La dieta vegetariana/vegana e lo svezzamento

La dieta vegetariana/vegana e lo svezzamento

Il periodo che va dalla nascita sino al primo anno di vita è un momento critico dal punto di vista nutrizionale, poiché l’alimentazione deve fornire tutti i nutrienti necessari per favorire una crescita ottimale. Nel corso di questo primo anno, il latte materno o in formula fornisce la maggior parte dell’energia e dei nutrienti di cui il bambino ha bisogno. Tuttavia, a partire dal sesto mese di vita, il latte diventa insufficiente a coprire il suo fabbisogno di micro- e macronutrienti; inoltre, il piccolo ha ormai sviluppato l’abilità di masticare, ha una capacità digestiva completa e inizia a manifestare interesse per cibi diversi dal latte. Per questo motivo, è necessario procedere con lo svezzamento che, tuttavia, va fatto nei modi e nei tempi giusti, al fine di evitare carenze nutrizionali e prevenire l’insorgenza di allergie e intolleranze.

E’ molto diffusa la convinzione che la dieta vegetariana o vegana abbia degli effetti negativi sulla salute dei bambini, esponendoli a carenze nutrizionali e rallentandone la crescita. In realtà, secondo l’American Dietetic Association le diete vegetariane correttamente pianificate, con il supporto di un esperto, forniscono dei grandi benefici per la salute e sono in grado di soddisfare i fabbisogni nutrizionali non solo degli adulti, ma anche di neonati, bambini e adolescenti.

 

Evidenze scientifiche per lo svezzamento vegetariano/vegano

 

È stato dimostrato che i bambini latto-ovo-vegetariani (che non consumano carne, pesce e volatili, ma includono nella loro dieta uova e latticini) presentano un regime di crescita simile rispetto a quello dei loro coetanei non vegetariani.

 

SvezzamentoDopo il 6° mese di vita lo svezzamento diventa indispensabile in quanto il solo latte materno non è più sufficiente a soddisfare i fabbisogni di crescita del piccolo

 

Le informazioni riguardanti la crescita di bambini vegani sono ancora limitate: alcuni studi suggeriscono che questi tendono ad essere più minuti rispetto ai loro coetanei, ma in ogni caso presentano un’altezza e un peso che rientrano negli intervalli di normalità. Alcuni problemi nella crescita e nello sviluppo sono stati riscontrati, invece, nei bambini che consumano diete estremamente restrittive, come quelle fruttariane, che li espongono alle carenze nutrizionali più disparate.

Un altro aspetto positivo riguarda il fatto che i bambini e gli adolescenti che crescono in famiglie vegetariane ben informate sono abituati fin dallo svezzamento a preferire autonomamente cibi più salutari; di conseguenza, assumono maggiori quantità di fibre, ferro, folati, vitamina A e vitamina C; hanno dei livelli di colesterolo nel sangue più bassi; tendono ad essere più magri rispetto ai loro coetanei ed hanno una minore probabilità di essere colpiti, in età adulta, da malattie croniche, come l’obesità, le malattie cardiovascolari, il diabete ed alcuni tipi di cancro.

Per quanto riguarda la necessità di assumere integratori alimentari, è ovvio che i bambini vegani, come i loro genitori, devono necessariamente assumere degli integratori di vitamina B12 oppure degli alimenti fortificati, poiché questa vitamina è presente esclusivamente negli alimenti di origine animale. Questa necessità non si presenta per i bambini vegetariani, poiché bastano 1-2 uova/settimana a coprire il fabbisogno di vitamina B12.

 

Tutto inizia dallo svezzamento …

 

Molte madri scelgono di ritardare il più possibile lo svezzamento dei loro bambini. Tale pratica viene incoraggiata e supportata da tutte le organizzazioni sanitarie, perchè il latte materno è universalmente riconosciuto come l’alimento ideale per il bambino, indispensabile per lo sviluppo fisico e neurologico. Questo concetto è valido indipendentemente dal regime alimentare della madre: infatti, diversamente da quanto si pensa, il latte delle madri vegetariane presenta una composizione molto simile a quello delle donne non vegetariane; al contrario, il latte di madri vegane che non assumono regolarmente integratori di vitamina B12 o alimenti fortificati è povero di tale vitamina che, di conseguenza, deve essere somministrata ai neonati attraverso dei supplementi.

Secondo il Ministero della Salute, l’allattamento al seno dovrebbe essere condotto in maniera esclusiva fino al 6° mese di vita compiuto, dopodiché esso non è più sufficiente a soddisfare i bisogni nutritivi del bambino e bisogna procedere con lo svezzamento. È fondamentale che lo svezzamento non venga iniziato troppo presto (prima del 4° mese di vita), perché il latte materno favorisce una crescita ottimale e previene le infezioni sia intestinali che extraintestinali, oltre a numerose patologie che potrebbero svilupparsi nelle epoche successive della vita.

