L’esperto risponde: come si calcola il fabbisogno calorico giornaliero?

L’esperto risponde: come si calcola il fabbisogno calorico giornaliero?

Il fabbisogno calorico giornaliero di ognuno di noi dipende da una miriade di fattori. Alcuni di questi non sono modificabili, come l’età (purtroppo con l’avanzare degli anni si riduce la spesa energica) e il genere (il fatto di essere donna comporta intrinsecamente un metabolismo più basso rispetto a quello dell’uomo).

Altri invece possono essere enormemente modificati, ad esempio il livello di attività fisica (che aumenta la quantità di calorie necessarie ogni giorno, in relazione al tipo, all’intensità ed alla frequenza dell’attività praticata) e in parte i parametri antropometrici (sul peso si può lavorare, cercando di riportarlo o mantenerlo entro valori di normalità).

Ma vi sono altri elementi che possono andare ad incidere sul fabbisogno richiesto dal nostro organismo quotidianamente, come particolari stati fisiologici – in primis la gravidanza e l’allattamento, delicate fasi in cui l’alimentazione deve sopperire alle esigenze di due organismi, ma anche eventuali condizioni di stress, malattia o specifiche situazioni cliniche.

 

Fabbisogni energeticiIl fabbisogno energetico dipende da moltissimi fattori differenti e deve essere equilibrato per consentire al corpo di mantenere il peso corporeo e lo stato di salute

 

E’ abbastanza evidente che il calcolo delle necessità caloriche di un individuo non è affatto lineare, in quanto occorre tenere in considerazione questa molteplicità e variabilità di fattori.

Normalmente a livello clinico, poiché non è sempre possibile ricorrere a strumenti che consentono di conoscere precisamente il dispendio energetico della persona (pensiamo alla calorimetria indiretta, esame strumentale che rileva il consumo calorico a riposo – comunemente detto metabolismo basale), è comune affidarsi ad equazioni predittive che considerano età, sesso, peso e altezza del soggetto.

Il risultato di tali equazioni costituisce una stima del consumo di energia a riposo, che deve poi essere necessariamente aggiustata per alcuni parametri, in particolare per un fattore correttivo che tenga in considerazione il livello di attività fisica: due persone, infatti, possono anche avere un metabolismo di base molto simile, ma un dispendio totale diversificato in funzione della minore o maggiore sedentarietà.

Questo calcolo, tuttavia, richiede una certa familiarità e padronanza di nozioni nel campo della scienza dell’alimentazione, nonché di esperienza, e viene abitualmente usato dai professionisti.

A livello “amatoriale” per avere un’idea di quale possa essere il nostro fabbisogno calorico possiamo rivolgerci ai Larn (Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana) della Società Italiana di Nutrizione Umana: i Larn, grazie a tabelle specificamente predisposte, individuano per uomini e donne di diversa età (sulla base di un peso corporeo standard) qual è il fabbisogno giornaliero di energia medio a seconda che il soggetto sia sedentario (limite inferiore dell’intervallo) o molto attivo (limite superiore dell’intervallo).

Non si tratta ovviamente di una prescrizione, ma i Larn rappresentano un’utile guida che può consentire di orientarsi nella stima degli obiettivi nutrizionali.

Tuttavia, il metodo più semplice ed infallibile, per quanto spesso un po’ antipatico, per capire se la propria alimentazione è adeguatamente allineata alle esigenze energetiche del corpo è chiedere regolarmente il responso alla bilancia: il mantenimento del proprio peso corporeo rivela che il cibo ingerito e l’energia consumata sono perfettamente in equilibrio, senza necessità alcuna di calcoli o formule.

 

Photo Credits: Inran

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Giulia Pieri

Giulia Pieri

Sono Giulia Pieri, dietista per professione e buongustaia per vocazione: da brava romagnola DOC qual sono adoro il cibo in tutte le sue forme (soprattutto se cucinato da qualcun altro, vista la mia irreparabile goffaggine ai fornelli). Cosa mi piace del mio lavoro? Trovo affascinante che un gesto così semplice ed innato come il bisogno di nutrirsi nasconda una straordinaria complessità di intrecci biologici, psicologici e sociali: il cibo è molto più di una contingenza organica, è un potente evocatore di ricordi, legami affettivi e tradizioni, uno scrigno di significati simbolici ancestrali. Solo una visione a tutto tondo del delicato rapporto uomo-cibo, sostenuta dalla voglia instancabile di esplorare e dalla capacità di rinnovare lo stupore di fronte alle continue scoperte, può garantire il raggiungimento del benessere. Oltre alla dietista, c’è una persona che ama i temporali estivi e i libri di carta, un’appassionata di bische clandestine di giochi di società e un’ascoltatrice ossessiva compulsiva dei Muse. Il profumo di una torta casereccia che aleggia per casa e il calore del mio adorato cane accoccolato ai miei piedi sono per me la cornice della felicità.