La dieta alcalina è davvero salutare?

La dieta alcalina è davvero salutare?

Con la nascita dell’agricoltura (circa 10.000 anni fa) e, più recentemente, con la rivoluzione industriale giunta a pieno sviluppo negli ultimi dieci anni del 1800, la nostra alimentazione è profondamente cambiata. I membri delle comunità umane esistite prima della rivoluzione agricola si procuravano il cibo attraverso la caccia e la pesca, ma la loro principale fonte di sostentamento era la raccolta dei vegetali e dei frutti che la natura offriva spontaneamente. La loro alimentazione, alla quale noi siamo geneticamente predisposti, era ricca di potassio, magnesio e fibre.

Dopo la nascita dell’agricoltura e dell’allevamento e, in maniera ancora più accentuata, dopo la rivoluzione industriale, la nostra dieta si è arricchita di grassi saturi, zuccheri semplici, sodio e cloro ovvero di alimenti acidi o acidificanti, a discapito degli alimenti basici o alcalinizzanti.

 

Alimenti acidi e basici: qual è la differenza?

 

La distinzione tra alimenti acidi e basici è stata proposta per la prima volta dagli autori Remer e Manz nel 1994 (3). Tale distinzione viene effettuata mediante il calcolo del PRAL (Potential Renal Acid Load), un indice che si basa sulla capacità degli alimenti di interagire con il sangue e di produrre degli effetti sul nostro organismo.

 

Scala del pHI concetti di “acido” e “base” sono relativi al parametro del pH, introdotto per la prima volta nel 1909, che indica la concentrazione di ioni idrogeno presenti all’interno di una data soluzione

 

Per il calcolo del PRAL, viene preso in considerazione il contenuto negli alimenti di particolari sostanze, quali il cloro, il fosforo, lo zolfo, il potassio, il magnesio ed il calcio. Difatti, si distinguono:

– ALIMENTI ACIDI o ACIDIFICANTI, che contengono una elevata quantità di cloro, fosforo e zolfo (particelle con carica negativa), come i formaggi, il tuorlo d’uovo, la carne, i cereali e derivati ed il pesce. Questi alimenti presentano un PRAL positivo; ad esempio, il tuorlo d’uovo ha un PRAL pari a +23.4;

ALIMENTI BASICI o ALCALINIZZANTI, che contengono una elevata quantità di potassio, calcio e magnesio (particelle con carica positiva), come le verdure, la frutta fresca, i legumi e la frutta secca. Il loro PRAL è negativo; ad esempio, gli spinaci hanno un PRAL pari a –14.0;

ALIMENTI NEUTRI, che contengono una uguale quantità di particelle con carica negativa e positiva e, pertanto, non hanno degli effetti significativi sull’equilibrio acido-base. Rientrano in questa categoria il latte, lo yogurt, l’albume dell’uovo, lo zucchero, il miele, i grassi e gli oli. Tali cibi hanno un PRAL molto vicino allo zero. Ad esempio, il latte intero ha un PRAL pari ad 1.1.

Le uniche eccezioni sono i piselli, le lenticchie e le noci che vengono considerati alimenti acidificanti anche se appartengono al gruppo dei legumi e della frutta secca, rispettivamente. Tuttavia, il loro PRAL è più vicino allo zero rispetto a quello degli altri alimenti acidificanti; ad esempio, le lenticchie hanno un PRAL pari a +3.5, i piselli a +1.2 e le noci a +6.8.

 

La dieta alcalina

 

La dieta alcalina è, dunque, una dieta che privilegia l’assunzione di alimenti alcalini – vegetali, frutta fresca, frutta secca e legumi – limitando gli alimenti acidi, come carne, pesce, cereali e formaggi. Descritta in questi termini, la dieta alcalina non appare poi così malvagia, poiché qualsiasi nutrizionista consiglierebbe di consumare alimenti di origine vegetale in abbondanza e di non esagerare, invece, con gli alimenti di origine animale, in particolare la carne rossa, i cereali raffinati ed i formaggi grassi.

 

Alimenti acidificanti e alcalinizzantiEcco la lista degli alimenti che, da sinistra a destra, vedono aumentare sempre di più il loro potere alcalinizzante

 

Il problema è che esistono alcuni personaggi che tendono ad appoggiare la dieta alcalina nella sua forma più estrema. Ricordiamo il caso del sedicente medico Robert O. Young, il quale consigliava di escludere dalla dieta gli alimenti considerati “acidificanti” e di consumare, invece, i cibi “alcalinizzanti” senza alcun limite sulle quantità. Secondo le sue teorie, la dieta alcalina renderebbe i tessuti corporei più basici, proteggendo l’individuo dall’attacco di batteri e virus. Nessuno studio scientifico ha mai dimostrato queste teorie. Inoltre Robert O. Young nel gennaio 2014 è stato arrestato per truffa ed esercizio abusivo della professione medica.

Al di là degli estremismi, molti ricercatori sono convinti che una dieta caratterizzata prevalentemente da alimenti alcalini apporti numerosi benefici alla salute, proteggendoci da malattie come l’osteoporosi e prevenendo la perdita di massa muscolare che si verifica con l’invecchiamento. Andiamo a vedere quali sono le evidenze scientifiche riguardanti questa affermazione.

