Edible Growth Project: il cibo del futuro

Edible Growth Project: il cibo del futuro

Oggi vogliamo parlarvi di un progetto che unisce il mondo del food, caro ad Edo, e quello del design di matrice “tech”: la bellezza che colpisce la nostra vista e la bontà che muove il nostro palato, creando quella fantastica acquolina che ci spinge a nutrirci.. ma con gusto!

Non potevamo non parlarvi del “Edible Growth Project” della food designer olandese Chloé Rutzerveld: una gioia per gli occhi.

Ma come funziona questo tech food creato dalla Rutzerveld?
 

edible growth project

Parte tutto da uno speciale contenitore esterno di vero e proprio impasto (una sorta di pane per intenderci), creato grazie all’utilizzo di una stampante 3D: al suo interno troviamo terriccio edibile, contenente diversi tipi di semi. Una volta assemblato il tutto, occorre soltanto aspettare qualche giorno per permettere ai semi di germinare, creando le vere e proprie piantine che, diventando sempre più grandi, inizieranno ad uscire dalle fessure create ad hoc sulla superficie dell’impasto contenitivo (come è possibile vedere dalla foto). A quel punto occorrerà soltanto.. mangiare, possibilmente con soddisfazione!
 
L’obiettivo della Rutzerveld, come riportato nel suo sito, è quello di sfatare alcuni miti sugli alimenti assemblati in modo non del tutto naturale: “voglio dimostrare che per cibo high-tech non si intende necessariamente qualcosa di non salutare o talmente asettico da risultare privo di sapore. Edible Growth è esempio di un alimento high-tech totalmente naturale, salutare e capace di combinare aspetti della natura, della scienza, della tecnologia e del design. La crescita degli elementi che lo formano è reale, messa in atto sfruttando processi naturali come quello della fermentazione e della fotosintesi, riducendo al minimo l’utilizzo delle risorse che competono alla sua realizzazione”. Ecco la ragione che ha portato alla nascita del Edible Growth Project.

Esprimersi circa la bontà – o meno – di un prodotto simile è, difficile, almeno in questo momento. La riduzione ai minimi termini delle risorse utilizzate per crearlo, però, potrebbe aiutarci a rispondere in modo produttivo al problema dell’alimentazione sostenibile, a cui avevamo già provato a dare una risposta parlando della possibilità di inserire, nella dieta europea, gli insetti.
 
Chi lo sà. La tecnologia e la sua applicabilità alla vita di tutti i giorni, però, è da sempre il motore dell’innovazione umana. Chissà amici, magari tra qualche anno, ci incontreremo per le strade di una qualsivoglia città di un qualsiasi continente e ci guarderemo gustare questo edible food così, come fosse la cosa più normale e scontata possibile.
 
È la magia dell’abitudine: rende anche le cose più innovative del tutto normali.

 

FONTI & Photo Credits: This is Colossal ; Chloe Rutzerveld

 

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Enza Gargiulo

Enza Gargiulo

Sono Maria Vincenza, per gli amici Enza, laureata in Scienze e Tecnologie Alimentari. Allergica a tutto (o quasi) quello che madre natura ha creato, amo molto stare in cucina e provare e riprovare tutte le ricette che mi vengono in mente. Inguaribile ottimista, cerco di prendere sempre il buono da ogni situazione e di restare allegra il più possibile nel corso delle giornate. E se la sera mi sento stanca, una buona compagnia e un bel bicchiere di vino mi rimettono in forze e sono sempre pronta a far festa!