L’esperto risponde: soffro di diverticolite, quali alimenti possono aiutarmi?

L’esperto risponde: soffro di diverticolite, quali alimenti possono aiutarmi?

La diverticolosi, caratterizzata dalla formazione di tasche – alias diverticoli – lungo le pareti dell’intestino, in particolare del colon, affligge circa il 50% della popolazione occidentale prima dei 60 anni di età.

L’alimentazione scorretta gioca un ruolo di primo piano sia nella genesi di questo disturbo sia nell’innesco di complicanze. La regola dietetica più importante, sia per prevenire l’insorgenza della malattia nei soggetti sani sia per prevenire episodi acuti in chi già soffre di diverticolosi, è seguire una dieta ad alto contenuto di fibra, cruciale per favorire una corretta funzionalità dell’intestino e scongiurare così che il deposito di residui nei diverticoli procuri la loro infiammazione (i cosiddetti episodi di diverticolite).

Allo stesso tempo, l’alimentazione deve garantire un buon apporto di acqua ed essere ricca di alimenti protettivi per la mucosa intestinale: in tutti gli alimenti – specialmente di origine vegetale – sono presenti numerose sostanze biologicamente attive e benefiche. In particolare, una dieta ricca in frutta, verdura, cereali integrali e legumi e che predilige il pesce come fonte di proteine animali, assicura l’introduzione di molteplici composti protettivi, tra cui molecole ad attività antinfiammatoria.

 

DiverticoliteUna dieta scorretta può essere una delle cause scatenanti per la comparsa della diverticolite

 

Tutta la frutta e la verdura, sapientemente alternata secondo stagionalità, offre una grande varietà di sostanze preziose; per la precisione, troviamo un concentrato di molecole antinfiammatorie nei frutti rossi (mirtilli, more, ribes, lamponi), che sono ricchi di antocianine (presenti in generale in tutta la frutta e ortaggi blu-viola) e nelle mele, fonte importante di tannini, sostanze altamente protettive per la mucosa gastro-intestinale.

Anche pomodori, carote, cavoli e spinaci, per la presenza di molecole a potente azione antiossidante, tra cui licopene e vitamina C, sono molto consigliati; detto questo, non dovremmo comunque trascurare di introdurre una grande varietà di tipologie vegetali.

E’ stata poi riconosciuta un’importante attività antinfiammatoria anche ad alcune spezie, tra cui la curcuma, un condimento tipico della cucina indiana presente anche nel curry, la cannella e lo zenzero: condire insalate, contorni, primi e secondi piatti con spezie ed erbe aromatiche è un’ottima strategia sia per ridurre il consumo di sale sia per beneficiare dei principi attivi di questi ingredienti.

Inoltre, un’importante azione antinfiammatoria è mediata dagli acidi grassi omega 3: essi sono contenuti nel pesce, specialmente nel pesce azzurro (come sardine e sgombro), che sarebbe bene consumare 3-4 volte a settimana, ma anche in alcuni alimenti vegetali, tra cui noci e semi di lino: per questo motivo una razione di frutta secca e semi (anche in questo caso alternando le varietà) dovrebbe essere presente quotidianamente, o come spuntino o come condimento di primi piatti o contorni.

Altra premura deve riguardare l’astensione o la moderazione nel consumo di quei cibi che, al contrario, possono sostenere l’infiammazione: tè e caffè, spezie piccanti come peperoncino e pepe, cibi ad alto contenuto di grassi animali (insaccati, salumi, formaggi stagionati consumati in quantità eccedenti), alcolici.

Una corretta alimentazione è dunque fondamentale, nella fase di quiescenza della malattia, per prevenire la comparsa di episodi di infiammazione e complicazioni: essa non può certamente sostituirsi alla terapia farmacologia prescritta dal medico nei casi di necessità, ma deve affiancarsi ad essa.

E’ doveroso sottolineare, infine, che nei casi di diverticolite le indicazioni alimentari cambiano enormemente: in fase di infiammazione, infatti, è molto importante seguire le indicazioni del proprio medico per una dieta povera di fibra e a consistenza modificata, che permetta all’intestino di riposarsi e ripristinare la propria integrità e funzionalità.

 

 

Photo Credits: Corriere

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Giulia Pieri

Giulia Pieri

Sono Giulia Pieri, dietista per professione e buongustaia per vocazione: da brava romagnola DOC qual sono adoro il cibo in tutte le sue forme (soprattutto se cucinato da qualcun altro, vista la mia irreparabile goffaggine ai fornelli). Cosa mi piace del mio lavoro? Trovo affascinante che un gesto così semplice ed innato come il bisogno di nutrirsi nasconda una straordinaria complessità di intrecci biologici, psicologici e sociali: il cibo è molto più di una contingenza organica, è un potente evocatore di ricordi, legami affettivi e tradizioni, uno scrigno di significati simbolici ancestrali. Solo una visione a tutto tondo del delicato rapporto uomo-cibo, sostenuta dalla voglia instancabile di esplorare e dalla capacità di rinnovare lo stupore di fronte alle continue scoperte, può garantire il raggiungimento del benessere. Oltre alla dietista, c’è una persona che ama i temporali estivi e i libri di carta, un’appassionata di bische clandestine di giochi di società e un’ascoltatrice ossessiva compulsiva dei Muse. Il profumo di una torta casereccia che aleggia per casa e il calore del mio adorato cane accoccolato ai miei piedi sono per me la cornice della felicità.