L’esperto risponde: dieta iperproteica e dimagrimento

L’esperto risponde: dieta iperproteica e dimagrimento

Spesso ci si preoccupa molto di recuperare in fretta la linea perduta, trascurando il benessere del nostro corpo: di diete dimagranti “facili e veloci” se ne sono viste tante, tutte accomunate dall’essere fortemente sbilanciate.

Spesso si tratta di regimi limitati nel tempo (per forza, non sono sostenibili a lungo), ad alto contenuto di proteine animali e pochi carboidrati: possono dare sì l’impressione di essere efficaci – ed effettivamente di solito favoriscono la rapidissima perdita di peso, dal momento che pochi carboidrati spesso equivalgono a molte poche calorie – ma in realtà possono rivelarsi estremamente controproducenti e deleterie per il nostro organismo.

Infatti, le diete troppo restrittive influenzano negativamente il metabolismo ed il peso corporeo per due motivi: in primis perdite di peso molto rapide non comportano cambiamenti vantaggiosi nella composizione corporea, anzi, conducono a perdita di massa magra (che è invece fondamentale preservare, in quanto è il muscolo che contribuisce in maniera maggiore a bruciare calorie); in secondo luogo, diete drastiche ed eccessivamente ipocaloriche fanno sì che il corpo si adatti ad una condizione di “restrizione”, motivo per cui, ritornando poi ad una alimentazione abituale, il peso viene recuperato con facilità.

 

Dieta iperproteicaSeguire una dieta eccessivamente sbilanciata può effettivamente determinare una perdita di peso nell’immediato, ma  è un risultato non duraturo nel tempo e si va ad agire negativamente sul metabolismo

 

Senza poi considerare che con questa tipologia di approccio dietetico stressiamo tantissimo il nostro corpo e rischiamo di non dargli tutto quello di cui ha bisogno: i carboidrati costituiscono la principale fonte di energia dell’organismo (pensiamo che il sistema nervoso si nutre quasi esclusivamente di glucosio, cioè zucchero) e sono fondamentali per far lavorare correttamente i tessuti; i grassi devono essere rappresentati in quantità adeguate, perché alcuni di essi (grassi essenziali) non possono essere prodotti dalle nostre cellule e svolgono funzioni cruciali; un eccesso di proteine non è affatto utile perché, oltre una certa soglia, non sono utilizzabili dalle nostre strutture, pertanto fegato e reni devono provvedere allo smaltimento.

Il desiderio impellente di vedere i risultati di un sacrificio e poter ammirare una migliore forma corporea nel breve tempo possibile sono aspettative comprensibili, ma la fretta è sempre nemica e i successi graduali raggiunti a poco a poco sono quelli che ripagano di più in assoluto: facendo nostre determinate abitudini alimentari salutari sarà più facile mantenere nel lungo termine i cambiamenti positivi che ci fanno sentire bene con noi stessi e che promuovono la salute.

La dieta non dovrebbe essere una soluzione temporanea, bensì un’abitudine di vita: ecco perché è importante imparare a mangiare meglio e applicare gradualmente le conoscenze di una corretta alimentazione alla nostra quotidianità.

Seguire una dieta basata sui princìpi della cosiddetta “piramide alimentare” costituisce una scelta di gusto e prevenzione che, sempre abbinata ad attività fisica (consigliata almeno 2-3 volte a settimana, non necessariamente in strutture chiuse, ma anche all’aperto – passeggiata a passo sostenuto, bicicletta), promuove il benessere psico-fisico.

In generale, una dieta equilibrata – a prescindere dall’apporto calorico – dovrebbe prevedere a tutti i pasti principali (colazione, pranzo e cena) una fonte di carboidrati complessi (fette biscottate, biscotti secchi, cereali soffiati o in fiocchi per la prima colazione; cereali in chicco, pasta di semola, pane, gallette, patate, ecc per pranzo e cena). E’ preferibile scegliere prodotti integrali (ad esempio pasta e pane integrale), sia perché apportano più micronutrienti (vitamine, minerali, grassi essenziali) dei corrispettivi raffinati, sia perché il maggior contenuto di fibra permette di avvertire precocemente sazietà e dunque di soddisfare il nostro appetito con quantità minori.

Per quanto riguarda i secondi piatti, le linee guida per una sana alimentazione suggeriscono di consumare la carne non più di 3-4 volte a settimana (inclusi affettati e carni trasformate, che comunque sarebbe bene non mangiare più di una volta a settimana); nei restanti casi il fabbisogno proteico deve essere garantito dal consumo di pesce (3-4 volte a settimana), formaggi (2 volte a settimana, meglio freschi, tipo mozzarella, ricotta, fiocchi di latte; ma anche in questo caso la strategia migliore è variare le scelte), uova (1-2 volte a settimana) e legumi (spesso trascurati, ma sarebbero indicati 3-4 volte a settimana: consumare un piatto unico a base di cereali e legumi – pasta e fagioli, riso e lenticchie, pasta con i ceci – offre proteine di buon valore biologico).

Inoltre, consumare 5 porzioni al giorno di frutta e verdura fresche di stagione è indispensabile nell’ambito di un’alimentazione sana ed è un comportamento che aiuta a mantenere un peso corretto; i vegetali contengono fibre che favoriscono la sazietà, quindi può essere una buona strategia, ad esempio, consumare una porzione di verdura prima dei pasti principali e mangiare la frutta come spuntino.

Anche la frutta secca (noci, mandorle, nocciole, pinoli, ecc) non dovrebbe mancare, perché fonte di preziosi nutrienti e capace di sostituire – in maniera molto gustosa – altri snack meno salutari.

Un’attenzione importante deve essere riservata alle modalità di cottura, preferendo cotture semplici come alla piastra, al forno e al cartoccio, e ai condimenti, ricordando che l’olio extravergine di oliva usato a crudo è un’ottima fonte di grassi protettivi e vitamina E, per cui diffidate di chi vi invita a bandirlo.

 

 

Photo credits: Onlinefitness

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Giulia Pieri

Giulia Pieri

Sono Giulia Pieri, dietista per professione e buongustaia per vocazione: da brava romagnola DOC qual sono adoro il cibo in tutte le sue forme (soprattutto se cucinato da qualcun altro, vista la mia irreparabile goffaggine ai fornelli). Cosa mi piace del mio lavoro? Trovo affascinante che un gesto così semplice ed innato come il bisogno di nutrirsi nasconda una straordinaria complessità di intrecci biologici, psicologici e sociali: il cibo è molto più di una contingenza organica, è un potente evocatore di ricordi, legami affettivi e tradizioni, uno scrigno di significati simbolici ancestrali. Solo una visione a tutto tondo del delicato rapporto uomo-cibo, sostenuta dalla voglia instancabile di esplorare e dalla capacità di rinnovare lo stupore di fronte alle continue scoperte, può garantire il raggiungimento del benessere. Oltre alla dietista, c’è una persona che ama i temporali estivi e i libri di carta, un’appassionata di bische clandestine di giochi di società e un’ascoltatrice ossessiva compulsiva dei Muse. Il profumo di una torta casereccia che aleggia per casa e il calore del mio adorato cane accoccolato ai miei piedi sono per me la cornice della felicità.