L’esperto risponde: feste natalizie ed eccesso alimentare, come comportarsi?

L’esperto risponde: feste natalizie ed eccesso alimentare, come comportarsi?

In tempo di Natale la tradizione culinaria vuole essere onorata: ma come far fronte a lauti pasti, pietanze succulente, dolci prelibatezze ed eccessi delle feste di ogni sorta senza soccombere? Da un lato cedere senza ritegno alla tentazione può aprire la strada ai chili di troppo (immancabilmente affidati ai buoni propositi per l’anno nuovo), dall’altro troppa austerità può appannare il clima di gioia e condivisione del momento.

Per fortuna, abbiamo a disposizione diverse strategie per gestire gli eccessi delle feste: la soluzione più equilibrata ed efficace è suggerita dalla sapiente combinazione di “trucchetti” dietetici e movimento. Giocare d’anticipo offre grandi vantaggi – e richiede anche una certa meticolosità e capacità organizzativa – ma nulla vieta che diversi accorgimenti possano essere messi in atto a posteriori: l’importante è che si agisca sempre da più fronti, integrando dieta e stile di vita.

Partiamo dall’argomento più spinoso, soprattutto in questo periodo che concilia l’indolenza e in cui il richiamo del calore domestico è più suadente che mai: l’esercizio fisico.

La condotta desiderabile, tipica dei più integerrimi, vuole che – in previsione dei pasti trimalcionici – venga programmata più attività fisica del solito nei giorni antecedenti il “contrattempo” gastronomico; tuttavia, chi non è abbastanza lungimirante, può comunque bilanciare gli eccessi nei giorni successivi. Ad esempio, si può pensare di aggiungere una sessione in più di allenamento in palestra o di prolungare la durata dell’esercizio fisico rispetto a quella abituale (passando ad esempio da 45 a 60-70 minuti). Chi si trova a fare i conti con chiusure e pause natalizie delle strutture sportive che frequenta, non può comunque avanzare scuse: è sempre possibile impegnare i propri muscoli a casa propria. Chi non è munito di cyclette o altre attrezzature può comunque rivolgersi ad esercizi a corpo libero (basta un tappetino), senza dimenticare che le scale rappresentano un’ottima – ed economica – alternativa allo step.

Inoltre, è bene non focalizzarsi o limitarsi all’esercizio fisico esclusivamente fine a se stesso: numerose occasioni di divertimento e svago in compagnia si rilevano piacevoli e proficue attività motorie (come si suol dire, è bene unire l’utile al dilettevole). Condizioni climatiche permettendo, nei giorni di festa può essere organizzata una passeggiata con gli amici o una spedizione sulla neve (provvisti di ciaspole o slittini); se disponibile nelle vicinanze, si può predisporre un’uscita alla pista da pattinaggio.

In ogni caso, se non fosse possibile svolgere attività extra durante il periodo a bollino rosso a tavola, non bisogna disperare: l’azione postuma è sempre valida e gli spazi destinati al movimento nelle settimane successive non possono comunque mancare. È altrettanto importante non dimenticare tutte quelle attività a portata di mano, a cui spesso non diamo la giusta dignità, che nel complesso contribuiscono in modo “furtivo” a mantenere un buon dispendio energetico. Fare le scale e non prendere l’ascensore, parcheggiare un poco più distante dalla sede che dobbiamo raggiungere o evitare l’uso dell’auto per piccoli spostamenti sono piccole attenzioni che scongiurano il rischio di una vita troppo sedentaria.

 

Con qualche accortezza è possibile godersi pienamente la tavola imbandita senza rischiare sgradevoli effetti collaterali: organizzazione e buona volontà sono i segreti per non soccombere agli eccessi delle feste.Con qualche accortezza è possibile godersi pienamente la tavola imbandita senza rischiare sgradevoli effetti collaterali: organizzazione e buona volontà sono i segreti per non soccombere agli eccessi delle feste.

 

E dal punto di vista prettamente alimentare? Anche in questo caso possiamo giocare bene le nostre carte con un pizzico di organizzazione.

