L’esperto risponde: perché il colesterolo non cala anche se sono a dieta?

L’esperto risponde: perché il colesterolo non cala anche se sono a dieta?

Seguire un corretto stile alimentare e di vita rappresenta il primo elemento di prevenzione e terapia delle dislipidemie, termine con il quale vengono indicate tutte quelle alterazioni a carico dei lipidi o grassi del sangue. Purtroppo, non sempre la sola attenzione alla dieta e agli stili di vita è sufficiente a mantenere valori normali di colesterolo.

Questo accade perché l’ipercolesterolemia riconosce diverse cause ed è influenzata da tantissimi fattori.

 

Colesterolo e dietaUn’alimentazione scorretta è alla base dell’accumulo di colesterolo nelle arterie, ma questo non è l’unico fattore determinante

 

Esistono forme di ipercolesterolemia legate a difetti genetici, come l’ipercolesterolemia familiare o l’ipercolesterolemia poligenica, caratterizzate da una iperproduzione del colesterolo da parte dell’organismo o da una ridotta capacità di eliminazione dello stesso, con la conseguenza che i livelli nel sangue rimangono alti indipendentemente dal colesterolo e dai grassi assunti con la dieta.

La maggior parte dei casi di ipercolesterolemia è però legata a fattori secondari, come sovrappeso e obesità, abitudine al fumo, consumo di alcool, assunzione di alcuni farmaci e patologie quali diabete o ipotiroidismo.

Anche in questi ultimi casi, però, esiste una grande variabilità individuale nella risposta al cambiamento del regime dietetico: alcuni soggetti ottengono ottimi risultati, altri non riescono sostanzialmente a modificare la situazione di partenza.

Questa eterogeneità di risposta sembra fortemente influenzata dalla diversità genetica: attualmente tale fenomeno è oggetto di studio della nutrigenetica, un ramo della nutrizione che potenzialmente potrebbe portare allo sviluppo di specifiche raccomandazioni dietetiche basate sui geni della persona.

In ogni caso, è fortemente sconsigliato il ricorso a diete “fai da te”, che quasi sempre risultano squilibrate ed escludono alcune importanti categorie alimentari che invece apportano sostanze nutritive insostituibili: è meglio rivolgersi ad un professionista, che saprà personalizzare lo schema dietetico in base alle singole esigenze nutritive.

Quando la sola correzione dell’alimentazione, abbinata ad una adeguata attività fisica, non può rappresentare l’unica forma di terapia ed è necessario rivolgersi ai farmaci ipocolesterolemizzanti, l’adozione di abitudini nutrizionali adeguate è comunque indispensabile, in quanto capace di potenziare il trattamento farmacologico, permettendo di ridurre la posologia e gli eventuali effetti collaterali.

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Giulia Pieri

Giulia Pieri

Sono Giulia Pieri, dietista per professione e buongustaia per vocazione: da brava romagnola DOC qual sono adoro il cibo in tutte le sue forme (soprattutto se cucinato da qualcun altro, vista la mia irreparabile goffaggine ai fornelli). Cosa mi piace del mio lavoro? Trovo affascinante che un gesto così semplice ed innato come il bisogno di nutrirsi nasconda una straordinaria complessità di intrecci biologici, psicologici e sociali: il cibo è molto più di una contingenza organica, è un potente evocatore di ricordi, legami affettivi e tradizioni, uno scrigno di significati simbolici ancestrali. Solo una visione a tutto tondo del delicato rapporto uomo-cibo, sostenuta dalla voglia instancabile di esplorare e dalla capacità di rinnovare lo stupore di fronte alle continue scoperte, può garantire il raggiungimento del benessere. Oltre alla dietista, c’è una persona che ama i temporali estivi e i libri di carta, un’appassionata di bische clandestine di giochi di società e un’ascoltatrice ossessiva compulsiva dei Muse. Il profumo di una torta casereccia che aleggia per casa e il calore del mio adorato cane accoccolato ai miei piedi sono per me la cornice della felicità.