L’esperto risponde: è vero che senza carboidrati a cena si dorme meglio?

L’esperto risponde: è vero che senza carboidrati a cena si dorme meglio?

Una dieta sana e uno stile di vita virtuoso giocano un ruolo molto importante nella promozione del benessere psico-fisico e rivestono una funzione di primordine nel conciliare il riposo notturno.

E’ ben noto che pasti serali troppo abbondanti possono interferire con il sonno o renderlo agitato, soprattutto se eccessivamente ricchi in grassi, capaci di dilatare enormemente i tempi di digestione. Tuttavia, ai carboidrati in sè, consumati in porzioni adeguate, non è possibile imputare nessuna colpa; anzi, la loro inclusione nel vitto serale appare favorevole al buon riposo.

Perciò è doveroso assicurarsi che cereali o loro derivati siano presenti anche all’ultimo pasto della giornata sia in previsione del lungo digiuno notturno (infatti, se durante la notte i livelli di zucchero nel sangue raggiungono valori troppo bassi possono subentrare turbe del sonno) sia perché i carboidrati complessi, meglio se forniti da cereali integrali, rendono più disponibile il triptofano, un aminoacido implicato nella sintesi di importanti ormoni regolatori del sonno, quali la melatonina e la serotonina.

Inoltre, è assodato che per predisporre e facilitare sia l’innesco che il mantenimento del sonno, è molto importante consumare pasti regolari e suddividere correttamente tutti i nutrienti nell’arco della giornata.

 

I carboidrati, se consumati in quantità adeguate, non disturbano la quiete notturna: un semplice piatto di pasta, meglio se integrale, si rivela perfetto anche per cena.I carboidrati, se consumati in quantità adeguate, non disturbano la quiete notturna: un semplice piatto di pasta, meglio se integrale,  si rivela perfetto anche per cena.

 

Per il pasto vespertino, dunque, l’ideale è consumare alimenti facilmente digeribili e capaci allo stesso tempo di apportare tutti i nutrienti utili a soddisfare i fabbisogni dell’organismo, anche ai fini del riposo: ad esempio, è ottimo un piatto di pasta di semola o riso condito con pomodoro o sugo di verdure, oppure un secondo piatto semplice, come può essere una fetta di carne magra cotta alla piastra o un filetto di pesce al forno, accompagnato da un panino, eventualmente tostato per migliorarne ulteriormente la digeribilità.

E’ molto importante rispettare le quantità, avendo cura di assumere una giusta proporzione di alimenti, senza eccessi, bis e spiluccamenti: a questo proposito è bene ricordare che per non arrivare eccessivamente affamati al pasto della sera è buona abitudine fare uno spuntino a metà pomeriggio.

Inoltre, non deve essere persa di vista l’importanza dei condimenti: è bene evitare preparazioni elaborate, cibi fritti o specialità che prevedano metodi di cottura impegnativi e l’utilizzo di salse molto grasse. E’ sempre bene ricorrere al fidato olio di oliva extravergine, usato rigorosamente a crudo per non alterarne le proprietà.

Anche il tempo che intercorre tra l’ultimo pasto e l’ora in cui ci si corica non è da sottovalutare: è auspicabile lasciare passare almeno 3 ore tra la fine della cena e il momento del ristoro notturno. La digestione, infatti, è un processo che impegna molto l’organismo: l’attività cardiaca sostenuta, la pressione sanguigna, la respirazione e la termogenesi indotta dalla dieta si ripercuotono negativamente sulla qualità del sonno.

Dunque, un pasto misto, contenente carboidrati, proteine, grassi e fibra nella giusta misura, è in grado di garantire un buon riposo notturno: come sempre, il segreto dimora nell’equilibrio.

 

 

Photo Credits: Nonsprecare

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Giulia Pieri

Giulia Pieri

Sono Giulia Pieri, dietista per professione e buongustaia per vocazione: da brava romagnola DOC qual sono adoro il cibo in tutte le sue forme (soprattutto se cucinato da qualcun altro, vista la mia irreparabile goffaggine ai fornelli). Cosa mi piace del mio lavoro? Trovo affascinante che un gesto così semplice ed innato come il bisogno di nutrirsi nasconda una straordinaria complessità di intrecci biologici, psicologici e sociali: il cibo è molto più di una contingenza organica, è un potente evocatore di ricordi, legami affettivi e tradizioni, uno scrigno di significati simbolici ancestrali. Solo una visione a tutto tondo del delicato rapporto uomo-cibo, sostenuta dalla voglia instancabile di esplorare e dalla capacità di rinnovare lo stupore di fronte alle continue scoperte, può garantire il raggiungimento del benessere. Oltre alla dietista, c’è una persona che ama i temporali estivi e i libri di carta, un’appassionata di bische clandestine di giochi di società e un’ascoltatrice ossessiva compulsiva dei Muse. Il profumo di una torta casereccia che aleggia per casa e il calore del mio adorato cane accoccolato ai miei piedi sono per me la cornice della felicità.