L’esperto risponde: mal di testa e alimentazione

L’esperto risponde: mal di testa e alimentazione

A tutti sarà capitato di provare la spiacevolissima sensazione di dolore pulsante alle tempie o di cerchio pesante sul capo, con ripercussioni negative non solo sulla capacità di studiare o lavorare, ma con compromissione anche delle relazioni sociali.

C’è chi accusa il mal di testa in maniera sporadica, chi invece ci convive per moltissimi giorni all’anno, trascinandosi appresso un fardello non indifferente che inficia la qualità di vita: circa il 60-90% della popolazione (soprattutto femminile) sperimenta almeno un attacco di mal di testa nel corso di un anno. Non tutti i mal di testa – alias cefalee – sono uguali e riconoscono le medesime cause, ma in alcune situazioni una corretta alimentazione e l’esclusione di alcuni cibi problematici possono essere di grande sollievo.

Tra le cefalee primarie (ovvero mal di testa che non sono conseguenza di altre patologie o danni, ad esempio un raffreddore o un abuso di alcol), una delle forme più diffuse è l’emicrania, caratterizzata da un dolore pulsante da un lato della testa e spesso associata a nausea o disturbi alla vista.

I fattori scatenanti l’emicrania possono essere molteplici; chi è predisposto geneticamente all’insorgenza di questa malattia (purtroppo la vulnerabilità genetica ha una fetta importante di responsabilità) può essere suscettibile a cambiamenti atmosferici (in primis il caldo eccessivo o l’abbassamento della pressione atmosferica), ad una carenza di sonno o ad una alterazione dei normali ritmi sonno-veglia, a stati di tensione emotiva e stress, a cambiamenti ormonali (per le donne una fase molto delicata è quella antecedente le mestruazioni), a inquinamento luminoso o sonoro e, per di più, al consumo di particolari alimenti.

 

Mal di testaIl mal di testa può avere numerose forme e cause differenti, tra queste sicuramente l’alimentazione può essere un fattore determinante

 

In alcuni soggetti, infatti, gli alimenti “trigger” capaci di innescare un attacco di emicrania, o peggiorarne i sintomi, sono i formaggi stagionati, il cioccolato, gli agrumi e gli affettati, ma anche il vino, la birra e le bevande contenenti caffeina (anche nota come teina).

Il nesso tra alimentazione ed emicrania rappresenta un nodo ancora da sciogliere, ma sembra che gli effetti di ipereccitabilità cerebrale siano imputabili a diverse sostanze, come la tiramina di formaggi stagionati e vino, una molecola capace di aumentare il rilascio di noradrenalina e dunque di generare una vasocostrizione; i nitriti, aggiunti come additivi a insaccati, prosciutti, wurstel; la feniletilamina, concentrata in cibi come cioccolato, semi e noci; il glutammato monosodico, presente non solo nelle preparazioni della cucina orientale, ma contenuto in grandi quantità anche nel grana; altre sostanze stimolanti quali la teobromina del cioccolato e la caffeina, responsabile soprattutto di cefalea da astinenza.

E’ importante sottolineare che non è detto che chi soffre di emicrania sia sensibile ai suddetti alimenti, per cui non è raccomandabile escludere totalmente questi cibi dalla dieta come misura preventiva e indiscriminata, senza accertarsi che vi sia una correlazione tra comparsa del disturbo e pasto precedente.

Ogni persona, con la propria esperienza, può imparare ad individuare gli alimenti a cui è suscettibile e cercare di moderarne il consumo, in quanto l’attenzione verso la dieta può portare a stare meglio e ad evitare la precipitazione del mal di testa.

Non bisogna però dimenticare che un’altra condizione simile all’emicrania può fare capolino in seguito al consumo di determinati cibi, procurando cefalea: si tratta dell’intolleranza all’istamina. Quest’ultima è mediata da alimenti quali formaggi, pesce, carni trasformate, vino e alcuni vegetali e, manifestandosi con mal di testa, nausea e vomito, può essere un elemento confondente, motivo per cui è molto importante affidarsi alle mani di un medico specialista e indagare correttamente sulle cause del malessere, per escludere situazioni di allergia e intolleranza.

Dunque, chi soffre di emicrania può rivolgersi non solo ed esclusivamente alle terapie farmacologiche, ma può adottare anche una serie di accorgimenti dietetici che, sperimentati in prima persona, possono effettivamente ridurre la frequenza e l’intensità del dolore di questa fastidiosa e gravosa forma di cefalea.

 

 

Photo Credits: Svagonews

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Giulia Pieri

Giulia Pieri

Sono Giulia Pieri, dietista per professione e buongustaia per vocazione: da brava romagnola DOC qual sono adoro il cibo in tutte le sue forme (soprattutto se cucinato da qualcun altro, vista la mia irreparabile goffaggine ai fornelli). Cosa mi piace del mio lavoro? Trovo affascinante che un gesto così semplice ed innato come il bisogno di nutrirsi nasconda una straordinaria complessità di intrecci biologici, psicologici e sociali: il cibo è molto più di una contingenza organica, è un potente evocatore di ricordi, legami affettivi e tradizioni, uno scrigno di significati simbolici ancestrali. Solo una visione a tutto tondo del delicato rapporto uomo-cibo, sostenuta dalla voglia instancabile di esplorare e dalla capacità di rinnovare lo stupore di fronte alle continue scoperte, può garantire il raggiungimento del benessere. Oltre alla dietista, c’è una persona che ama i temporali estivi e i libri di carta, un’appassionata di bische clandestine di giochi di società e un’ascoltatrice ossessiva compulsiva dei Muse. Il profumo di una torta casereccia che aleggia per casa e il calore del mio adorato cane accoccolato ai miei piedi sono per me la cornice della felicità.