In vino … resveratrolo

In vino … resveratrolo

Se siete amanti del buon vino rosso, dovreste sapere che c’è una motivazione in più, oltre al piacere del gusto e della convivialità, per farne consumo: un’assunzione moderata non solo non nuoce, ma addirittura può giovare alla salute!

Tra le tantissime molecole che popolano un calice di vino, un merito particolare va ad un polifenolo, oggetto di studio da diversi anni e giunto anche all’attenzione del grande pubblico: il resveratrolo.

 

Il resveratrolo: cos’è e dove si trova?

 

Il resveratrolo è un composto polifenolico che fa parte della famiglia degli stilbeni, isolato la prima volta nel 1940 dalle radici dell’elleboro bianco e, circa 20 anni dopo, dalle radici di una pianta, il Polygonum Cuspidatum, ampiamente utilizzata in Cina ed in Giappone a scopo medicinale.

In natura, il resveratrolo è distribuito in diverse famiglie di piante, di cui la più nota è quella delle Vitaceae alla quale appartiene la vite comune. I polifenoli, tra cui il resveratrolo, sono prodotti del metabolismo secondario delle piante ed hanno la funzione di proteggerle dagli attacchi di agenti patogeni come funghi e batteri. Dal momento che la produzione di polifenoli da parte della pianta è direttamente correlata allo stress da essa subito, appare chiaro che quantitativi maggiori di queste molecole si trovano nelle piante coltivate in modo naturale, senza utilizzo di antiparassitari.

 

Uva rossaNell’uva, in particolare in quella rossa, vi è la maggiore concentrazione di resveratrolo ma possiamo trovare questo polifenolo anche in altri frutti come i mirtilli e le more

 

L’uva ed il vino sono le principali fonti alimentari di resveratrolo; esso è localizzato soprattutto nella buccia e nei semi dell’uva, ma anche nei piccioli e nelle parti legnose della vite. Poiché viene estratto da queste componenti durante la vinificazione in rosso, il suo contenuto nei vini bianchi è sensibilmente inferiore. E’ opportuno sottolineare, per completezza d’informazione, che i livelli di resveratrolo presenti nell’uva variano da regione a regione e di anno in anno; il suo contenuto nei vini rossi, dunque, può variare sensibilmente tra una varietà e l’altra. In particolare, i vini ottenuti da uve Pinot Noir e St. Laurent hanno esibito i più alti livelli di resveratrolo.

Tuttavia, quantità inferiori di questa sostanza sono presenti anche nelle more, nei mirtilli e nel loro succo, nelle arachidi e nel burro di arachidi, nella polvere di cacao e nel cioccolato fondente.

 

Come agisce il resveratrolo?

 

Il resveratrolo esiste in due forme: la forma cis e la forma trans. In quest’ultima forma, esso è un potente antiossidante, cioè agisce inibendo i radicali liberi che il nostro organismo produce continuamente a seguito di processi metabolici e fisiologici e prevenendo i danni da essi causati. Quando la produzione di radicali liberi supera le nostre difese antiossidanti, si determina una situazione nota come stress ossidativo che si ripercuote negativamente sulle cellule e sulla struttura delle loro macromolecole.

Il resveratrolo può aiutarci a prevenire questa situazione contribuendo a mantenere alte le nostre difese antiossidanti e consentendoci, così, di contrastare lo sviluppo di patologie, anche gravi, da eccesso di radicali liberi. Se quanto detto non bastasse, dovete sapere che il resveratrolo ha dimostrato di possedere ulteriori straordinarie proprietà che lo rendono un farmaco potenziale nel trattamento di numerose patologie.

 

Il paradosso francese

 

L’evento che ha portato all’identificazione del resveratrolo ed ha segnato l’inizio degli studi e delle ricerche sulle proprietà benefiche che ha sulla salute umana, risale agli anni ’90, quando fu portato alla luce un fenomeno che interessava la popolazione della Francia e al quale venne dato il nome di Paradosso Francese.

I francesi, nonostante consumassero grandi quantità di alimenti ricchi di acidi grassi saturi e colesterolo, erano investiti da una minore incidenza di mortalità per malattie cardiache rispetto agli americani che seguivano un’alimentazione sostanzialmente equivalente per contenuto di grassi. Analizzando le abitudini alimentari di entrambe le popolazioni, venne fuori che l’unico elemento di differenza era un maggior consumo di vino rosso da parte dei francesi; in altre parole, questa bevanda controbilanciava gli effetti negativi dovuti ad un elevato introito di grassi animali.

Inizialmente, si pensò che fosse l’alcol ad esercitare l’effetto protettivo sulla salute del cuore; tuttavia, le altre bevande alcoliche non dimostrarono di possedere le stesse proprietà benefiche. Per questo motivo, l’attenzione cadde sulla frazione polifenolica del vino rosso e, in seguito a ricerche, venne individuata nel trans resveratrolo la sostanza responsabile degli effetti cardioprotettivi legati al consumo regolare e moderato di vino rosso.

 

Quali sono le altre proprietà del resveratrolo?

