Miso: un nuovo ingrediente … di migliaia di anni

Miso: un nuovo ingrediente … di migliaia di anni

I giapponesi ne consumano a persona circa 7 kg l’anno…e noi? Quanto miso mangiamo? Pochissimo è a dir poco, le occasioni in cui lo troviamo in tavola probabilmente si riducono alle volte in cui andiamo a cena al ristorante giapponese a meno che non siate degli appassionati sperimentatori di ingredienti esotici.

Eppure le implicazioni del miso nella nostra cucina vanno ben oltre la corroborante zuppa con tofu e alghe che mangiamo a ristorante. Tuttavia prima di scoprire come usare questo “nuovo”ingrediente è bene spiegare di che cosa stiamo parlando.

 

Che cos’è il miso?

 

In sostanza è una pasta molto sapida che si ottiene dalla fermentazione dei baccelli di soia gialla a cui vengono aggiunti cereali come orzo, riso, grano, miglio etc. acqua, sale e in fine inoculata con il fungo Asperiggillus oryzae grazie al quale avviene la fermentazione che trasforma l’amido dei cereali in zuccheri semplici. Gli enzimi che si sviluppano in fermentazione idrolizzano le proteine della soia rendendole subito disponibili per il nostro organismo.

 

La zuppa di miso è un piatto giapponese molto noto anche nel nostro paeseLa zuppa di miso è la pietanza più famosa che vede come protagonista questa pasta di soia gialla fermentata e cereali

 

Il miso infatti ha diverse proprietà che lo rendono un ingrediente davvero prezioso per nutrire con gusto il nostro corpo. Come lo yogurt, in quanto prodotto fermentato, grazie alla presenza di fermenti lattici vivi va a rinforzare la flora batterica intestinale, ed è un ottima fonte di proteine vegetali altamente digeribili andando a fornire 8 amminoacidi essenziali.

Il miso non è tutto uguale, a seconda del cerale affiancato alla soia può essere più o meno dolce, o più o meno sapido, mantenendo però il caratteristico sapore agrodolce e spiccatamente salato.

In bocca genera una sensazione molto simile a quella data dal Parmigiano o dal Grana quando viene aggiunto per insaporire i piatti, questo grazie alla presenza delle proteine della soia che gli conferiscono il gusto umami tipico dei due formaggi in cui è naturalmente presente il glutammato.

 

Come usare il miso in cucina?

 

Fondamentalmente come insaporitore, aggiungendolo a brodi, spadellate di verdure, salse e come condimento, come nel caso della ricetta che vi proponiamo. Si tratta di semplici verdure di stagione, condite con un’emulsione di olio extravergine, miso e pepe, cotte al forno e servite con una crescenza dolce e fresca.

Oggigiorno è diventato molto più semplice reperire questo prodotto, si trova nei grandi supermercati, nei negozi etnici, oppure nelle gastronomie o negozi Bio. Una confezione in frigo dura in eterno, tenetelo in un angolino e sperimentate!

 

Il miso in cucinaLa ricetta di oggi è composta da un mix di verdure cotte al forno e insaporite con il miso

 

Ingredienti

Finocchi
Zucchine tonde
Pomodorini
Rosmarino
1 cucchiaio di Miso
3 cucchiai di Olio Extravergine
Pepe nero qb

Preriscaldate il forno a 200°, tagliate le verdure a pezzettoni e conditele con olio, miso e sale mescolati assieme. Sistemate le verdure nella teglia ricoperta di carta forno e spargete a piacere rosmarino e pepe. Infornate per circa 30 minuti, quando le verdure saranno cotte attaccate il grill per 5 minuti in modo che formino la crosticina. Fatele intiepidire 10 minuti e servitele con la crescenza.

 

 

Photo Credits: ClearspringFood4care , Labellacuciniera

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Camilla Rostin

Camilla Rostin

Sono Camilla Rostin, studentessa presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Da Padova, dove sono nata, la mio amore per il cibo mi ha portata a Bra in Piemonte dove vivo per continuare i miei studi. Studio e scrivo di cibo da due anni e il blog labellacucineira.com mi permette di trasmettere a più persone possibili il mio entusiasmo verso ogni sfaccettatura dell’universo culinario, con l’obbiettivo nel mio piccolo di farle appassionare un po’ di più a questo incredibile mondo del cibo. In cucina mi diverto molto a scegliere e mescolare ingredienti, a sperimentare nuovi sapori e abbinamenti e a ricordare quelli della cucina di casa e del territorio a cui sono legata, sempre convinta che una cucina consapevole sia senza dubbio una cucina più buona.