L’aspettativa di un pasto abbondante – che non riguarda solo le feste, in quanto vi sono numerose circostanze nella vita quotidiana che possono scombussolare la routine nutrizionale, ad esempio un invito di compleanno o un evento di lavoro all’orizzonte – dovrebbe indurci a consumare pasti antecedenti più leggeri del previsto. Questo non significa stare a digiuno in prospettiva di un’abbuffata, ma semplicemente predisporre la propria giornata alimentare in modo che non risulti troppo squilibrata: ad esempio se è in ballo una sontuosa cena a base di primi elaborati, secondi e dolce, magari a pranzo optiamo per un passato di verdura con i crostini di pane o un pugno di riso.

Tuttavia, spesso il problema del periodo natalizio è che la sontuosità non resta confinata ad un solo pasto della giornata e, ancora peggio, nemmeno relegata ai giorni veri e propri di festa: spesso l’eccedenza di cibo si trascina e propaga per giorni e giorni, “contaminandoli” con avanzi, panettoni e dolci in esubero.

Cucinare quantità limitate di cibo permette di evitare immorali sprechi e non sovraccaricare la nostra pancia nei giorni a seguire: si può comunque garantire varietà a tavola, confezionando più portate, senza esagerare con le dosi e senza l’atavico timore di rimanere senza nulla da offrire ai commensali.

I giorni successivi alle gozzoviglie dovrebbero elargire piatti semplici e ricchi di nutrienti protettivi: pasta o cereali in chicchi con sugo di pomodoro o ortaggi, contorni generosi e preparazioni a base di verdure e legumi, altamente sazianti. È bene dosare in modo oculato l’olio da condimento e accogliere metodi di cottura virtuosi, come cottura al forno, alla griglia, alla piastra, al vapore o al cartoccio.

Cioccolatini, zucchero nel caffè, succhi di frutta, bibite dolci e digestivi a fine pasto, ma anche piccoli spiluccamenti, sono capaci di fornire nel complesso un’ingente quantità di calorie “extra“, spesso in modo subdolo (non ci capita spesso di pensare che con 3 cucchiaini di zucchero in meno potremmo risparmiare 60 calorie al giorno, e che togliendo il bicchierino di liquore a fine pasto ne saremmo sgravati da almeno altre 60): tagliare le piccole cose superflue è il primo passo per arginare uno sgarro e tornare sulla retta via.

Ultimo aspetto da non trascurare riguarda l’approccio emotivo: è importante non farsi prendere dal rimorso, dal senso di colpa o cedere alla tentazione di mandare tutto all’aria (tanto, ormai il danno è fatto…): quando una dieta equilibrata e sana fa parte delle nostre abitudini, l’eccezione e gli eccessi delle feste non possono compromettere il frutto di un’attenzione costante.

 

 

Photo Credits: Lifehacker

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Giulia Pieri

Giulia Pieri

Sono Giulia Pieri, dietista per professione e buongustaia per vocazione: da brava romagnola DOC qual sono adoro il cibo in tutte le sue forme (soprattutto se cucinato da qualcun altro, vista la mia irreparabile goffaggine ai fornelli). Cosa mi piace del mio lavoro? Trovo affascinante che un gesto così semplice ed innato come il bisogno di nutrirsi nasconda una straordinaria complessità di intrecci biologici, psicologici e sociali: il cibo è molto più di una contingenza organica, è un potente evocatore di ricordi, legami affettivi e tradizioni, uno scrigno di significati simbolici ancestrali. Solo una visione a tutto tondo del delicato rapporto uomo-cibo, sostenuta dalla voglia instancabile di esplorare e dalla capacità di rinnovare lo stupore di fronte alle continue scoperte, può garantire il raggiungimento del benessere. Oltre alla dietista, c’è una persona che ama i temporali estivi e i libri di carta, un’appassionata di bische clandestine di giochi di società e un’ascoltatrice ossessiva compulsiva dei Muse. Il profumo di una torta casereccia che aleggia per casa e il calore del mio adorato cane accoccolato ai miei piedi sono per me la cornice della felicità.