L’esperto risponde: la cellulite dipende da cosa mangio?

L’esperto risponde: la cellulite dipende da cosa mangio?

Se la lotta con la bilancia costituisce uno dei paradigmi per eccellenza della condizione femminile, quella con la cellulite è una battaglia intramontabile ancora più aspra ed estenuante, che mette alla prova donne giovani e mature, formose e magre.

E’ ormai risaputo che una corretta alimentazione non solo sta alla base della salute fisica, ma è anche un segreto di bellezza: mangiare sano migliora l’aspetto di pelle, capelli e unghie, senza dimenticare che può essere un valido alleato per contrastare l’antiestetica buccia d’arancia.

La definizione scientifica di cellulite, pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica, può apparire alquanto minacciosa, ma racchiude al suo interno tutta la complessità della malattia: non si tratta di un semplice accumulo di grasso o di liquidi – come spesso si crede, ma di un problema che affonda le proprie radici in un’alterazione del microcircolo venoso e linfatico, con conseguenti disturbi che, a partire dal tessuto sottocutaneo, si rendono visibili sulla superficie della pelle.

 

La celluliteLa cellulite è una vera e propria malattia che colpisce donne di qualsiasi età e qualsiasi corporatura

 

In condizioni normali, le cellule adipose (o adipociti) presenti nel tessuto sottocutaneo grasso (o pannicolo adiposo, da cui pannicolopatia) vivono in perfetto equilibrio bio-chimico con gli altri elementi che costituiscono i diversi strati sottocutanei, rappresentando una barriera di difesa, limitando la dispersione termica e, molto importante, componendo la principale riserva di energia. In caso di stasi del microcircolo e in concomitanza con stimoli di altra natura (ad esempio stimoli ormonali, farmacologici o nutrizionali), gli adipociti aumentano di dimensione (ipertrofia), andando a comprimere i vasi già fragili che iniziano a trasudare plasma.

Quest’ultimo, andandosi ad infiltrare tra le cellule, procura un’infiammazione del tessuto adiposo, con formazione di fibrosi che peggiorano ulteriormente il drenaggio dei liquidi.

Le cause che stanno all’origine della cellulite sono ancora oggetto di accertamenti, ma sono indubbiamente in gioco fattori ormonali e circolatori, così come aspetti ereditari e, purtroppo, il fatto stesso di essere donne.

Lo stress, la sedentarietà, la postura scorretta (come stare seduti molte ore al giorno con le gambe accavallate o stare troppo tempo in piedi) e un abbigliamento inadeguato (ad esempio pantaloni troppo aderenti o tacchi molto alti) possono peggiorare la condizione, così come diete dimagranti drastiche – che vanno a demolire la preziosa massa magra – e una dieta sbilanciata.

Come si può evincere, dunque, la cattiva alimentazione non è una causa primaria di cellulite, ma un aggravante: un’assunzione eccessiva di calorie e lipidi conduce ad un accumulo di grasso che, nelle donne, a causa dell’influenza ormonale, è localizzato soprattutto a livello di cosce e glutei, le zone tipicamente più colpite dalla cellulite.

Inoltre una dieta ricca di sodio favorisce la ritenzione di liquidi: non significa dover rinunciare a cibi saporiti, ma è bene fare un uso limitato del sale prediligendo erbe aromatiche e spezie, utili e salutari espedienti per arricchire di gusto le portate. Anche una dieta ricca di fibre, promuovendo la regolarità intestinale, libera il corpo dalle scorie e un’assunzione abbondante di frutta e verdura, con il suo esercito di vitamine, minerali e antiossidanti, osteggia il danneggiamento e l’indebolimento dei vasi; in particolare, mirtilli e frutti di bosco rappresentano i più fedeli amici delle pareti vascolari.

Detto ciò, occorre approcciarsi alla cellulite da più fronti e avere tanta costanza: alimentazione corretta, esercizio fisico – prevalentemente di tipo aerobico, ideale il nuoto che sfrutta anche l’azione massaggiante dell’acqua, abbigliamento comodo, no fumo e meno stress sono le parole chiave da tenere sempre a mente.

 

 

Photo Credits: Pinkitalia

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Giulia Pieri

Giulia Pieri

Sono Giulia Pieri, dietista per professione e buongustaia per vocazione: da brava romagnola DOC qual sono adoro il cibo in tutte le sue forme (soprattutto se cucinato da qualcun altro, vista la mia irreparabile goffaggine ai fornelli). Cosa mi piace del mio lavoro? Trovo affascinante che un gesto così semplice ed innato come il bisogno di nutrirsi nasconda una straordinaria complessità di intrecci biologici, psicologici e sociali: il cibo è molto più di una contingenza organica, è un potente evocatore di ricordi, legami affettivi e tradizioni, uno scrigno di significati simbolici ancestrali. Solo una visione a tutto tondo del delicato rapporto uomo-cibo, sostenuta dalla voglia instancabile di esplorare e dalla capacità di rinnovare lo stupore di fronte alle continue scoperte, può garantire il raggiungimento del benessere. Oltre alla dietista, c’è una persona che ama i temporali estivi e i libri di carta, un’appassionata di bische clandestine di giochi di società e un’ascoltatrice ossessiva compulsiva dei Muse. Il profumo di una torta casereccia che aleggia per casa e il calore del mio adorato cane accoccolato ai miei piedi sono per me la cornice della felicità.