La dieta macrobiotica

La dieta macrobiotica

La dieta macrobiotica (dal greco macros, grande, e bios, vita, dunque longevità) deriva da uno stile alimentare tipico dei paesi orientali e, in particolare, dei monaci zen. Le sue origini, molto antiche, vengono attribuite al nipponico Yukikazu Sakurazawa – conosciuto in occidente come George Ohsawa – e trovano fondamento nella teoria dell’equilibrio tra lo Yin e lo Yang, le due energie opposte e complementari che, secondo alcune filosofie orientali, regolano l’armonia universale.

Il fulcro della dieta macrobiotica risiede nella suddivisione di tutti gli alimenti presenti in natura tra lo Yin e lo Yang: appartengono al primo gli alimenti dal sapore acido, amaro, molto aromatici o molto dolci, considerati debilitanti per l’organismo, mentre gli alimenti Yang sono quelli poco acidi, naturalmente salati, poco dolci, poco piccanti e poco aromatici. Seguire questo tipo di dieta significa scegliere gli alimenti in modo equilibrato e bilanciato tra le due componenti e preferire quelli naturali, a svantaggio dei più sofisticati.

 

Come impostare una dieta macrobiotica?

 

Una dieta macrobiotica che non comporti carenze nutrizionali e, dunque, rischi per la salute, dovrebbe includere una grande varietà di alimenti: mangiare macrobiotico dovrebbe assumere il significato di consumare in modo razionale ed equilibrato tutto quello che la natura offre, senza eccessi né privazioni.

I cereali integrali in chicchi, che storicamente costituiscono il cibo base di ogni popolo, rappresentano la pietra miliare dell’alimentazione macrobiotica: i cereali integrali ci fanno dono non solo della parte amidacea, che ci permette di ricavare energia di lunga durata, ma anche di fibra, acidi grassi essenziali, vitamine e minerali, localizzati nella crusca e nel germe, normalmente perduti con i processi di raffinazione.

 

Alimenti integrali, fondamentali nella dieta macrobioticaCereali integrali e legumi sono gli alimenti basilari nella dieta macrobiotica

 

Al secondo posto non possono mancare le verdure fresche – tranne le solanacee (pomodori, peperoni, patate e melanzane) che sono ritenute indigeste e velenose per il corpo – seguite da legumi, inclusa la soia, frutta fresca locale, frutta secca (fatta eccezione per le noci), semi e spezie.

Tra le fonti proteiche sono ammesse anche le carni bianche magre, anche se la preferenza dovrebbe ricadere su pesci di taglia piccola e media o alternative vegetali, quali seitan, legumi e prodotti fermentati della soia, dal tofu, al miso, al tempeh.

Tra le bevande trovano ampio utilizzo tè ed infusi, rigorosamente caldi e non dolcificati.

Ogni giorno il piano alimentare dovrebbe essere composto per il 50% da cereali integrali in chicchi, dal 20 al 30% da verdure di stagione crude o cotte, dal 10 al 20% da fonti proteiche, per il 10% da frutta fresca o secca o alghe o dessert senza zuccheri e latticini.

Definiti i punti cardinali della dieta macrobiotica, a corollario di questo regime alimentare vi sono una serie di precetti che consentono di accostarsi e abbracciare nella sua interezza la filosofia di vita che sottostà agli aspetti meramente nutrizionali della macrobiotica.

Innanzitutto, la dieta macrobiotica prevede di limitare il consumo di dolci e zucchero, latte e derivati, sale di terra, caffè ed aceto; carne e pesce non dovrebbero essere portati in tavola più di 4 volte a settimana – evitando di consumare contemporaneamente anche i legumi; inoltre, la frutta è consigliata lontano dai pasti e non è raccomandata la frutta esotica e/o tropicale. Infatti, la dieta macrobiotica si rivolge al biologico e ai prodotti del territorio, nel rispetto della stagionalità e dei ritmi imposti dalla natura.

Una grande attenzione va posta alla masticazione, al fine di garantire l’efficacia digestiva e l’appagamento gustativo.

Tra le modalità di cottura quelle al vapore o al forno sono le predilette: esse consentono di non aggiungere grassi e non comportano una grossa perdita di elementi nutritivi.

