L’esperto risponde: consumare troppi energy drink fa male?

L’esperto risponde: consumare troppi energy drink fa male?

La diffusione degli energy drink, soprattutto tra i più giovani, è stata a dir poco virale: si tratta di bevande accattivanti, piacevoli da sorseggiare e soprattutto capaci di mediare quell’effetto stimolante e tonico tanto ricercato dal popolo della notte.

Gli energy drink, infatti, sono bevande analcoliche caratterizzate dal contenuto di caffeina, guaranà, taurina e vitamine del gruppo B, dunque promosse – per la loro peculiare composizione – per migliorare le performance mentali e fisiche, contrastare la stanchezza e aumentare la concentrazione.

Tuttavia, il consumo assiduo di energy drink è un comportamento alimentare sconsigliabile, che può rivelarsi problematico per la salute per differenti motivi.

La prima criticità riguarda proprio il contenuto in sostanze stimolanti, la caffeina in primo piano; una lattina di un comune energy drink apporta circa 80 mg di caffeina, l’equivalente di una tazzina di caffè espresso. E’ importante dunque non trascurare questo aspetto, perché se è vero che un consumo moderato giornaliero di caffeina non costituisce – in condizioni di normalità – un problema per la salute, un abuso di tale sostanza può portare ad insorgenza di tachicardia, ipertensione, stato di agitazione ed insonnia.

 

Energy drinkIl consumo costante e continuativo nel tempo di energy drink può portare ad una vera e propria dipendenza

 

La seconda criticità passa attraverso il contenuto elevato in zuccheri semplici, in media circa 25-30 g per lattina da 250 ml: in altre parole, l’equivalente di circa 5-6 bustine da bar di zucchero.

Si tratta di una quantità davvero considerevole se si pensa che nella dieta di un uomo adulto standard l’apporto giornaliero di zuccheri semplici dovrebbe essere inferiore a 50-60 g (per esempio, un frutto contiene circa 15 g di zucchero e una tazza di latte da 200 ml ne fornisce circa 10 g, dunque non è così difficile eccedere nella dose raccomandata).

Queste bevande, inoltre, sono normalmente addizionate con aromi, coloranti o altri additivi alimentari, inclusi edulcoranti nella versione a ridotto contenuto calorico; gli additivi alimentari, nelle dosi ammesse nei cibi che consumiamo, non costituiscono un rischio per la salute, ma resta il fatto che non sono utili ai fini nutrizionali e che, essendo contenuti in molteplici cibi, non si può escludere vengano assunti in quantità eccessiva nell’arco della giornata.

Dunque, è importate essere consapevoli del fatto che un ricorso sporadico agli energy drink non è da demonizzare, purchè si tenga conto delle altre fonti di zuccheri e di sostanze stimolanti (caffè, tè, bevande a base di cola, cioccolato) assunte durante la giornata.

Nell’ambito di una dieta sana non è comunque raccomandabile consumare con regolarità tali drinks: l’ideale – dal momento che non sono bevande indispensabili al nostro organismo – sarebbe non consumarle affatto, ma, in una visione meno utopistica, sarebbe bene limitarsi a non più di una o due lattine a settimana, non in concomitanza con altre fonti di zuccheri, caffeina o alcolici.

In particolare, l’associazione di energy drink con alcol non va sottostimata, dal momento che la caffeina può mascherare gli effetti dannosi dell’alcol, spingendo la persona a berne di più.

Magari, per le occasioni in cui desideriamo essere più vigili, il buon caffè nostrano – sempre senza eccessi – può venirci in soccorso altrettanto degnamente.

 

 

Photo credits: Ipsico

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Giulia Pieri

Giulia Pieri

Sono Giulia Pieri, dietista per professione e buongustaia per vocazione: da brava romagnola DOC qual sono adoro il cibo in tutte le sue forme (soprattutto se cucinato da qualcun altro, vista la mia irreparabile goffaggine ai fornelli). Cosa mi piace del mio lavoro? Trovo affascinante che un gesto così semplice ed innato come il bisogno di nutrirsi nasconda una straordinaria complessità di intrecci biologici, psicologici e sociali: il cibo è molto più di una contingenza organica, è un potente evocatore di ricordi, legami affettivi e tradizioni, uno scrigno di significati simbolici ancestrali. Solo una visione a tutto tondo del delicato rapporto uomo-cibo, sostenuta dalla voglia instancabile di esplorare e dalla capacità di rinnovare lo stupore di fronte alle continue scoperte, può garantire il raggiungimento del benessere. Oltre alla dietista, c’è una persona che ama i temporali estivi e i libri di carta, un’appassionata di bische clandestine di giochi di società e un’ascoltatrice ossessiva compulsiva dei Muse. Il profumo di una torta casereccia che aleggia per casa e il calore del mio adorato cane accoccolato ai miei piedi sono per me la cornice della felicità.