Dimagrire sì… ma come?

Dimagrire sì… ma come?

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’obesità è una condizione caratterizzata da un eccessivo peso corporeo – dovuto all’accumulo di tessuto adiposo – in misura tale da influire negativamente sullo stato di salute. Si tratta di una condizione cronica, con una eziologia multifattoriale ed accompagnata da un aumentato rischio di morbilità e mortalità.

Dunque, l’obesità definisce una condizione clinica senz’altro difficile, ma non impossibile, da gestire che dovrà prevedere un lungo percorso di rieducazione alimentare che molto spesso non consente scorciatoie.

 

Ma quando è necessario dimagrire?

 

Una perdita di peso sarà sostenibile quando il nostro BMI (Body Mass Index) indica una condizione di sovrappeso (BMI compreso tra 25 e 29,9 Kg/m2) e sarà necessaria quando il BMI parla di obesità e quindi si attesta su valori maggiori di 30 Kg/m2.

 

Misure corporeeL’indice di massa corporea è il rapporto tra il peso e l’altezza al quadrato: se è superiore a 30 indica la presenza di una condizione di obesità

 

Di certo, una valutazione “seria” non può prescindere dalla determinazione della composizione corporea che sarà fondamentale per la giusta quantificazione delle frazioni corporee ed, in particolar modo, del grasso accumulato a livello viscerale.

 

Una volta attestato uno stato di sovrappeso o obesità, come poter agire?

 

Dicevamo prima della rieducazione alimentare, importante più che mai per iniziare a contemplare un nuovo stile di vita che dovrà prevedere non solo una alimentazione equilibrata, ma anche un esercizio fisico continuativo ed adatto al soggetto che si accinge ad iniziare una nuova fase della propria vita.

Mi sembra fondamentale ricordare, che la terapia nutrizionale deve aiutare il soggetto a raggiungere un buono stato di salute ma anche un buon rapporto con il cibo quindi diffidate sempre da schemi dietetici rigidi, che non prendono in considerazione la vostra persona e che vadano a creare dicotomie (questo è buono, quello è cattivo).

 

E i farmaci, dove li mettiamo?

 

Di recente il Ministro Lorenzin, ha firmato il decreto che vieta le preparazioni magistrali a scopo dimagrante che contengano i seguenti principi attivi: triac, clorazepato, fluoxetina, furosemide, metformina, bupropione, topiramato.

Di queste sostanze, autorizzate singolarmente per diverse indicazioni terapeutiche come ad esempio per il trattamento di stati d’ansia, di depressione, per il trattamento del diabete, ipertensione, epilessia, viene spesso fatto un abuso – utilizzando varie associazioni – per finalità meramente estetiche… e aggiungerei non salutari!

 

ObesitàIl percorso per dimagrire è lungo e tortuoso per cui spesso l’obeso può essere facile preda di prodotti farmaceutici che promettono, senza prove certe, risultati in breve tempo

 

Infatti, come segnalato dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) è emerso che le preparazioni magistrali contenenti i sopra citati principi attivi, soprattutto se utilizzati in associazione tra di loro e impiegati a scopo dimagrante, hanno un rapporto beneficio/rischio di gran lunga sfavorevole e possono essere pericolosi per i soggetti che ne fanno uso.

Il documento continua dicendo che il rischio che insorgano reazioni avverse, aumenta in relazione al numero di principi attivi associati nella preparazione e che possono determinare disturbi psichiatrici nonché reazioni a carico del sistema cardiovascolare.

Pertanto, con la firma di questo decreto si è fatto sicuramente un passo avanti nell’uso smodato ed inconsiderato di prodotti farmaceutici per la “cura dell’obesità”, che spesso rappresentano un palliativo ma non possono essere la soluzione di una condizione che abbiamo detto essere così complessa.

Già in passato, all’incirca 6 anni fa, il Comitato per i Medicinali per Uso Umano dell’Agenzia Europea dei Medicinali aveva concluso che un farmaco anti-obesità, contente sibutramina, aveva in realtà molti più rischi che benefici raccomandandone la sospensione delle autorizzazioni all’immissione in commercio di questi medicinali in tutta l’Unione Europea.

Dunque, concludendo, se è vero che la terapia farmacologica (quando strettamente necessaria) dovrebbe avere la finalità che ci sia una maggiore probabilità di perdita di peso e dunque una migliore adesione alla nuova alimentazione – che in ogni caso deve essere considerata – è vero anche che la terapia farmacologica dell’obesità non presenta attualmente un farmaco sicuro.

Và da se, che l’unica certezza che dà sicurezza e garanzia nel breve ma soprattutto nel lungo periodo è un cambiamento dello stile di vita, approccio sicuramente più ostico ma reale e in grado di dare grandi soddisfazioni.

 

 

Photo Credits: Lettera43Theredish , Healthydietadvisor

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Alessandra Leoni

Alessandra Leoni

Biologa nutrizionista iscritta all'ordine nazionale dei biologi, Alessandra Leoni si è laureata in Scienze degli Alimenti all'Università politecnica delle Marche, conseguendo poi la laurea magistrale in Biologia Molecolare, Sanitaria e della Nutrizione presso l'Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. Da gennaio 2014, svolge la libera professione di Biologa Nutrizionista nei territori di Civitanova Marche, Pagliare del Tronto e San Benedetto del Tronto.