La liquirizia e le sue proprietà

La liquirizia e le sue proprietà

I soldati di Alessandro Magno ne masticavano la radice per dissetarsi, mentre Ippocrate, il padre della medicina, la somministrava per guarire le ferite e lenire il mal di gola; ancora oggi è una delle principali piante utilizzate dalla medicina Cinese: è la liquirizia, l’oro nero della botanica.

È una pianta appartenente alla famiglia delle leguminose, della specie Glycyrrhiza, dalle cui radici si estrae, tramite bollitura, un succo scuro, dal sapore agrodolce, utilizzato ad esempio per preparare caramelle e gomme da masticare, per aromatizzare alcuni tipi di birra e come additivo per le sigarette. In commercio la radice si può reperire in bastoncini da masticare, oppure ridotta a pezzi per preparare decotti e tisane, ma anche in polvere, per consentirne l’utilizzo in gustose preparazioni culinarie.

 

Le proprietà della liquirizia

 

Da sempre sono state lodate le proprietà della liquirizia nel combattere costipazione, mal di gola e tosse, ma alcuni studi scientifici si sono concentrati sulla sua azione antinfiammatoria, immunomodulatrice e anticarcinogenica, legata alla presenza di flavonoidi e saponine.

Alcuni componenti della liquirizia, come l’acido glicirrizico o glicirrizina, sono in grado di inibire l’infiammazione modulando la sintesi delle prostaglandine, importanti mediatori del processo infiammatorio, con un’attività paragonabile a quella dei corticosteroidi.

Inoltre, la liquirizia partecipa alla battaglia incessabile contro le specie reattive dell’ossigeno (ROS), i più diffusi radicali liberi, responsabili di danni importanti all’organismo. Per questo, si può dunque definire un vero e proprio antiossidante.

 

La radice di liquiriziaLa radice di liquirizia ha moltissime proprietà, già ben conosciute nei tempi antichi

 

Degna di nota è l’attività antiulcera della liquirizia, che è capace di favorire la secrezione di muco, incrementando così la barriera difensiva della mucosa gastrica. La glicirrizina è in grado anche di proteggere le cellule epatiche, rivelandosi utile in caso di patologie del fegato. A liquiritigenina e isoliquiritigenina spetta invece il merito dell’azione antispastica.

Sembra anche che un composto chimico presente nella liquirizia possa prevenire alcuni tipi di tumore: in particolare, i ricercatori stanno studiando l’effetto sul cancro del colon, ma per l’uomo non vi è ancora nulla di certo e, come sempre, non bisogna dimenticare che occorre considerare la reale disponibilità, la dose necessaria e quali sono i possibili effetti collaterali.

 

Rimedio naturale non è sempre sinonimo di innocuità

 

E la dimostrazione è data dalla glicirrizina, uno dei principali componenti della liquirizia che, apparentemente promosso a pieni voti per le sue proprietà, può causare ipertensione, attraverso il riassorbimento del sodio e quindi ritenzione idrica, e ipokaliemia, ovvero una riduzione dei livelli di potassio nel sangue, una situazione molto pericolosa per la vita.

Dunque un’arma a doppio taglio: un consumo eccessivo di liquirizia non è privo da effetti collaterali, così come non sono da escludere potenziali interazioni con altri farmaci.

A questo punto è doverosa una precisazione: sebbene alla liquirizia venga notoriamente imputata la colpa di favorire l’aumento della pressione arteriosa, uno studio tutto italiano, condotto dal professor Giorgio Cantelli Forti dell’Università di Bologna, ha dimostrato come ciò avvenga solo in seguito al consumo di caramelle e dolciumi in cui sia contenuta esclusivamente glicirrizina, che tra l’altro presenta un elevato potere edulcorante, ma non se la liquirizia viene consumata pura nella sua integrità.

Gli studi effettuati hanno confermato che la concentrazione di questa molecola nel sangue e nelle urine di soggetti trattati con estratto di liquirizia puro è minore rispetto a coloro che hanno assunto la glicirrizina isolata. Questo sarebbe il segno che tra le 200 componenti della liquirizia ve ne sia qualcuna che impedisce alla glicirrizina di esercitare la sua azione ipertensiva.

 

Quali forme di liquirizia in commercio sono da considerarsi pure?

 

È sempre bene leggere attentamente le etichette di ciò che si compra, ma generalmente i bastoncini o stecchi, la polvere e le tisane di liquirizia non dovrebbero contenere altro che liquirizia pura essiccata.

Caramelle alla liquiriziaE’ consigliabile limitare il consumo di caramelle alla liquirizia, sia per l’elevato contenuto di zuccheri semplici che per la spesso ridotta presenza di liquirizia stessa, sostituita da aromi

 

I bastoncini vengono spesso apprezzati da chi cerca di smettere di fumare, in quanto li si sgranocchia con un gesto che ricorda quello di portare alla bocca la sigaretta, la polvere invece può essere utilizzata in cucina come insaporitore di piatti dolci e salati (provatela spolverata sul risotto allo zafferano!), infine le tisane possono essere consumate senza zucchero da chi soffre di stitichezza, come digestivo dopo i pasti o semplicemente per scaldarsi nelle fredde serate invernali.

Da limitare invece l’uso di caramelle alla liquirizia, per prima cosa perché non è così facile capire se siano preparate con liquirizia pura o, più probabilmente, con aromi o estratti isolati come la glicirrizina, in secondo luogo perché sono molto zuccherine e forniscono tante calorie provenienti da carboidrati semplici, di cui è bene moderare il consumo.

Lo stesso vale per i liquori alla liquirizia che, seppure in alcuni casi contengano liquirizia pura in polvere (soprattutto se preparati artigianalmente), sono anch’essi troppo zuccherini, senza considerare il contenuto in alcol etilico, che fornisce solo calorie vuote e, se consumato in eccesso, può danneggiare organi e tessuti.

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Roberta DelMiglio

Roberta DelMiglio

Mi chiamo Roberta Delmiglio, e sono una dietista. Ho frequentato il corso di laurea in Dietistica della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano. Durante il mio percorso accademico ho svolto un tirocinio presso l’Ospedale San Paolo di Milano, prima nella Clinica Pediatrica, poi nell’Unità Operativa di Nefrologia e Dialisi. Dopo la laurea ho frequentato da volontaria il Centro Aterosclerosi dell’Ospedale Bassini di Cinisello Balsamo. Nel frattempo ho iniziato la libera professione, che tuttora porto avanti con grande entusiasmo nelle province di Bergamo e Milano. Qui ricevo adulti e bambini che hanno bisogno di correggere la propria alimentazione, per problemi di peso o di salute, o semplicemente per prevenzione.Organizzo serate informative e scrivo articoli a tema nutrizione, un tema attuale, che suscita grande interesse e sempre in evoluzione. Da quasi due anni lavoro anche presso un'azienda di ristorazione, dove in qualità di Ufficio Dietetico mi occupo di predisporre menù scolastici e socio assistenziali, e della stesura di diete speciali per patologia o per scelta etico-religiosa. La nutrizione, oltre ad essere il mio lavoro, è anche uno dei miei interessi più grandi e più vivi: credo nel cambiamento lento ma duraturo, nell’insegnare alle persone a mangiare bene e nelle giuste quantità, così che imparino davvero ad alimentarsi in modo sano, senza rinunciare a qualche eccezione, perché nella vita ci sono occasioni che vanno festeggiate, ed il cibo è un ottimo alleato in questo!