L’esperto risponde: quale è la differenza tra alimenti arricchiti e fortificati?

L’esperto risponde: quale è la differenza tra alimenti arricchiti e fortificati?

Il mondo dell’alimentazione evolve in continuazione ed acquisisce caratteristiche progressivamente più sofisticate, andando incontro alle esigenze dei consumatori sempre maggiormente attenti alla salubrità ed alla sicurezza di ciò che si porta in tavola.

Ecco che al supermercato fanno bella mostra di sé i cereali per la prima colazione arricchiti in vitamine e sali minerali; anche il latte, a questo punto, non può essere da meno ed alcune confezioni ostentano un’aggiunta extra di calcio (in fondo, lo dicevano anche i latini, melius abundare quam deficere).

Ma se qualche surplus di vitamina o minerali non ci crea imbarazzo, trovarci di fronte a uova di gallina supplementate con omega 3 ci fa un attimo tentennare: ma gli omega 3 non stavano nel pesce? Come sono finiti nelle uova o, ancor più strano, nel latte di mucca? E se il sale è fortificato con iodio, insaporirà le mie pietanze allo stesso modo?

 

Cereali per la prima colazioneI cereali per la prima colazione sono tra gli alimenti generalmente arricchiti e fortificati di vitamine e sali minerali

 

Facendo un passo indietro nel tempo, dobbiamo sapere che l’aggiunta ai prodotti alimentari di vitamine e minerali o di altre sostanze che abbiano mostrato uno specifico effetto nutrizionale o fisiologico è disciplinata dal regolamento (CE) n. 1925/2006. Secondo tale normativa, i nutrienti addizionati devono essere presenti, nel prodotto finale, in quantità significative, altrimenti dosi troppo piccole non recherebbero nessun vantaggio e gli alimenti arricchiti o fortificati trarrebbero solo in inganno il consumatore; allo stesso tempo, però, è necessario che vengano stabilite delle soglie massime, per non rischiare di eccedere i livelli di sicurezza fissati per l’assunzione di alcuni nutrienti.

Sebbene in tale regolamento non si faccia alcun riferimento alla distinzione tra alimento arricchiti e fortificato, i due termini in realtà non sono considerati sinonimi. In questo caso la carenza di definizioni di legge conduce spesso a confusione e ad utilizzare le espressioni in modo improprio.

Gli alimenti arricchiti sono generalmente considerati cibi in cui viene incrementata la concentrazione di un nutriente già presente nell’alimento naturale di partenza. Il lettore più attento avrà notato che, a proposito dei cereali per la prima colazione, è stato utilizzato l’aggettivo arricchito: vitamine e minerali, che già troviamo nei cereali, vengono aggiunti in quantità extra, così come può accadere per il calcio nel latte animale.

Una sottocategoria dei cibi arricchiti è rappresentata dagli alimenti supplementati: in questo caso, il nutriente non è presente in origine all’interno della materia prima. E’ il caso degli omega 3 inseriti nelle uova, o dei fitosteroli che fanno comparsa nel latte vaccino.

Infine, gli alimenti fortificati sono cibi tradizionali di ampio e diffuso consumo resi “più nutrienti” senza alterare il valore energetico; essi sono destinati, normalmente, a compensare una carenza alimentare diffusa in una vasta fascia di popolazione. Trova così spiegazione la campagna per la sensibilizzazione del consumatore all’utilizzo di sale da cucina fortificato con lo iodio, un minerale che svolge un ruolo cruciale per la corretta funzione della tiroide e il cui deficit alimentare è ancora diffuso in Italia.

Ad eccezione degli alimenti fortificati, che consentono di colmare un reale bisogno, i cibi arricchiti o supplementati servono davvero? Al momento, non vi sono evidenze scientifiche che dimostrino che il consumo di alimenti “modificati” migliori lo stato di salute o prevenga alcune condizioni, a patto ovviamente che l’alimentazione sia adeguatamente bilanciata.

In particolari casi, però, ad esempio per le donne in gravidanza o per coloro che seguono specifici regimi alimentari, il consumo di cibi arricchiti e/o supplementati può migliorare l’assunzione di alcuni nutrienti, come l’acido folico ed il ferro per le donne in dolce attesa o la vitamina B12 per i vegani.

L’importante, dunque, è non lasciarsi trarre in inganno: le seducenti patatine in busta con l’aggiunta di vitamine restano pur sempre snack ricchi di grassi. Forse, le vitamine, dovremmo cercarle da un’altra parte…

 

 

Photo Credits: Modvive

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Giulia Pieri

Giulia Pieri

Sono Giulia Pieri, dietista per professione e buongustaia per vocazione: da brava romagnola DOC qual sono adoro il cibo in tutte le sue forme (soprattutto se cucinato da qualcun altro, vista la mia irreparabile goffaggine ai fornelli). Cosa mi piace del mio lavoro? Trovo affascinante che un gesto così semplice ed innato come il bisogno di nutrirsi nasconda una straordinaria complessità di intrecci biologici, psicologici e sociali: il cibo è molto più di una contingenza organica, è un potente evocatore di ricordi, legami affettivi e tradizioni, uno scrigno di significati simbolici ancestrali. Solo una visione a tutto tondo del delicato rapporto uomo-cibo, sostenuta dalla voglia instancabile di esplorare e dalla capacità di rinnovare lo stupore di fronte alle continue scoperte, può garantire il raggiungimento del benessere. Oltre alla dietista, c’è una persona che ama i temporali estivi e i libri di carta, un’appassionata di bische clandestine di giochi di società e un’ascoltatrice ossessiva compulsiva dei Muse. Il profumo di una torta casereccia che aleggia per casa e il calore del mio adorato cane accoccolato ai miei piedi sono per me la cornice della felicità.