 

Al resveratrolo sono state attribuite altre proprietà farmacologiche e, come l’attività cardioprotettiva, sono tutte correlate alla sua natura di sostanza antiossidante. I meccanismi d’azione con cui agisce il resveratrolo sono numerosi e descriverli risulterebbe complicato; vi basti sapere che diversi studi condotti in laboratorio hanno dimostrato che il resveratrolo modula positivamente l’attività del sistema immunitario, promuove la dilatazione dei vasi sanguigni e la riduzione della pressione arteriosa, inibisce l’aggregazione piastrinica, possiede attività antiinfiammatorie, antimicrobiche ed antidiabetiche.

 

Paradosso franceseIl paradosso francese ha messo in luce le potenti azioni protettive sul nostro corpo del resveratrolo nel vino

 

Il resveratrolo esercita, inoltre, un ruolo protettivo sia contro i danni cellulari provocati dalla radioterapia sia nella patogenesi di malattie neurodegenerative come il Parkinson e l’Alzheimer. Oltretutto, diversi lavori scientifici hanno suggerito che una dieta ricca di frutta e ortaggi riduce l’incidenza di tumori in quanto apporta differenti gruppi di composti polifenolici, e tra essi il resveratrolo, con potenziale attività antitumorale.

Conclude questo elenco di straordinarie proprietà l’affascinante associazione proposta da diversi studi tra il resveratrolo e la longevità. I dati in merito sono contrastanti e ad oggi si discute ancora sulla validità di questa relazione che, se dovesse essere confermata, renderebbe più accattivante ancora questo polifenolo dalle mille e una proprietà.

 

La biodisponibilità del resveratrolo

 

Il numero di patologie per cui è stata dimostrata l’efficacia terapeutica del resveratrolo è elevato e, negli anni, potrebbe crescere ulteriormente. E’ importante sapere, però, che le dosi di resveratrolo utilizzate negli studi condotti direttamente sulle cellule sono ben lontane da quelle contenute in un paio di bicchieri di vino rosso.

Un bicchiere di questa bevanda apporta, in media, soltanto da 0,03 a 0,5 mg di resveratrolo e, in accordo alle linee guida della Dieta Mediterranea, il limite che si consiglia di non superare è di due bicchieri di vino rosso al giorno per l’uomo e di un bicchiere al giorno per la donna, sempre durante i pasti.

Appare chiaro che non possiamo garantirci una dose adeguata di resveratrolo ricorrendo al solo consumo di vino rosso, che risulterebbe oltremodo elevato, nè tantomeno raggiungiamo l’obiettivo attingendo ogni giorno da più fonti alimentari di resveratrolo, perché tutti gli alimenti presenti in natura contengono quantità molto basse di questa sostanza. Se qualcuno pensasse di ovviare al problema attraverso l’utilizzo di integratori alimentari, dovrebbe sapere che neanche questi prodotti di sintesi costituiscono una soluzione definitiva.

Il grosso ostacolo legato all’utilizzo del resveratrolo, infatti, è rappresentato dalla sua biodisponibilità davvero limitata. Questa molecola viene assorbita efficacemente dall’intestino, ma il passaggio successivo attraverso il fegato ne riduce sensibilmente la quantità rispetto a quella che sarebbe utile alle cellule a scopo farmacologico. In altre parole, seppure ingeriamo una compressa contenente la dose alla quale il resveratrolo esprime tutto il suo potenziale farmacologico, i processi che avvengono a suo carico in seguito all’ingestione orale, ne riducono al minimo la quantità che raggiunge i tessuti.

Si rendono necessarie, pertanto, ulteriori ricerche sulla progettazione e lo sviluppo di sistemi alternativi di distribuzione della molecola nell’organismo; se si riuscisse ad aumentarne la stabilità e la biodisponibilità, minimizzando gli effetti collaterali, il resveratrolo potrebbe essere impiegato nel trattamento di prima linea di numerose patologie.

 

 

Photo Credits: Huffingtonpost , Healthmaven.blogspot ,  Alfieandhetty

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Emanuela Racca

Emanuela Racca

Mi chiamo Emanuela Racca e svolgo la libera professione in qualità di biologo nutrizionista in provincia di Napoli. Mi sono laureata nel 2014 in Scienze della Nutrizione Umana con il massimo dei voti ed una tesi di laurea magistrale sulla Dieta Mediterranea. Nel 2007 mi sono diplomata in danza classica presso la scuola di ballo del Real Teatro di San Carlo; nei 9 anni di scuola il mio interesse per gli alimenti e la nutrizione era motivato esclusivamente dalla costante esigenza di mantenere il peso forma che, per una ballerina di danza classica, è un requisito essenziale. Dopo il diploma, ho intrapreso il mio percorso di studi ed ho iniziato a guardare al mondo della nutrizione con occhi diversi; le scelte alimentari che compio ogni giorno, non rispondono più semplicemente ad un mero calcolo calorico, ma riflettono la consapevolezza che una corretta alimentazione insieme ad uno stile di vita attivo sono l’arma più potente di cui disponiamo per preservare il nostro stato di salute.