Edulcoranti? No, grazie!

Edulcoranti? No, grazie!

L’uomo è predisposto fin dalla nascita a preferire il sapore dolce. Ciò è noto alle industrie alimentari che per mascherare la bassa qualità degli ingredienti e rendere maggiormente appetibili gli alimenti, utilizzano grandi quantità di edulcoranti (dolcificanti).
Vediamo insieme alcuni di questi edulcoranti, naturali o di sintesi, che con maggiore frequenza possiamo ritrovare negli alimenti.

 

Quali sono gli edulcoranti naturali più conosciuti?

 

Il saccarosio probabilmente è il dolcificante naturale maggiormente utilizzato. È il comune “zucchero da cucina”, un disaccaride formato da fruttosio e glucosio in parti uguali. Ha un potere calorico di circa 375 kcal per 100 grammi ed un altissimo indice glicemico: determina un rapido incremento della glicemia che richiede un’alta produzione di insulina da parte del pancreas, per la sua metabolizzazione. Un consumo smisurato di saccarosio può facilitare la comparsa di sovrappeso e obesità, condizioni associate allo sviluppo di disordini metabolici precursori del diabete.

Il fruttosio, tipico zucchero della frutta, ha un potere dolcificante di poco superiore a quello del saccarosio ma apporta le stesse calorie. Ha un basso indice glicemico e non influisce sulla secrezione di insulina. In ogni caso, un introito superiore a 0.5g/kg/die può avere effetti sfavorevoli per la nostra salute: ipertrigliceridemia, steatosi epatica, diarrea, insulino-resistenza e iperglicemia.

Mannitolo e Sorbitolo sono dei polioli con potere edulcorante e calorico inferiore allo zucchero. A causa del loro scarso assorbimento, ad alte dosi, possono richiamare acqua nel lume intestinale ed avere un effetto lassativo. Anche lo Xilitolo è un polialcol ma con un potere edulcorante superiore. Al pari degli altri può indurre diarrea osmotica, se consumato in eccesso. É considerato il meno cariogeno degli zuccheri, perciò utilizzato spesso nelle gomme da masticare.

 

E quelli di sintesi?

 

Gli edulcoranti di sintesi nascono in laboratorio ed hanno la caratteristica di apportare pochissime calorie. Per ognuno di essi è stata stabilita una quantità massima giornaliera accettabile (DGA) che garantisce un certo margine di sicurezza. I più comuni dolcificanti sintetici, utilizzati come alternativa a quelli calorici, per la produzione di alimenti a basso apporto energetico sono: saccarina, aspartame e acesulfame k.

 

edulcoranti-dolcificantiGli edulcoranti di sintesi sono normalmente molto più dolci del normale zucchero ma apportano poche o nulle calorie

 

La saccarina ha un potere dolcificante di circa 300 volte superiore a quello del saccarosio ma non ha calorie in quanto non viene metabolizzata ed è escreta immodificata con le urine. Presenta un retrogusto amaro che, di solito, viene mascherato tramite la combinazione con altri additivi alimentari. La DGA secondo l’OMS è di circa 2,5 mg/kg/die.

L’aspartame è un dipeptide formato da acido aspartico e fenilalanina, con l’aggiunta di un gruppo metilico che conferisce all’aspartame il suo sapore dolce. A livello intestinale viene idrolizzato nei 2 amminoacidi, poi normalmente assorbiti. Ha un potere dolcificante 150-200 volte superiore al saccarosio, è instabile al riscaldamento e, per questo, può essere aggiunto agli alimenti freddi. La DGA individuata per questo dolicificante è di 40mg/kg/die.

L’ acesulfame K è un sale di potassio, 200 volte più dolce del saccarosio. Non fornisce energia poiché non viene metabolizzato ed è escreto con le urine. A differenza dell’aspartame resiste alle alte temperature e la sua DGA è di 9 mg/kg/die.

Vari studi scientifici hanno messo in luce, principalmente per l’aspartame e per la saccarina, un potenziale effetto cancerogeno. L’EFSA si è espressa in merito dichiarando sicuro per la nostra salute l’uso dei suddetti edulcoranti sintetici entro i limiti delle DGA. Recentemente altri studi hanno tentato di indagare la possibile influenza di bevande contenenti dolcificanti di sintesi sul metabolismo dello zucchero: se assunte con un pasto ricco di carboidrati, si ipotizza che si possa verificare un maggiore assorbimento di glucosio a livello intestinale.

 

Dove possiamo trovarli?

 

tabella-dolcificantiSono numerosissimi i prodotti in cui possiamo trovare edulcoranti sia naturali che di sintesi

 

É difficile fare una lista di alimenti che contengono dolcificanti poiché, sia quelli naturali che di sintesi, si ritrovano un pò dovunque nei prodotti commerciali (ad esempio in confetture e marmellate, bibite, prodotti da forno, ecc), in particolare nei prodotti light e senza zucchero. A fronte di quanto detto, si deduce che non esistono edulcoranti da preferire, ma il loro consumo deve essere limitato al massimo se non addirittura ridotto a zero. Dovremmo abituare il nostro palato a sapori meno dolci e più naturali, ricordando che anche il gusto “si educa” e per questo motivo una particolare attenzione andrebbe prestata all’alimentazione dei bambini. E’ possibile effettuare una corretta scelta alimentare valutando attentamente gli ingredienti dei prodotti prima dell’acquisto, preferendo alimenti freschi che non hanno subito processi industriali.

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Giovanni Cortile

Giovanni Cortile è un laureato in dietistica, con votazione di 110 e lode, presso l'Università Federico II di Napoli. Attualmente collabora con lo Studio “Fenix”, salute e benessere, di psicologia e medicina integrata, sito in provincia di Napoli. In qualità di socio dell'associazione SDeCA , Scienza Dieta e Corretta Alimentazione, partecipa a giornate di prevenzione, prendendo assiduamente parte a convegni e seminari in ambito nutrizionale. E' appassionato di sport ed ha conseguito il brevetto di allievo istruttore di nuoto presso la FIN, Federazione Italiana Nuoto.