L’intolleranza al lattosio e la collaborazione con AILI

L’intolleranza al lattosio e la collaborazione con AILI

Il team di Edo è lieto di annunciare la nascita di una collaborazione con AILI, l’Associazione Italiana Latto-Intolleranti. Questa onlus è formata da un gruppo di giovani il cui obiettivo è essere un punto di riferimento per tutte le persone intolleranti allo zucchero del latte, che devono poter vivere la vita in modo sereno e consapevole. Considerando l’affinità delle attività che AILI e Edo svolgono, insieme abbiamo deciso di proseguire sulla stessa strada e unire le forze per il raggiungimento dell’obiettivo finale, con l’auspicio che tutti possano trarne beneficio.
Lasciamo ora la parola ad AILI, chi meglio di loro può raccontarci cos’è l’intolleranza al lattosio?

Alzi la mano chi non ha mai detto o sentito dire “non riesco a digerire il latte” oppure “i formaggi? Quelli non li tollero proprio!” o ancora “non posso bere il cappuccino fuori casa”. Ebbene, quanti
hanno pensato che fosse dovuto a intolleranza al lattosio? Ad oggi pochi.

 

Poche persone sanno in realtà di essere intolleranti al lattosio

 

In Italia si ritiene che circa il 50% della popolazione sia intollerante al lattosio, ma solo 1 su 4 sa realmente di esserlo. Dato che lascia perplessi, soprattutto se si pensa a una condizione così diffusa anche a livello mondiale. In Cina, in Giappone e in Sud Africa l’intolleranza al lattosio si aggira tra l’80 e il 100% della popolazione. In Europa la situazione è abbastanza variegata: nell’Europa meridionale i soggetti che presentano tale difetto sono circa il 70%, nell’Europa centrale la percentuale si aggira attorno al 30% mentre l’incidenza percentuale è decisamente minore nell’Europa settentrionale, si attesta infatti attorno al 5%.

 

Intolleranza al lattosioSono moltissime le persone effettivamente intolleranti al lattosio, anche se spesso poche di loro ne sono a conoscenza

 

L’intolleranza al lattosio è un disturbo molto dibattuto oggi, tra verità e miti da sfatare. Capiamo allora di cosa si tratta.

L’intolleranza al lattosio (definita anche ipolattasia) si verifica in caso di mancanza parziale o totale della lattasi, ovvero l’enzima in grado di scindere il lattosio (zucchero composto) nei suoi due zuccheri semplici, glucosio e galattosio.

Il lattosio è il principale zucchero del latte (latte di mucca, di capra, di asina oltre che latte materno), rappresenta infatti il 98% degli zuccheri presente nel latte, oltre ad essere presente anche in altri prodotti lattiero-caseari derivati.

 

Quali sono i sintomi più comuni dell’intolleranza al lattosio?

 

Il quadro clinico che ne deriva è caratterizzato da dolori addominali di tipo crampiforme, meteorismo, pesantezza di stomaco, senso di gonfiore gastrico, diarrea o stitichezza che insorgono da 1-2 ore a qualche giorno dopo l’ingestione di alimenti che contengono lattosio. Oltre a questi, si manifestano anche sintomi più generici come mal di testa, stanchezza, nausea, eruzioni cutanee e, in rari casi, perdita di peso.

La sintomatologia è differente da persona a persona, con manifestazioni di diversa entità e di importanza. La gravità dipende sia dalla quantità di lattosio ingerita sia dalla soglia di tolleranza individuale.

L’intolleranza al lattosio esiste in tre differenti forme: congenita, genetica e acquisita. La forma genetica, o forma primaria, è generata dal deficit di produzione della lattasi e si può manifestare nel bambino, durante lo svezzamento oppure tardivamente nell’adulto a causa di una riduzione eccessiva della produzione di lattasi. La forma acquisita, o secondaria, è dovuta ad altre patologie acute (come infiammazioni e infezioni dell’intestino) o croniche (ad esempio celiachia, morbo di Crohn, sindrome dell’intestino irritabile) ed è transitoria risolvendosi infatti alla guarigione della malattia responsabile. La terza forma di intolleranza, molto rara e di origine genetica a insorgenza precoce, si manifesta sin dalla nascita, (per questo è detta forma congenita), il neonato sviluppa diarrea non appena nutrito con latte materno o formulato, quindi una totale assenza di lattasi che persiste per tutta la vita.

 

Bambini e lattosioEsiste una forma di intolleranza al lattosio che colpisce i bambini appena nati, i quali non possono quindi nutrirsi del latte materno

 

La diagnosi si basa su due principali metodiche: Breath Test e Test genetico. Fare la diagnosi è importante per escludere dalla dieta in modo totale o parziale, a seconda della gravità, le fonti di lattosio.

 

Dove si trova il lattosio?

 

Il lattosio si trova principalmente in latte e prodotti lattiero-caseari derivati. Questo zucchero è presente in elevate quantità nei formaggi freschi, mentre nei formaggi stagionati a
pasta dura è presente in ridotte quantità se non quasi assente. Ma non solo nel latte vaccino, attenzione! Latte di bufala, di pecora, di capra e di asina contengono lattosio al pari del latte vaccino se non di più.

Il lattosio viene spesso utilizzato anche come additivo, quindi leggere attentamente tutte le etichette di ciò che ci accingiamo ad acquistare. Basti pensare che è possibile trovare lattosio nel dado,
nel prosciutto cotto e altri insaccati, e nella maggior parte dei prodotti da forno.

Non soltanto! Il lattosio, oltre ad essere presente negli alimenti e negli integratori, è presente come eccipiente in molti farmaci. È quindi opportuno chiedere sempre consiglio al proprio medico e/o al farmacista per trovare un farmaco alternativo.

Non è perciò molto semplice capire e trovare alimenti senza lattosio nei negozi o supermercati, da qui nasce la collaborazione con Edo app, con lo scopo comune di fornire un aiuto valido a tutti i consumatori nella ricerca dei prodotti adatti alla propria dieta particolare.

 

 

Photo Credits: Associazioneaili , Gosanangelo

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