L’esperto risponde: i digestivi aiutano davvero a digerire?

L’esperto risponde: i digestivi aiutano davvero a digerire?

Definire “digestivo” un prodotto che in realtà non lo è può certamente sembrare paradossale, ma è ciò che accade proprio con quella categoria di bevande alcoliche destinate ad essere consumate a fine pasto come supporto alla digestione.

Capita così che dopo un pranzo veramente abbondante si cerchi conforto in un bicchierino di amaro nella speranza che aiuti lo stomaco in subbuglio ad accelerare il duro lavoro di digestione.

 

Bicchiere di digestivo

Quando si esagera a tavola è abitudine diffusa cercare conforto in un bicchiere di amaro o altro liquore che aiuti a digerire

 

Purtroppo, ne rimarremo delusi: gli amari digestivi non aiutano affatto il processo digestivo, anzi, lo rallentano. Infatti, l’effetto depressivo dell’alcol si esercita anche sui meccanismi che regolano lo svuotamento gastrico, col risultato che il cibo permane ancora più a lungo nello stomaco.

Inoltre, l’etanolo esercita un’azione lesiva diretta sulle pareti dello stomaco e dell’intestino, danneggiando la naturale barriera protettiva e provocando infiammazioni che nel tempo possono sfociare in vere e proprie patologie, come gastriti e ulcere.

Non dobbiamo poi dimenticare che l’alcol apporta energia, ben 7 kcal per grammo; se abbiamo già consumato un pasto sontuoso e abbondante, rischiamo davvero di esagerare con le calorie.

Senza poi dimenticare che si tratta di “calorie vuote“, ovvero prive di qualsiasi elemento nutritivo utile al nostro organismo. La naturale conseguenza di ciò è che a livello epatico viene favorita la sintesi di grassi, che possono pericolosamente accumularsi nel fegato determinando un quadro di “fegato grasso” o, in altri termini, steatosi.

Infine, la rallentata digestione indotta dall’alcol può indurre maggiore sonnolenza, diminuendo il livello di attenzione e vigilanza.

Se vogliamo davvero facilitare la digestione quando ci sentiamo troppo sazi, dovremmo rivolgerci ad altre tipologie di bevande, non certo a quelle alcoliche: possono essere utili camomilla o altri infusi a base di salvia, semi di finocchio, zenzero, rosmarino, liquirizia. Anche il cosiddetto “canarino“, ottenuto immergendo la buccia del limone in acqua calda, può dare sollievo.

E se sappiamo già in anticipo che eccederemo con il cibo, alcune spezie come curcuma e pepe nero possono esserci preventivamente di supporto, dal momento che favoriscono lo svuotamento dello stomaco, a patto però che non sia infiammato.

Share on Facebook22Tweet about this on TwitterShare on Google+0Pin on Pinterest0Share on LinkedIn0Share on Tumblr0Email this to someone

Commenti

commenti

Giulia Pieri

Giulia Pieri

Sono Giulia Pieri, dietista per professione e buongustaia per vocazione: da brava romagnola DOC qual sono adoro il cibo in tutte le sue forme (soprattutto se cucinato da qualcun altro, vista la mia irreparabile goffaggine ai fornelli). Cosa mi piace del mio lavoro? Trovo affascinante che un gesto così semplice ed innato come il bisogno di nutrirsi nasconda una straordinaria complessità di intrecci biologici, psicologici e sociali: il cibo è molto più di una contingenza organica, è un potente evocatore di ricordi, legami affettivi e tradizioni, uno scrigno di significati simbolici ancestrali. Solo una visione a tutto tondo del delicato rapporto uomo-cibo, sostenuta dalla voglia instancabile di esplorare e dalla capacità di rinnovare lo stupore di fronte alle continue scoperte, può garantire il raggiungimento del benessere. Oltre alla dietista, c’è una persona che ama i temporali estivi e i libri di carta, un’appassionata di bische clandestine di giochi di società e un’ascoltatrice ossessiva compulsiva dei Muse. Il profumo di una torta casereccia che aleggia per casa e il calore del mio adorato cane accoccolato ai miei piedi sono per me la cornice della felicità.