Latte vegetale, valida alternativa al latte animale

Latte vegetale, valida alternativa al latte animale

Alla base dell’alimentazione quotidiana della maggior parte delle persone si trova il latte. Secondo il Regolamento (CE) N. 853/2004, il latte è definito latte come  “il prodotto ottenuto dalla mungitura completa e ininterrotta di vacche in buono stato di salute e nutrizione”.
Il latte è un alimento fondamentale già dai primi giorni di vita, quando rappresenta l’unica fonte di nutrimento. Con la crescita, l’alimentazione diventata più variata e il latte non è più l’unico alimento, anche se continua ad avere un ruolo importante.

 

Ma cos’è che rende il latte così importante?

 

E’ fonte di vitamine, sali minerali, zuccheri, proteine, e ridotte quantità di grassi. Per questo è ritenuto dagli esperti nutrizionisti un alimento completo. In particolare è considerato la maggior fonte di calcio e di vitamina D, entrambi importantissimi per la densità della struttura ossea, quindi fondamentali per prevenire l’osteoporosi e per l’organismo in generale.

 

osteoporosi_alimentazioneIl latte, ricco di calcio e vitamina D, aiuta a mantenere le ossa in buono stato di salute

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità e tutti i medici specialisti raccomandano un’assunzione giornaliera di latte per bambini dai 2 agli 8 anni pari a due tazze, corrispondenti a 60-70 grammi di formaggio o ad una tazza di yogurt; mentre con l’avanzare dell’età l’assunzione consigliata è pari a tre tazze di latte al giorno. Tuttavia, pur essendo alimento raccomandato, non deve essere consumato in dosi sproporzionate poiché presenta comunque una certa quantità di grassi che, com’è noto, sono da limitare. Questo discorso è valido in particolar modo per i derivati del latte, quindi formaggi e burro.

Nonostante queste caratteristiche positive, il latte non è adatto alla dieta di tutte le persone, in quanto si possono presentare intolleranze ad uno o più dei suoi componenti. Dati statistici dimostrano che, a livello mondiale, l’intolleranza al lattosio è una delle più frequenti.

 

Cos’è il lattosio e perchè molti ne sono intolleranti?

 

Il lattosio è uno zucchero disaccaride presente nel latte e nei suoi derivati derivati. Disaccaride vuol dire che è formato da due unità più piccole di due zuccheri diversi: glucosio e galattosio. Quando consumiamo un alimento contenente lattosio, questo viene digerito grazie all’enzima beta-galattosidasi che libera le due unità di zucchero rendendole più facilmente assorbibili dall’intestino. Complice l’avanzare dell’età, alcune persone presentano un’inefficienza di questo enzima o addirittura smettono di produrlo. Questo fa si che si perda la capacità di idrolizzare il lattosio: compaiono, così, i sintomi dell’intolleranza.

 Diffusione mondiale intolleranza lattosioL’intolleranza al lattosio è una delle più diffuse a livello mondiale

 

Per andare incontro alle esigenze di queste persone, sono nati prodotti alternativi al latte privi di lattosio e, quindi, tranquillamente consumabili da chi presenta intolleranza. Oggi esistono, infatti, latti di origine vegetale prodotti a partire da diverse materie prime. In realtà la dicitura “latte vegetale” non è corretta: il regolamento europeo stabilisce che soltanto il prodotto animale può essere definito “latte”. Quindi, ad oggi, non esiste ancora una definizione univoca per questi prodotti e in etichetta troveremo riportata la dicitura “bevanda a base di…”.

Le bevande più comuni tra queste sono ricavate da cereali (riso, avena,orzo,frumento, quinoa), da legumi (soia, arachidi, piselli, lupini) e da semi (mandorla, noce, cocco, sesamo, nocciole, anacardi). A questo punto sorge spontanea la domanda: ma questi “latti” vegetali hanno le stesse caratteristiche nutrizionali del latte animale? Sono in grado di apportarne le stesse sostanze benefiche?

Sicuramente tra le diverse bevande vegetali si riscontrano caratteristiche compositive anche molto differenti, così come è certo che non contengono la stessa quota di calcio e vitamina D del comune latte animale.
Tali carenze vengono, però, colmate arricchendo queste bevande degli elementi in cui sono carenti (es. vitamina D). In commercio, quindi, si possono trovare validi prodotti in grado di sostituire il latte animale anche dal punto di vista dei minerali e vitamine. Addirittura possono contenere ferro e altre sostanze di cui invece il latte animale è privo.

