L’esperto risponde: quale dieta dopo le feste?

L’esperto risponde: quale dieta dopo le feste?

Se l’epifania tutte le feste porta via, stessa cosa non sempre vale per i chili di troppo: a meno di non rientrare in carreggiata, le “rotondità” post feste hanno il brutto vizio di affezionarsi all’organismo e depositarsi a lungo termine nelle zone meno opportune: pertanto, anno nuovo…dieta nuova!

Attenzione, però, ad alcune insidie tese da rimedi fai da te e scappatoie illusorie: mettersi in riga dopo le feste non significa sottoporsi ad estenuanti digiuni o a chissà quale strampalato piano alimentare. La dieta “nuova” che dovremmo accogliere dopo le gozzoviglie di cenoni e pranzi con parenti e amici a suon di pietanze succulente e dolci, in realtà, è la ben nota, trita e ritrita, dieta mediterranea.

Dunque, niente mirabolanti intrugli né deprimenti privazioni (in questo periodo il nostro corpo è già sottoposto a un notevole carico di tensione da rientro, meglio non aggiungere altro stress, per carità!): seguire una dieta post feste equilibrata significa assumere ogni giorno una giusta proporzione di nutrienti, dando la priorità a quei cibi che – nel vortice delle bisbocce – sono stati un po’ trascurati.

Ecco dunque che l’abitudine a consumare cinque porzioni al giorno di frutta e verdura fresca dovrebbe tornare ad imporsi: approssimativamente, all’interno di un regime alimentare equilibrato, sono consigliati 300-350 g di frutta e 400 g di verdura al dì. La premura più importante riguarda l’alternanza delle tipologie, che dovrebbe sempre avvenire nel rispetto della stagionalità.

Sul fronte verdure, in questo periodo non dovremmo lasciarci sfuggire broccoli, cavoli, bietole, cardi, porri, radicchio e spinaci. Ai pasti principali possono essere consumati non solo in qualità di contorno, ma possono divenire protagonisti di zuppe, vellutate (buonissime quelle di broccoli o spinaci!) e condimenti per la pasta: hanno un alto potere saziante e contengono nutrienti quali vitamina A, vitamina C e fibre che favoriscono la depurazione.

Arance, mandarini, pompelmi, mele, kiwi e pere sono invece le varietà di frutta più consone al periodo invernale: ideale come merenda, la frutta può essere consumata tal quale o impiegata per la preparazione di frullati (anche a base di acqua se non si desidera aggiungere latte) o centrifugati, che possono includere anche verdure come sedano o finocchio per un effetto detossificante e sgonfiante, oltre ad erbe aromatiche a piacere.

 

Il tepore confortevole, la consistenza densa ed i colori invitanti fanno delle vellutate un piatto gustoso, leggero e sano, ideale nel periodo invernale e, soprattutto, per la dieta post-feste.Il tepore confortevole, la consistenza densa ed i colori invitanti fanno delle vellutate un piatto gustoso, leggero e sano, ideale nel periodo invernale e, soprattutto, per la dieta post feste.

 

Non bisogna poi dimenticare che la fetta più importante del nostro fabbisogno quotidiano (circa il 50-55% delle calorie giornaliere) spetta sempre a loro, i carboidrati: sebbene abbiano una brutta nomea, i carboidrati costituiscono la principale fonte di energia dell’organismo.

Poiché nel periodo natalizio il fabbisogno di zuccheri semplici è stato ampiamente saturato, dopo le feste è importante invertire la rotta: releghiamo dolci, cioccolato e panettoni avanzati ai margini della dieta (gli sprechi non sono ammissibili, ma magari cerchiamo di consumare i dolci in esubero nella prima parte della giornata, ad esempio a colazione) e inseriamo a pranzo e cena cereali in chicco e prodotti integrali, dalla pasta al pane. I prodotti integrali sono più nutrienti dei corrispettivi raffinati, promuovono il benessere di intestino e fegato, inducono sazietà precoce e pertanto aiutano ad ingerire meno calorie.