 

La dieta alcalina e la scienza

 

Secondo alcune teorie, gli alimenti acidificanti andrebbero a rendere più acido il nostro sangue, abbassandone il pH. In realtà, il pH del nostro sangue deve essere mantenuto ad un certo valore di normalità (7.4), in quanto anche piccole variazioni protratte per poco tempo comprometterebbero la funzionalità del corpo e risulterebbero incompatibili con la vita. Pertanto, il nostro organismo è dotato di efficaci meccanismi che riescono facilmente a combattere le lievi variazioni di pH del sangue: oltre ai polmoni e ai reni, due organi preposti alla regolazione dell’equilibrio acido-base, esistono delle sostanze definite “tamponi” che contrastano le variazioni di pH del sangue riportandolo rapidamente ai valori normali.

Secondo alcune evidenze scientifiche, tra queste sostanze che svolgono la funzione di “tamponi” ci sono anche i fosfati e i bicarbonati di calcio che costituiscono il nostro tessuto osseo. Sembra che, dopo l’assunzione di cibi acidificanti, questi sali vengano immessi in circolo per riportare il pH del sangue ai valori normali, dopodiché il calcio ad essi legato viene eliminato attraverso le urine. Su questa base, molti ricercatori ritengono che la dieta acida sia la principale causa della perdita graduale dei minerali ossei, che inizia a 25-30 anni fino a giungere all’osteoporosi in età più avanzata.

In realtà, non tutti gli studi sostengono questa ipotesi, poiché i meccanismi alla base dell’osteoporosi non sono stati ancora ben compresi e ci sono alcuni aspetti da chiarire. Ad esempio, secondo la distinzione tra cibi acidi e basici, i formaggi sono alimenti da evitare, perchè contengono ioni fosfato; in realtà, è stato dimostrato che i fosfati possono avere dei benefici sulla salute dell’osso e ridurre le perdite di calcio con le urine. Inoltre, anche l’assunzione di una quantità eccessiva di proteine animali aumenta il carico acido della dieta e accelera la demineralizzazione dell’osso. In realtà, assumere proteine nella giusta quantità è fondamentale per prevenire l’osteoporosi e la perdita di massa muscolare, a patto che si vadano a privilegiare le proteine vegetali, piuttosto che le proteine animali.

 

Alimenti alcalinizzantiFrutta e verdura sono gli alimenti alcalinizzanti per eccellenza, grazie al loro elevato contenuto di potassio, calcio e magnesio

 

Vi è il rischio, però, di confondere il contenuto in sostanze protettive e benefiche di alcuni cibi con la presunta capacità “alcalinizzante”: occorre pertanto ricordare che certamente il consumo di frutta, verdura e legumi apporta vantaggi, per il prezioso contenuto in vitamine, minerali ed antiossidanti.

Al momento, inoltre, non ci sono studi che dimostrino che la dieta alcalina sia efficace nel curare o prevenire il cancro o altre patologie degenerative: ciò che è certo è che uno stile di vita attivo ed una dieta equilibrata vicina al modello mediterraneo sono in grado di proteggerci e di migliorare il nostro stato di salute.

 

Quindi, che fare?

 

Sebbene non vi siano dati scientifici certi riguardanti gli effetti della dieta alcalina sulla nostra salute, ricordiamo che è fondamentale arricchire la nostra dieta con alimenti di origine vegetale e limitare, invece, il consumo di alimenti di origine animale e cereali non integrali.

La cosa importante è non abbandonarsi agli estremismi e non cadere nella trappola di allettanti, ma illusorie promesse: privilegiare alcuni alimenti non significa escludere completamente tutti gli altri.

Per cui diciamo al consumo di piccole porzioni di carne bianca, formaggi magri, pesce e di 1-2 uova alla settimana (sufficiente per evitare una carenza di vitamina B12) sempre accompagnati da cereali integrali, frutta e verdura in abbondanza (2 porzioni di frutta e 3 porzioni di verdura al giorno). In questo modo, eviteremo gli effetti negativi di una dieta eccessivamente acida, senza sconvolgere completamente le nostre abitudini alimentari.

 

Photo Credits: DimagrirenaturaleCarcinomaepatico , Panecirco

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Maria Casaburi

Maria Casaburi

Sono una biologa nutrizionista, laureata in Scienze della Nutrizione Umana presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Napoli. La mia passione per l’alimentazione è nata pochi mesi dopo aver conosciuto il mio compagno, che lavora come chef. È stato lui a trasmettermi l’amore per il buon cibo e per la buona cucina. Da allora, appena ho tempo, non perdo l’occasione per sperimentare ricette gustose, ma allo stesso tempo sane. Credo molto nell'importanza della prevenzione, in particolare in età infantile e, negli ultimi anni, sono diventata una grande sostenitrice del biologico, sia per quanto riguarda gli alimenti che i cosmetici, perciò sono sempre alla ricerca di negozi che vendano prodotti biologici ad un prezzo accessibile!