Uno dei vantaggi principali dei latti vegetali è che presentano una quota inferiore di grassi, soprattutto di quelli saturi. Inoltre sono privi di colesterolo e, come abbiamo già detto, di lattosio. Pertanto trovano approvazione da parte di medici nutrizionisti ed istituti mondiali per la sanità, che ne raccomandano il consumo in dosi pari a latte e derivati di origine animale.

 

Meno grasso, ma per le proteine…

 

Volendo trovare una piccola lacuna a queste nuove bevande arricchite di sicuro possiamo guardare al contenuto di proteine o meglio al valore biologico delle stesse, che risulta comunque un po’ inferiore a quello del latte comune. Come tutte le proteine animali, quelle del latte vengono dette ad alto valore biologico: contengono la giusta proporzione tre gli amminoacidi che le compongono e sono maggiormente digeribili per l’uomo. Quelle vegetali, invece, sono solitamente carenti in uno o più amminoacidi e vanno integrate con altre fonti proteiche.

Altro quesito che può attanagliare il consumatore di fronte a questi “latti” vegetali riguarda la gradevolezza del sapore. Ma qui si entra in una sfera molto soggettiva e il gradimento varia da soggetto a soggetto. I più tradizionalisti e affezionati al sapore del comune latte potrebbero non essere favorevoli e storcere il naso davanti a queste bevande alternative. C’è, però, da dire che sul mercato esiste una grande varietà di questi prodotti (bevande al gusto di cioccolata, di vaniglia, …) che consente di ricoprire un’ampia gamma di gusti e andare incontro anche ai palati più esigenti. Così, sia per chi non può fare a meno di convertirsi a queste bevande alternative, sia per chi, invece, voglia farlo per libera scelta sarà possibile trovare il prodotto che più lo gratifica.

 

Ormai esistono moltissime tipologie di “latte vegetale”: basta solo scegliere in base al gusto personale

 

A questo punto, una piccola carrellata tra le caratteristiche principali dei latti vegetali più diffusi può esserci d’aiuto per imparare a conoscere meglio questi prodotti.

Tra i più conosciuti e reperibili nella grande distribuzione, sicuramente troviamo il latte di riso, il latte di soia, il latte di avena ed il latte di mandorla. Il primo presenta un contenuto minimo di grassi (comunque grassi polinsaturi di buona qualità), un minore contenuto proteico ed una maggior nota zuccherina data dall’amido presente nel riso. E’ una buona fonte di vitamine (soprattutto A e B) e sali minerali, ma è opportuno controllare l’etichetta per verificare l’aggiunta di eventuali grassi come oli vari.

Il latte di soia è sicuramente il più diffuso, presenta un contenuto proteico molto simile a quello del latte vaccino pur avendo un apporto calorico dimezzato rispetto ad esso e perciò adatto anche a regimi dietetici ipocalorici. Presenta anche un ridotto contenuto di grassi ed è un’ottima fonte di vitamine, sali minerali e fibre: risulta, così, indicato anche durante lo svezzamento. Il sapore invece è caratteristico, perciò non a tutti può essere gradito ed è inoltre importante verificare che la soia da cui è stato ottenuto sia priva OGM. È utile sapere che, per legge, i prodotti biologici devono esserne privi.

Il latte d’avena è un latte ipocalorico, con un elevato contenuto di fibre e vitamine, soprattutto del tipo B (tra cui l’acido folico) ed A e presenta un gusto dolce e delicato.

Infine il latte di mandorla risulta essere il più energetico, caratterizzato da una buona quota di grassi polinsaturi, fibre, vitamine e sali minerali. Non contiene glutine e può essere utilizzato anche durante lo svezzamento dei neonati; mentre il sapore è tendenzialmente dolce e varia di intensità in base all’aggiunta o meno di zucchero.

 

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Mattia Guadagno

Ho 24 anni e sono laureato in Tecnologie Alimentari, attualmente in procinto di intraprendere un percorso di laurea magistrale in Biologia della Salute. Ho la passione per le materie scientifiche, soprattutto affini alla nutrizione umana, alla biochimica ed alle tecnologie alimentari. Sono un ragazzo sportivo e appassionato di orticoltura, che pratico come hobby nel tempo libero dallo studio e dal lavoro che svolgo per mantenermi gli studi.