Tra i secondi piatti, scrigno di proteine, dovrebbero essere prediletti quelli più magri: fritture e condimenti elaborati dovrebbero restare un retaggio delle feste. I più virtuosi possono dare maggior spazio al pesce, consumato al forno o al cartoccio: in particolare il pesce azzurro, prodigo dispensatore di omega 3, combatte l’infiammazione e l’aumento del colesterolo “cattivo” (e dopo la scorpacciata di grassi saturi e colesterolo delle feste, la prospettiva non è affatto male!).

Anche i legumi, che probabilmente sono stati un po’ bistrattati nelle ultime settimane – ad eccezione forse delle lenticchie del cenone di capodanno – dovrebbero tornare alla ribalta: un primo piatto a base di cereali e legumi, ad esempio, rappresenta un’accoppiata mediterranea decisamente vincente.

Le fonti privilegiate di grassi dovrebbero invece essere quelle proprie della tradizione nostrana. In prima linea non può mancare l’olio extravergine di oliva, da usare rigorosamente a crudo e comunque in quantità oculata, dal momento che è molto energetico e spesso è facile abusarne (può essere una buona idea dosarlo con il cucchiaio o servirsi di erogatori spray, capaci di vaporizzare piccolissime quantità di prodotto).

Al suo fianco, frutta a guscio e semi oleosi dovrebbero essere accolti con favore: essi sono preziosi alleati del benessere, dal momento che apportano fibre (sempre utili per ripristinare l’equilibrio intestinale dopo gli stravizi delle festività), sali minerali, vitamine, grassi essenziali ed una miriade di composti bioattivi. Noci, nocciole, pinoli, pistacchi, semi di lino e di chia – solo per citarne alcuni – possono costituire una valida alternativa a snack meno salutari o impreziosire primi piatti ed insalate.

Infine, una corretta idratazione va a completare il quadro della nostra dieta post feste ideale: un’acqua a basso residuo fisso favorisce lo smaltimento delle scorie (a questo scopo possono essere utili anche tisane ed infusi, che tra l’altro possono alleviare la sensazione di gonfiore e ripienezza), ma ricordiamoci che sarebbe bene alternarla con acque dal buon contenuto di minerali, calcio in primis, a patto che non sussistano particolari disordini.

E per non incrementare a dismisura lo stato di ansia e apprensione, il vivo consiglio è di evitare per un po’ incontri ravvicinati con la bilancia: rimessa in sesto l’alimentazione e ripristinata la routine motoria – in quanto uno stile di vita sano non può prescindere dall’attività fisica – sapremo affrontare con molta più serenità, sicurezza e fiducia il responso della temuta bilancia.

 

 

Photo Credits: Unisalute

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Giulia Pieri

Giulia Pieri

Sono Giulia Pieri, dietista per professione e buongustaia per vocazione: da brava romagnola DOC qual sono adoro il cibo in tutte le sue forme (soprattutto se cucinato da qualcun altro, vista la mia irreparabile goffaggine ai fornelli). Cosa mi piace del mio lavoro? Trovo affascinante che un gesto così semplice ed innato come il bisogno di nutrirsi nasconda una straordinaria complessità di intrecci biologici, psicologici e sociali: il cibo è molto più di una contingenza organica, è un potente evocatore di ricordi, legami affettivi e tradizioni, uno scrigno di significati simbolici ancestrali. Solo una visione a tutto tondo del delicato rapporto uomo-cibo, sostenuta dalla voglia instancabile di esplorare e dalla capacità di rinnovare lo stupore di fronte alle continue scoperte, può garantire il raggiungimento del benessere. Oltre alla dietista, c’è una persona che ama i temporali estivi e i libri di carta, un’appassionata di bische clandestine di giochi di società e un’ascoltatrice ossessiva compulsiva dei Muse. Il profumo di una torta casereccia che aleggia per casa e il calore del mio adorato cane accoccolato ai miei piedi sono per me la cornice della felicità.