Il curry, la miscela di spezie più amata

Il curry, la miscela di spezie più amata

Tra i condimenti esotici più amati dagli italiani, sempre più propensi ad aprire i propri orizzonti gustativi a nuove esperienze, un ruolo d’onore è senza dubbio ricoperto dal curry, accolto con piacere in molte case sia per dare un tocco di “etnicità” alle preparazioni sia per usufruire dei benefici che recentemente hanno alimentato la sua notorietà.

Il curry, a differenza di quello che erroneamente si crede, non è una spezia, bensì una miscela di spezie originaria dell’India, dove è nota con il nome Masala. L’origine del termine “curry” risale al XVIII secolo e, in realtà, è frutto di una incomprensione linguistica: quando i mercanti inglesi della Compagnia delle Indie tornarono in patria, portando con sé servitù e cuochi indigeni, identificarono con il termine “curry” la mistura di spezie, travisando la parola “Kari” che sta invece ad indicare un piatto vegetariano indiano speziato.

 

Curry: non una ma un mix di spezie

 

La classica polvere dal colore giallo brillante e dal profumo tipicamente pungente è un composto di decine di diverse spezie ed erbe aromatiche essiccate, polverizzate e miscelate tra loro. Il mix è tipicamente costituito da cumino, coriandolo, curcuma, cardamomo, cannella, anice, zenzero, noce moscata, chiodi di garofano, pepe e peperoncino, ma in realtà non esiste una versione ufficiale.

Infatti, nelle terre di origine, esistono diverse varianti del curry, con colori e aromi peculiari a seconda della spezia a cui viene accordata la preferenza. I mix utilizzati nella cucina orientale sono molteplici ed il classico “curry giallo” utilizzato prevalentemente in Europa è solo uno dei tanti.

 

Il curry gialloIl curry giallo è il mix di spezie certamente più noto ma esistono molte altre varianti con colorazioni diverse in base alle spezie usate in maggiore quantità

 

Ad esempio, in Thailandia la miscela più utilizzata è il curry verde, kaeng khiao wan, preparato anche con foglie di basilico essiccato. Sempre di origine thailandese è il curry rosso, kaeng phet, nel quale il principale ingrediente sono i peperoncini rossi essiccati e polverizzati ai quali si aggiungono in proporzioni variabili coriandolo, cumino, aglio, scalogno, foglie di lime kaffir, pepe bianco, citronella, pasta di gamberetti, sale e galangal, ossia il rizoma essiccato e tritato di una pianta della famiglia delle Zingiberaceae, come zenzero e cardamomo. Spostandoci verso Ovest incontriamo invece il sapore del Masaman curry, di origine Persiana, il cui mix base è molto simile a quello del curry rosso e prevede l’utilizzo di peperoncini rossi secchi, scalogno, aglio, galangal, citronella, coriandolo, cumino, chiodi di garofano, pepe bianco, sale e pasta di gamberetti.

 

Le qualità del curry

 

Il mix di spezie che dà origine al curry giallo, ossia quello più utilizzato anche nelle nostre ricette, è noto oltre che per le sue interessanti caratteristiche organolettiche anche per alcune qualità benefiche.

L’ingrediente principale del mix giallo è la curcuma, una spezia ottenuta dalla polverizzazione della radice essiccata di una pianta della famiglia delle Zingiberaceae. Il principio attivo più importante di questa spezia è la curcumina, una sostanza nota anche per le sue qualità fito-farmaceutiche. In diversi studi la curcumina ha dimostrato di essere efficace come coleretico e colagogo, favorendo dunque la produzione della bile ed il processo digestivo, rivelandosi un utile trattamento di supporto per alcune turbe dell’apparato gastro-intestinale come la dispepsia, il meteorismo e la flatulenza.

In tempi recenti le proprietà fitoterapiche della curcuma sono state ulteriormente indagate: è stato riscontrato che la curcumina potenzia il sistema immunitario, ha una funzione antibiotica, svolge un’azione antinfiammatoria ed antiossidante protettiva nei confronti di malattie anche gravi, come diabete, morbo di Alzheimer e diversi tipi di cancro, senza dimenticare che i ricercatori hanno evidenziato che è in grado di potenziare alcuni trattamenti farmacologici antitumorali, favorendo la morte delle cellule malate e bloccando la sintesi di nuovi vasi sanguigni che vanno a nutrire la neoplasia.

Purtroppo, però, la soluzione non è così semplice: negli alimenti la disponibilità della curcumina è molto bassa e, negli studi effettuati, i dosaggi terapeutici impiegati sono molto superiori alle quantità che possiamo introdurre normalmente con l’alimentazione. Tuttavia, il consumo regolare di curcuma, meglio se associato al pepe che ne migliora l’assorbimento e dunque la disponibilità nel nostro organismo, è da ritenere un buon comportamento nutrizionale che, nel contesto di uno stile di vita sano, può contribuire alla prevenzione ed al mantenimento di un buono stato di salute.

La maggior parte delle spezie che compongono la miscela base del curry, inoltre, è nota per le sue proprietà digestive: zenzero, anice, cumino e chiodi di garofano sono efficaci carminativi, ossia sono in grado di limitare la formazione ed il ristagno dei gas nello stomaco e lungo tutto il tratto intestinale.

 

Il curry in cucina

 

Tra le tante ricette di origine indiana che si sono diffuse in tutto il mondo probabilmente la più nota è quella del pollo al curry: ecco come realizzarla.

 

Pollo al curryImpariamo a preparare il pollo al curry, una ricetta classica ma dal grande impatto visivo e gustativo

 

Ingredienti per 4 persone

600 g di pollo, fusi e petto disossati e spellati
100 ml di succo di limone fresco
2 cucchiaini di curry
200 g di pomodori a grappolo spellati e sminuzzati
1 cipolla bianca sminuzzata
2 spicchi di aglio
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva

Tagliate il pollo in bocconcini e fate marinare per 30 minuti nel succo di limone fresco. In una padella antiaderente mettete l’olio extravergine di oliva e fatevi appassire la cipolla per qualche minuto a fuoco basso.m Unite l’aglio ed i pomodori sminuzzati, mescolate e fate cuocere per un paio di minuti prima di aggiungere il pollo ben scolato dalla marinatura ed il curry. Coprite e cuocete a fuoco medio per circa 20 minuti mescolando spesso; se il fondo di cottura si asciuga troppo è possibile ammorbidirlo con qualche cucchiaio di acqua bollente. Servite caldo con riso basmati cotto al vapore.

 

 

Photo Credits: Alimentazionesana , Junglam , Misya

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Francesca Antonucci

Francesca Antonucci

Farmacista e consulente nutrizionale appassionata di ricette, ingredienti e di Dieta Mediterranea, secondo il suo reale significato. Leggo e scrivo di cucina e nutrizione prima di tutto per passione per la salute e la prevenzione. Ed è proprio dalla passione che è nato Mistofrigo