L’esperto risponde: cos’è la SIBO?

L’esperto risponde: cos’è la SIBO?

La SIBO (dall’inglese Small Intestinal Bacterial Overgrowth) è una condizione patologica di interesse gastroenterologico ancora poco conosciuta, definita come una Sindrome da Sovracrescita Batterica dell’Intestino tenue, ovvero della prima parte dell’intestino, quella adiacente allo stomaco e destinata all’assorbimento della maggior parte dei nutrienti.

Il nostro sistema digerente è normalmente abitato da milioni di batteri di diverse specie (ma anche virus e funghi), per lo più localizzati nella sezione finale dell’intestino: se infatti nello stomaco e nel duodeno troviamo 102 unità formanti colonie (UFC)/ml, nel colon la concentrazione arriva a 1014 UFC/ml.

La microflora ci difende dagli agenti patogeni, stimola il sistema immunitario, fermenta le fibre con la produzione di sostanze protettive per gli enterociti ed è coinvolta nella sintesi di alcune vitamine, ma ha anche effetti sull’attività motoria dell’intestino.

Considerata la molteplicità e l’importanza delle mansioni svolte, è facile immaginare che un’alterazione nella composizione qualitativa e/o quantitativa della microflora, ovvero una disbiosi, possa costituire un problema per l’organismo.

 

SiboI sintomi della SIBO possono essere anche molto comuni ad altre patologie e, per questo, di difficile identificazione

 

In particolare, nella SIBO si assiste sia ad una crescita esagerata della popolazione batterica in una sede solitamente meno abitata, con una concentrazione duodenale di batteri superiore a 105 UFC/ml, sia ad uno spostamento nel naturale equilibrio dell’ecosistema intestinale con prevaricazione abnorme di alcune specie batteriche, in particolare quella anaerobie.

Come è possibile riconoscere la SIBO? In realtà, i sintomi sono comuni a tante altre malattie, per cui il riconoscimento di questa condizione non è sempre immediato: se accusate diarrea, gonfiore addominale, meteorismo e dolore addominale cronico potreste soffrire di SIBO, ma vanno escluse tante altre possibili problematiche, dalla gastrite alla sindrome del colon irritabile, ma anche allergie e intolleranze alimentari.

Le forme lievi sono spesso caratterizzate da alternanza di stipsi e diarrea, mentre nelle forme più severe (per fortuna rare) possono comparire anche malassorbimento di vitamina B12 ed anemia.

Poiché tra i principali meccanismi di difesa che impediscono che si instauri la SIBO vi è un’adeguata secrezione acida gastrica e pancreatica, oltre a questioni immunitarie e di normale motilità intestinale, la causa più frequente è stata ricondotta alla terapia continuativa con inibitori di pompa protonica (PPI), o più familiarmente “protettori dello stomaco“: circa il 50% delle persone in trattamento con PPI per un anno è colpito dalla SIBO.

Questi farmaci, infatti, riducendo l’acidità non solo del contenuto gastrico, ma anche dell’ambiente nel primo tratto di intestino, possono favorire la proliferazione incontrollata di alcune specie batteriche patogene. Altre volte la SIBO può essere secondaria ad interventi allo stomaco o all’intestino, a condizioni di celiachia o intolleranza al lattosio non riconosciute e trattate o ad altre terapie mediche, inclusi i trattamenti con antibiotici.

Poiché la raccolta diretta di materiale intestinale si rivela una procedura invasiva, a scopo diagnostico sono comunemente impiegati i breath tests al glucosio e al lattulosio: essi rilevano la produzione di idrogeno e/o metano da parte dei batteri come conseguenza della fermentazione che, oltre certi limiti, è considerata indicativa di SIBO.

Una volta riscontrata la condizione patologica, accanto alla terapia farmacologica più opportuna indicata dal medico curante, è utile un approccio complementare che preveda l’impiego di probiotici ed una corretta alimentazione, che gioca un ruolo importante nella prevenzione delle ricadute e nel mantenimento di un buon stato di salute del nostro intestino.

Alimenti fermentati, come yogurt naturale e kefir, possono essere di grande aiuto, permettendo di ripopolare con batteri protettivi le sedi intestinali, così come una dieta a basso contenuto di zuccheri semplici e fermentescibili può recare giovamento (ricordate i FODMAPS? Ne abbiamo parlato a proposito della Sindrome dell’intestino irritabile).

È altresì importante eliminare l’alcol ed i fattori che procurano stress: come per molte malattie, anche il trattamento della SIBO prevede il richiamo e la coordinazione di più forze in campo, in quanto solo una visione globale del nostro organismo può assicurare un benessere reale e duraturo.

 

 

Photo Credits: Onlymyhealth

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Giulia Pieri

Giulia Pieri

Sono Giulia Pieri, dietista per professione e buongustaia per vocazione: da brava romagnola DOC qual sono adoro il cibo in tutte le sue forme (soprattutto se cucinato da qualcun altro, vista la mia irreparabile goffaggine ai fornelli). Cosa mi piace del mio lavoro? Trovo affascinante che un gesto così semplice ed innato come il bisogno di nutrirsi nasconda una straordinaria complessità di intrecci biologici, psicologici e sociali: il cibo è molto più di una contingenza organica, è un potente evocatore di ricordi, legami affettivi e tradizioni, uno scrigno di significati simbolici ancestrali. Solo una visione a tutto tondo del delicato rapporto uomo-cibo, sostenuta dalla voglia instancabile di esplorare e dalla capacità di rinnovare lo stupore di fronte alle continue scoperte, può garantire il raggiungimento del benessere. Oltre alla dietista, c’è una persona che ama i temporali estivi e i libri di carta, un’appassionata di bische clandestine di giochi di società e un’ascoltatrice ossessiva compulsiva dei Muse. Il profumo di una torta casereccia che aleggia per casa e il calore del mio adorato cane accoccolato ai miei piedi sono per me la cornice della felicità.