L’esperto risponde: mangiare molte proteine danneggia i reni?

L’esperto risponde: mangiare molte proteine danneggia i reni?

I reni sono organi dall’incredibile molteplicità di funzioni, la cui importanza spesso è percepita secondaria rispetto a quella di altri organi (chissà, forse perché sono in coppia e questa dualità crea l’impressione di essere doppiamente tutelati da qualche perdita).

La funzione più nota è quella di eliminazione tramite le urine di sostanze tossiche e di scarto, derivanti dal nostro metabolismo ma anche dalla degradazione di farmaci e sostanze estranee; oltre a ciò, ai reni è affidato il delicato e certosino compito di regolare il patrimonio di acqua e la composizione in elettroliti dell’organismo (sodio e potassio), che sono trattenuti o eliminati secondo necessità.

Ma non finisce qui, perché i reni sintetizzano alcuni ormoni, tra cui la celebre eritropoietina che stimola la formazione dei globuli rossi, partecipano alla regolazione della pressione arteriosa (tramite l’azione della renina) e accolgono un enzima responsabile dell’attivazione della vitamina D, indispensabile per un corretto assorbimento del calcio e per la salute dello scheletro.

Nonostante la mole di mansioni di schiacciante valore, vi è ancora poca consapevolezza della preziosità di questi organi e poca sensibilizzazione verso i possibili fattori di rischio di malattie renali.

 

Dieta iperproteicaLa digestione delle proteine porta alla formazione di scorie azotate che devono essere eliminate tramite i reni, con le urine

 

Il dilagare concitato e irrefrenabile di diete estremamente sbilanciate, con un elevato apporto di proteine e una drastica riduzione dell’assunzione di carboidrati, ha suscitato la comparsa di molta preoccupazione tra gli addetti ai lavori nel campo della nutrizione. Perché?

Normalmente, all’ingestione di proteine seguono diverse tappe cataboliche che conducono alla degradazione degli aminoacidi, che così possono essere destinati dall’organismo a diversi scopi: ricambio di tessuti danneggiati, sintesi di ormoni e neurotrasmettitori, molecole intermedie del metabolismo di zuccheri e grassi.

Uno di questi indispensabili passaggi di degradazione determina la formazione di ammoniaca, una sostanza tossica per il nostro corpo che viene eliminata sotto forma di urea grazie agli sforzi congiunti di fegato e reni.

Di conseguenza risulta lampante che, in caso di dieta iperproteica, ovvero di regime alimentare caratterizzato da un’assunzione di proteine superiore ai fabbisogni, la produzione di scorie azotate aumenta; perciò è stato ipotizzato che questo fenomeno, imponendo un rincaro di lavoro ai reni, potesse favorire l’instaurarsi di un danno renale. Il tema è stato ampiamente dibattuto e ad oggi, in realtà, sebbene sia dimostrato che un’esuberanza di proteine modifichi la funzionalità dei reni, che necessariamente si devono adattare ad un sovraccarico di lavoro, non vi è evidenza scientifica sufficiente per sostenere che, in un soggetto sano (e stressiamo sulla parola “sano”), un elevato apporto di proteine possa direttamente innescare un danno renale.

Tuttavia, ciò non deve giustificare un’ingestione incontrollata e smodata di proteine, da un lato perché inutile (il corpo, oltre una certa soglia, non può più utilizzare e trarre vantaggio dalle proteine della dieta), dall’altro perché una dieta iperproteica può associarsi ad altri disturbi (pensiamo ad esempio all’aumentata perdita di calcio con le urine, con maggiore rischio di osteoporosi), senza tralasciare che una dieta ricca in cibi proteici di origine animale comporta anche un eccesso di grassi saturi e colesterolo, con conseguente via libera per altre patologie.

Per di più, non va sottovalutato che, in presenza di fattori che mettono a repentaglio la salute e l’integrità dei reni, come il fumo, la pressione alta, una glicemia mal controllata o una condizione di obesità, l’assunzione di troppe proteine può accelerare e far precipitare l’evoluzione di un danno renale già innescato.

Dunque, anche se pare che le proteine non siano coinvolte direttamente nella genesi di alterazioni renali, è importante sapere che sono decisive per la loro progressione, tanto che, in caso di insufficienza renale cronica, occorre prestare particolare attenzione a questi nutrienti. E se consideriamo che consumare una dose eccessiva di proteine non reca vantaggio, perché dovremmo farlo?

 

 

Photo Credits: Guidaconsumatore

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Giulia Pieri

Giulia Pieri

Sono Giulia Pieri, dietista per professione e buongustaia per vocazione: da brava romagnola DOC qual sono adoro il cibo in tutte le sue forme (soprattutto se cucinato da qualcun altro, vista la mia irreparabile goffaggine ai fornelli). Cosa mi piace del mio lavoro? Trovo affascinante che un gesto così semplice ed innato come il bisogno di nutrirsi nasconda una straordinaria complessità di intrecci biologici, psicologici e sociali: il cibo è molto più di una contingenza organica, è un potente evocatore di ricordi, legami affettivi e tradizioni, uno scrigno di significati simbolici ancestrali. Solo una visione a tutto tondo del delicato rapporto uomo-cibo, sostenuta dalla voglia instancabile di esplorare e dalla capacità di rinnovare lo stupore di fronte alle continue scoperte, può garantire il raggiungimento del benessere. Oltre alla dietista, c’è una persona che ama i temporali estivi e i libri di carta, un’appassionata di bische clandestine di giochi di società e un’ascoltatrice ossessiva compulsiva dei Muse. Il profumo di una torta casereccia che aleggia per casa e il calore del mio adorato cane accoccolato ai miei piedi sono per me la cornice della felicità.