Latte, alimento per ogni età

Latte, alimento per ogni età

Senza prendere in considerazione l’inconscio freudiano e le correlate teorie della psicanalisi, si può affermare che la memoria di un essere umano può arrivare a ricordare ai 2-3 anni d’età, infatti è in quel periodo che un bambino inizia ad apprendere, parlare ed ad avere la prima pseudo-consapevolezza delle proprie azioni. E’ quindi impossibile che qualcuno possa ricordare i suoi primi attimi di vita, le prime persone che ha visto o le prime sensazioni ed emozioni che sono sopraggiunte. Nonostante questo “buco nero” qualsiasi essere umano, anche se non ne ha il ricordo, sa per certo quale è stata la prima cosa che ha assaggiato, il suo primo pasto….il latte.

Il dizionario lo definisce come liquido bianco opaco prodotto per secrezione dalle ghiandole mammarie delle femmine dei mammiferi, indispensabile per la nutrizione dei piccoli nel primo periodo di vita. Questa dicitura, però, è molto riduttiva se si pensa all’enorme valenza economica e culturale che ha rivestito e tuttora riveste nella nostra vita .

Il latte è uno di quegli alimenti ancestrali che accompagna per ovvi motivi la vita dell’uomo dalle sue origini fino ai giorni nostri, lasciando tracce e leggende che, alla luce della scienza o dei costumi moderni, possono sembrare assurde.

 

Il latte, compagno fidato della storia dell’uomo

 

romolo e remo allattati dalla lupaRomolo e Remo allattati dalla lupa – particolare della Lupa Capitolina presso Musei Capitolini, Roma

 

Nella mitologia greca l’origine della nostra galassia non sarebbe altro che il latte fuoriuscito dal seno di Era per allattare Zeus, da qui il nome Via Lattea. E’ invece noto a tutti che Romolo e Remo in fasce, abbandonati sule rive del Tevere, furono salvati da una lupa che li allattò (ancora oggi la lupa è simbolo della città eterna). In verità sembra che la “lupa leggendaria” fosse una prostituta, tant’è che le antiche vecchie “case da appuntamenti” erano chiamati lupanari. Si narra, per esempio, che Cleopatra, regina dell’Antico Egitto, solesse immergersi in latte d’asina per mantenere intatta la sua avvenenza e conservare lo splendore della propria pelle. La leggenda dice che occorrevano ben 700 asine per fornirle la quantità di latte necessaria ai suoi bagni di bellezza quotidiani.

 

Avicenna, medico, filosofo, matematico e fisico persiano, vissuto a cavallo dell’anno 1000, indicava nel siero di latte un rimedio all’emicrania. Mentre, nel I secolo d.C., il botanico greco Dioscoride sosteneva una teoria che si è tramandata fino in epoca moderna: il latte era considerato un rimedio all’avvelenamento. Risultava valido per tutti i tipi di veleno ingerito; infatti, se i veleni agiscono con una forza corrosiva e infiammatoria, il latte, per la sua natura fredda e morbida, doveva arrecare il beneficio necessario per combatterli. Nella medicina antica e medievale, invece, il latte era considerato una “superfluità” dell’organismo originata dall’attività di sbiancamento del sangue, ma al tempo stesso gli erano conferite numerose capacità terapeutiche, da quelle, per esempio, di recare giovamento al petto e ai polmoni e di ravvivare il colorito della pelle a quelle afrodisiache. Per tornare ai giorni nostri, folkloristici e conosciuti sono i tradizionali “rimedi della nonna”: latte, miele e cognac per il mal di gola, la tosse e i primi sintomi influenzali; una buona tazza di latte caldo e miele per favorire il sonno, un bicchiere di latte per avere sollievo in caso di bruciori di stomaco.

 

bambina con latte

 

Le proprietà nutritive del latte

 

Tante, innumerevoli e talvolta incredibili sono le testimonianze, i consigli e le leggende sul latte, ma tutte quante sembrano incontrarsi e trovarsi d’accordo su un particolare punto: questo alimento presenta ottime proprietà nutritive.

