L’esperto risponde: quali sono le sostanze da evitare nel cibo che compriamo?

L’esperto risponde: quali sono le sostanze da evitare nel cibo che compriamo?

La disponibilità odierna di alimenti è davvero disarmante e non è raro sentirsi spaesati tra la vastità e la sovrabbondanza di prodotti nelle scansie dei supermercati.

C’è chi è fedele ad una marca conosciuta, chi è incuriosito dalla novità, chi è stuzzicato da offerte e prodotti in sconto, chi si avventura nella decodifica delle etichette. Le premure che dovremmo avere nella scelta di un alimento sono molteplici e rispecchiano le sue numerose sfaccettature che concorrono a determinarne punti di forza e debolezze, dalla qualità degli ingredienti alla sicurezza igienica e al valore nutritivo.

Non sempre però tutte queste informazioni sono ravvisabili in etichetta e – ad eccezione di alcuni casi in cui vi può essere una conoscenza quasi onnicomprensiva del prodotto acquistato, come accada ad esempio presso un agricoltore o allevatore di fiducia – bisogna sempre fare i conti con nozioni limitate e parziali, circoscritte a ciò che viene riportato sulla confezione.

In generale, gli aspetti su cui il consumatore ha un margine maggiore per poter esercitare il suo giudizio ed effettuare le sue decisioni sono riconducibili all’elenco degli ingredienti, alla tabella nutrizionale e alle certificazioni che testimoniano, ad esempio, l’aderenza di un prodotto all’agricoltura biologica.

 

Nel cibo che acquistiamo possono esserci moltissime sostanze indesiderabili

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Gli ingredienti, spesso, sono l’oggetto di maggiore attenzione, anche se questo presuppone una certa conoscenza in ambito nutrizionale e una qualche padronanza di diciture e sigle: certamente possiamo dire che vi sono alcuni ingredienti verso cui è bene tenere un atteggiamento di maggiore prudenza, ma non dobbiamo dimenticare che occorre sempre valutare il prodotto nella sua globalità e complessità.

Ad esempio, è preferibile scegliere prodotti che contengono sostanze grasse con un migliore profilo nutrizionale (in primis olio di oliva extravergine), cercando invece di moderare il consumo di alimenti a base di oli o grassi ad alto contenuto di saturi (burro, strutto, olio di cocco e di palma) o comunque di qualità nutrizionale inferiore (ad esempio olio di colza).

Ciò però non significa demonizzare i prodotti che contengono questi ingredienti, ma semplicemente cercare di sostituirli o alternarli, quando possibile, con altri dalle caratteristiche migliori.

Viceversa, non è escluso che un prodotto a base di olio di oliva extravergine o di semi di girasole sia necessariamente impeccabile dal punto di vista nutritivo; magari presenta comunque una quantità di sale parecchio alta o un tenore non trascurabile in grassi saturi. Pertanto, sarebbe sempre opportuno effettuare una valutazione congiunta di ingredienti e valori nutrizionali, senza cristallizzare le proprie considerazioni su un unico bersaglio.

Tuttavia, è vero che, sebbene normalmente l’atteggiamento moderato sia quello vincente, ci sono alcuni ingredienti che sarebbe bene evitare del tutto, come nel caso dei grassi idrogenati, che possono risultare problematici poiché, nel particolare processo industriale che subiscono, danno origine a sostanze notoriamente pericolose (i grassi cosiddetti trans).

Stesso discorso può valere per additivi e aromi di sintesi, non perché questi siano dannosi di per sé (tutti gli additivi alimentari permessi sono da ritenersi sicuri alle dosi di impiego ammesse), ma si tratta comunque di sostanze “superflue” e che non apportano elementi nutritivi; in alcuni casi sono certamente indispensabili per consentire una corretta conservazione e igiene dei prodotti che consumiamo (pensiamo agli additivi usati per prevenire la proliferazione di batteri pericolosi, specialmente nelle carni trasformate), ma resta il fatto che sono sostanze estranee e non utili al nostro organismo, che devono essere metabolizzate e smaltite.

Ad esempio, additivi quali coloranti, esaltatori di sapidità o edulcoranti sono usati esclusivamente a fini “edonistici“, per rendere il prodotto più accattivante e gradevole, senza che vi sia la necessità di conservare o prevenire il deterioramento. Per cui, se possiamo, cerchiamo di evitare gli alimenti che contengano additivi superflui.

Infine, variare il più possibile le scelte alimentari è la migliore arma che abbiamo sia per prevenire carenze alimentari o eccessi di alcuni nutrienti sia per evitare l’esposizione alle stesse sostanze chimiche, non solo additivi, ma anche residui di fitofarmaci, antibiotici o contaminanti di cui non abbiamo informazioni in etichetta. Per fare un esempio, è raccomandabile alternare le tipologie di pesce che portiamo in tavola, soprattutto quando si parla di pesci di grandi dimensioni: tonno o salmone presentano un rischio più elevato di contaminazione da mercurio, per cui intervallare il loro consumo con quello di altri pesci permette di limitare l’assunzione di questa sostanza potenzialmente nociva.

 

 

Photo credits: Verobiologico

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Giulia Pieri

Giulia Pieri

Sono Giulia Pieri, dietista per professione e buongustaia per vocazione: da brava romagnola DOC qual sono adoro il cibo in tutte le sue forme (soprattutto se cucinato da qualcun altro, vista la mia irreparabile goffaggine ai fornelli). Cosa mi piace del mio lavoro? Trovo affascinante che un gesto così semplice ed innato come il bisogno di nutrirsi nasconda una straordinaria complessità di intrecci biologici, psicologici e sociali: il cibo è molto più di una contingenza organica, è un potente evocatore di ricordi, legami affettivi e tradizioni, uno scrigno di significati simbolici ancestrali. Solo una visione a tutto tondo del delicato rapporto uomo-cibo, sostenuta dalla voglia instancabile di esplorare e dalla capacità di rinnovare lo stupore di fronte alle continue scoperte, può garantire il raggiungimento del benessere. Oltre alla dietista, c’è una persona che ama i temporali estivi e i libri di carta, un’appassionata di bische clandestine di giochi di società e un’ascoltatrice ossessiva compulsiva dei Muse. Il profumo di una torta casereccia che aleggia per casa e il calore del mio adorato cane accoccolato ai miei piedi sono per me la cornice della felicità.