, dagli anni ’70 ad oggi, si sono susseguiti moltissimi studi scientifici che hanno avuto come principale scopo quello di valutare il miglior schema dietetico per pazienti diabetici. Quello che ne è emerso è una composizione in macronutrienti che non si discosta molto dalla dieta di un soggetto non diabetico e dunque con una percentuale di carboidrati del 45-60%. Per quale motivo non si devono ridurre i carboidrati? Sicuramente per mantenere basso il consumo di grassi e proteine, scongiurando i diversi effetti collaterali che un introito massiccio di tali macronutrienti comporterebbe. Inoltre, molti studi hanno dimostrato che nella maggior parte dei pazienti diabetici l’assunzione di carboidrati fino al 60% non ha un impatto negativo sul quadro metabolico, a condizione che i cibi che li contengano siano ricchi di fibre idrosolubili e/o a basso indice glicemico (parliamo quindi di alimenti integrali!).
 
Pertanto, la Dieta Atkins vista come protocollo nutrizionale per pazienti diabetici ha sicuramente fallito. Da qui il grande successo come dieta per ridurre i chili di troppo!
 

Dieta Atkins: com’è strutturata?

 

dieta atkinsL’apporto di carboidrati è decisamente contenuto nella dieta Atkins: non possiamo dire lo stesso per grassi e proteine, molto abbondanti.

 
Fatta questa importante premessa, andiamo a vedere quali sono le fasi che caratterizzano questo regime dietetico. Le fasi sono quattro e si inizia con quella di “induzione” che deve essere seguita per almeno due settimane. Durante questo periodo di tempo si impone una forte limitazione dell’apporto glucidico che non deve superare i 20 g al giorno. Sono vietati quindi riso, pasta, cereali, verdura e frutta con lo scopo di consumare le proprie riserve di grasso. In compenso, si potranno mangiare senza limiti carne, molluschi, crostacei e grassi (anche salumi come pancetta e salame sono consentiti). Ad esempio, a colazione si può mangiare uova con pancetta accompagnati da un caffè o tè sicuramente senza zucchero. Segue il pranzo con una bistecca ai ferri e per cena, pesce lesso condito con maionese e un’insalata… così abbiamo introdotto i nostri 20 g di carboidrati ma grassi e proteine a volontà!
Dopo la fase di induzione c’è la “continuazione della perdita di peso” che prevede un leggero aumento dell’apporto glucidico (5 g in più al giorno). Tale reintroduzione di carboidrati dovrà assolutamente cessare quando la perdita di peso si arresta togliendo 5 g di carboidrati al giorno (…insomma è una dieta per matematici!). Tra questo tira e molla che vede come indiscussi protagonisti i carboidrati, si arriva alla terza fase che è quella di “premantenimento”: da questo momento in poi possiamo aumentare l’introito di carboidrati di 10 g alla settimana. Finalmente si arriva all’ultimo step che è quello di “mantenimento”, caratterizzato come i precedenti da una continua sperimentazione sulla possibile quantità di carboidrati che non determinerà un aumento di peso. Purtroppo, la maggior parte delle persone sarà costretta a limitare l’apporto glucidico a 60-90 g al giorno dicendo addio ai canoni della dieta mediterranea e al piacere del cibo.
 

Dieta Atkins: Effetti

 

dieta atkinsNella foto: Robert C. Atkins, padre dell’omonima dieta.

 
Dunque, abbiamo nuovamente a che fare con l’ennesimo stratagemma alimentare che promette di perdere peso limitando e/o eliminando i carboidrati ma introducendo una grandissima quantità di proteine e grassi, senza far assolutamente riferimento a concetti come “salute” e “benessere”, non solo fisico ma anche mentale. Per certi versi e per gli effetti metabolici che determina, gli effetti collaterali possono essere similmente equiparati a quelli della Dieta Dukan di cui abbiamo già discusso qui. Pertanto, si tratta di una dieta che porta ad un decremento ponderale ma la perdita di peso è dovuta soprattutto a perdita di acqua… attenzione quindi alla famosa sindrome del “peso ciclico” o “peso yo-yo“, un circolo vizioso da cui non se ne viene facilmente a capo!
 
Purtroppo il problema non è rappresentato solo dal peso che con una dieta del genere non potrà essere mantenuto nel tempo, ma anche dai numerosi effetti collaterali dannosi per la salute. Ricordiamo il pericolo per una maggiore suscettibilità a patologie cardiovascolari, ma anche per uricemia e stipsi.
 
Tra le altre cose, un regime alimentare come quello della Dieta Atkins può provocare chetosi con altrettanti (…seri) effetti collaterali. Che cosa significa questo? I corpi chetonici sono prodotti di “scarto” del metabolismo degli acidi grassi. Quando il nostro corpo non può utilizzare il glucosio, utilizza gli acidi grassi e produce corpi chetonici. Tale situazione si verifica in situazioni di grave carenza di glucosio, anche come conseguenza di una dieta molto sbilanciata (ricca di grassi, appunto). I corpi chetonici in eccesso, che sono acidi, determinano un aumento della concentrazione di idrogenioni nei liquidi organici realizzando un fenomeno che prende il nome di acidosi. La chetoacidosi è una situazione molto pericolosa per i sintomi che può provocare: nausea, vomito, disidratazione, fino al coma.
 

dieta atkinsLa “dieta” è soltanto un modo per perdere peso?

 
Pertanto, concludendo, non possiamo pensare alla dieta come semplice susseguirsi di fasi che ci condurranno a perdere peso. La dieta, qualsiasi dieta, soprattutto quelle non controllate e sicure, procurano degli importanti cambiamenti metabolici che si ripercuotono poi sul nostro stato di salute. Impariamo ad essere critici verso quello che ci viene proposto, a diffidare da metodi stravaganti e veloci e dunque a non prendere lucciole per lanterne!

 

PhotoCredits: SaluteMobile ; Adamsport ; CBSnews ; MondoBenessereBlog;

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Alessandra Leoni

Alessandra Leoni

Biologa nutrizionista iscritta all'ordine nazionale dei biologi, Alessandra Leoni si è laureata in Scienze degli Alimenti all'Università politecnica delle Marche, conseguendo poi la laurea magistrale in Biologia Molecolare, Sanitaria e della Nutrizione presso l'Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. Da gennaio 2014, svolge la libera professione di Biologa Nutrizionista nei territori di Civitanova Marche, Pagliare del Tronto e San Benedetto del Tronto.