E’ possibile aggiungere una piccola quantità di alghe marine alla cottura di legumi e cereali, per donare un tocco di sapore senza abusare del sale.

 

Dieta macrobiotica ed adeguatezza nutrizionale

 

Il problema principale rappresentato dalle diete come quella macrobiotica che non includono tutti i gruppi alimentari riguarda l’effetto negativo che possono avere, se non adeguatamente pianificate con tanto di supplementazioni necessarie, sulla salute dell’uomo in generale e, in particolare, su quella dei bambini che, essendo individui in crescita, necessitano di tutti i nutrienti e nelle quantità raccomandate.

 

Verdure fresche e di stagione sono lquelle da scegliere per chi segue una dieta macrobioticaLa scelta delle verdure nella dieta macrobiotica, ricade sue quelle biologiche, di stagione e prodotte nel territorio

 

Numerosi studi che hanno valutato come varia l’apporto dei macro e micronutrienti tra bambini che seguono una dieta macrobiotica e bambini onnivori hanno riscontrato che l’apporto calorico e la quantità di proteine, grassi, calcio, riboflavina, vitamina B12 e vitamina D è inferiore per i bambini che seguono una dieta macrobiotica, mentre il loro apporto di polisaccaridi, fibre, ferro e tiamina risulta essere maggiore rispetto a quello dei bambini onnivori. Proprio per questo motivo, è raccomandabile integrare il modello alimentare macrobiotico con fonti di grassi alimentari, pesci grassi e prodotti lattiero caseari.

 

Dieta macrobiotica ed effetti sulla salute

 

Specialmente negli Stati Uniti, la dieta macrobiotica è consigliata spesso come approccio terapeutico complementare o alternativo a pazienti con malattie croniche o patologie molto gravi. Difatti, è un regime alimentare che si avvicina molto a quello vegetariano, del quale numerosi studi hanno ampiamente dimostrato gli effetti benefici sullo stato di salute. La dieta macrobiotica, nello specifico, si è rivelata un approccio dietetico utile a ridurre il grasso e la massa corporea ed a modulare positivamente alcuni indicatori metabolici e biochimici come i livelli di glucosio e di lipidi nel sangue e determinati parametri immunologici. Inoltre, alcuni componenti tipici di questo regime alimentare contrastano lo stato infiammatorio, riducendo il rischio di insorgenza di alcune malattie.

La dieta macrobiotica, dunque, può essere un modello alimentare utile non soltanto a migliorare la propria composizione corporea mediante la riduzione del peso e della percentuale di grasso, ma anche a modificare il proprio stile di vita al fine di tenere sotto controllo lo stato di salute. Bisogna tenere presente, però, che essendo un regime alimentare che prevede delle restrizioni, se non correttamente pianificato ed integrato dei nutrienti mancanti, può condurre a carenze nutrizionali. Pertanto, chiunque volesse avvicinarsi ad esso, dovrebbe rivolgersi ad un professionista del settore.

 

 

Photo Credits: Pazienti , Perdipesoconme , Viverezen

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Emanuela Racca

Emanuela Racca

Mi chiamo Emanuela Racca e svolgo la libera professione in qualità di biologo nutrizionista in provincia di Napoli. Mi sono laureata nel 2014 in Scienze della Nutrizione Umana con il massimo dei voti ed una tesi di laurea magistrale sulla Dieta Mediterranea. Nel 2007 mi sono diplomata in danza classica presso la scuola di ballo del Real Teatro di San Carlo; nei 9 anni di scuola il mio interesse per gli alimenti e la nutrizione era motivato esclusivamente dalla costante esigenza di mantenere il peso forma che, per una ballerina di danza classica, è un requisito essenziale. Dopo il diploma, ho intrapreso il mio percorso di studi ed ho iniziato a guardare al mondo della nutrizione con occhi diversi; le scelte alimentari che compio ogni giorno, non rispondono più semplicemente ad un mero calcolo calorico, ma riflettono la consapevolezza che una corretta alimentazione insieme ad uno stile di vita attivo sono l’arma più potente di cui disponiamo per preservare il nostro stato di salute.