Se si prende in considerazione, per semplificare la disamina, solo il latte fresco, già si deve sottolineare che la composizione di questo alimento varia al variare della specie animale, dell’età e dall’alimentazione a cui esso ha accesso. Perciò limitiamoci, aprendo eventualmente piccole parentesi, a prendere in considerazione solo il latte fresco tradizionalmente usato per il consumo umano, cioè il latte bovino. Questa alimento è composto all’87% da acqua, ha un tenore di grassi (soprattutto saturi sotto forma di fosfolipidi e steroli) compreso tra il 3,4% e il 4,5%, un indice proteico che varia dal 2,8 al 3,3 % (rappresentato per la maggior parte da caseina) e contiene il 4,9% di lattosio, che rappresenta praticamente l’unico zucchero presente.

 

Tralasciando la caratterizzazione nutrizionale in numeri, si deve invece sottolineare la grande importanza che ha il consumo di latte nella prevenzione dell’osteoporosi. Infatti il latte e i suoi derivati sono considerati tra tutti gli alimenti, le principali fonti di calcio per l’organismo umano: è proprio il calcio che va ad incrementare la densità ossea, soprattutto in età giovanile, ed a evitare, appunto, il rischio di fratture ossee. A dimostrazione degli effetti benefici di questo alimento, i risultati di una ricerca americana, hanno riscontrato che i soggetti intolleranti al lattosio, e quindi coloro che non possono consumare latte, presentano una minore densità ossea e una conseguente inclinazione all’osteoporosi e alle fratture ossee. In verità, per proteggere le nostre ossa, bisognerebbe accompagnare al consumo di latte l’attività sportiva e arricchire la nostra dieta con alimenti ricchi di vitamina D.

 

Intolleranze ed abuso

 
intolleranza lattosio
 

L’intolleranza al lattosio, di cui abbiamo parlato qui, è una sindrome che porta a disturbi gastroenterici ed è causata dalla mancata produzione da parte delle cellule intestinali di un enzima chiamato enzima lattasi: è proprio questo enzima che riesce a scindere il lattosio in glucosio e galattosio, forme di zucchero che il nostro intestino riesce invece ad assorbire

Arrivati a questo punto qualche genitore apprensivo potrebbe essere già uscito di casa per fare man bassa di tutto il latte fresco possibile, col fine di rendere il proprio pargolo forte e indistruttibile come l’incredibile Hulk…ma attenzione, come in tutti gli eccessi, compare l’altra faccia della medaglia.

 

Ad eccezione del latte scremato, il latte e molti prodotti di sua derivazione sono ricchi di grassi saturi e colesterolo, che favoriscono l’insorgenza di malattie cardiocircolatorie. Inoltre si possono trovare nel latte tracce di ormoni della crescita e antibiotici, destinati ai bovini e tracce di pesticidi ed erbicidi veicolati dal foraggio.

Quindi, come per tutti gli alimenti, il monito rimane sempre la stesso: attenzione a cosa si mangia, da dove proviene  e a quanto se ne mangia. La stessa regola vale anche per il latte, nonostante, con il suo candore e la sua lucentezza può sembrare l’emblema della salubrità e della purezza.

 

Fonti: Eurolactis, AssoLatte, Us National Library of Medicine/National Institute of Health

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Francesco Gardelli

Laureato in scienze e tecnologie alimentari e collaboratore di un laboratorio che si occupa di analisi alimentari. Appassionato della storia, del folklore e dei prodotti enogastronomici tipici della mia terra e di tutte le regioni italiane,mi aggiro per sagre e feste paesane all'assidua ricerca di cibi sconosciuti o da altri millantati. Amante e pseudogiocatore amatoriale della pallacanestro, non ho ancora capito se mi da più soddisfazione un canestro da tre punti o una grigliata di mora romagnola.