Le linee guida da seguire per lo svezzamento sono le stesse sia per i bambini vegetariani che non, dal momento che i primi alimenti che vanno introdotti sono proprio quelli di origine vegetale.

 

Il brodo vegetaleIl brodo vegetale, fatto con patate e carote e senza sale, è la base per le primissime pappe

 

La base della prima pappa è il brodo vegetale, da preparare cuocendo in acqua le verdure ed eliminandole al termine della cottura, senza aggiunta di sale. Inizialmente vanno scelte le carote e le patate; solo nelle settimane successive sarà possibile utilizzare altre verdure, come zucchine, zucca, fagiolini, sedano e carciofi.

Al brodo vegetale vanno aggiunti la crema di riso, il cereale più facilmente digeribile e meno allergizzante, e un cucchiaino di olio di oliva evo oppure olio di lino, molto ricco di acidi grassi omega-3. Per i bambini vegani, che non assumeranno carne nei giorni successivi, è consigliabile scegliere delle creme di riso fortificate con ferro.

Una volta che la crema di riso viene accettata dal bambino, sarà possibile introdurre altri cereali o pseudocereali senza glutine (mais, miglio, quinoa, amaranto, grano saraceno), passati di verdura e frutta omogeneizzata o grattugiata, tipicamente la mela, la pera o anche l’avocado, tenendo sempre a mente la regola della gradualità: ogni nuovo alimento va introdotto singolarmente e a distanza di 3-5 giorni.

Una volta che il piccolo sarà in grado di bere da un bicchiere, la frutta potrà essere somministrata anche sotto forma di estratti, spremute o centrifugati, che contengono un quantitativo ridotto di fibre. Infatti, i bambini presentano un fabbisogno di fibre inferiore rispetto a noi adulti e un eccesso di fibra può causare dolori addominali oppure un’alterazione della consistenza delle feci; pertanto, il passato di verdura non dovrebbe costituire la “base” della pappa, bensì essere aggiunto in piccole quantità (ad esempio 1 cucchiaio).

A 7-8 mesi è necessario introdurre delle fonti di proteine per sostituire progressivamente quelle del latte. Per i bambini vegetariani/vegani il fabbisogno proteico può essere soddisfatto attraverso l’introduzione giornaliera di legumi decorticati frullati (ad esempio lenticchie rosse, piselli, ceci, rigorosamente decorticati o passati con il passaverdura), purè di tofu, yogurt o formaggio di soia.

Il seitan, invece, andrebbe introdotto solo dopo il primo anno di vita. Nel caso di bambini vegetariani è possibile, saltuariamente, sostituire i legumi con ricotta di mucca o capra preparata solo con il siero.

Anche le creme di frutta secca o semi oleaginosi (ad esempio la crema di mandorle o di semi di sesamo) forniscono importanti nutrienti, come proteine, grassi essenziali e minerali, tra cui il calcio. Altri alimenti come la pastina, il riso, il pane morbido, ma anche cubetti di tofu e hamburger di soia a pezzetti potranno essere introdotti quando il piccolo sarà in grado di masticare bene.

Infine, poiché gli alimenti di origine vegetale contengono meno calorie rispetto a quelli di origine animale, è buona norma far fare ai piccoli vegani pasti regolari e più snacks, per fornire una quantità adeguata di energia.

Dunque, con le opportune precauzioni ed accortezze, sotto la guida del proprio pediatra di fiducia, un’alimentazione a base vegetale sin dalla prima infanzia non può che offrire vantaggi e protezione al proprio bambino.

 

Photo Credits: Assistenzaostetricaerica , Ricette.giallozafferano , Vitality4life

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Maria Casaburi

Maria Casaburi

Sono una biologa nutrizionista, laureata in Scienze della Nutrizione Umana presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Napoli. La mia passione per l’alimentazione è nata pochi mesi dopo aver conosciuto il mio compagno, che lavora come chef. È stato lui a trasmettermi l’amore per il buon cibo e per la buona cucina. Da allora, appena ho tempo, non perdo l’occasione per sperimentare ricette gustose, ma allo stesso tempo sane. Credo molto nell'importanza della prevenzione, in particolare in età infantile e, negli ultimi anni, sono diventata una grande sostenitrice del biologico, sia per quanto riguarda gli alimenti che i cosmetici, perciò sono sempre alla ricerca di negozi che vendano prodotti biologici ad un prezzo accessibile!