Non chiamatela patata

Non chiamatela patata

Ipomea batatas vi dice nulla? Se la risposta è no, non vi preoccupate, quello di cui stiamo parlando non è un alimento molto comune nella nostra cucina, anche se di fatto è molto simile a uno che invece conosciamo benissimo: la patata.

L’ipomea batatas infatti non è altro che la patata dolce, quel tubero – impropriamente detto, dal momento che nello specifico si tratta di un rizotubero – di dimensioni molto più grandi rispetto alla patata comune, dalla buccia color ocra e dalla polpa di un brillante arancione. Per non parlare del gusto … dolce per l’appunto, simile a quello della zucca, ma molto più accentuato.

 

Patata dolce: cos’è un rizotubero?

 

Per fare chiarezza, un rizotubero non è altro che una radice tuberiforme, ovvero una radice che assume le sembianze di un tubero perché ingrossata. Per la pianta svolge la funzione di deposito energetico, costituito da amido in particolare, come di fatto fanno i comuni bulbi e tuberi.

 

Patata dolceLa patata dolce ha una polpa dal caratteristico colore arancione e dal sapore particolarmente dolce

 

Se dal punto di vista morfologico la Batata è molto simile alla patata, per altri aspetti è completamente diversa. Per prima cosa, fa capo ad una famiglia botanica differente: la patata nostrana appartiene alle Solanaceae, mentre quella dolce, originaria del Sudamerica, fa parte delle Convolvulaceae. Inoltre, il gusto è totalmente differente: se la prima è delicata e neutra, la seconda è dolcissima e con un sapore caratterizzante.

La scelta di raccontare questo alimento deriva in primis dal fatto che è importante mantenere viva la nostra cucina con ventate d’aria fresca: la novità stimola la curiosità e la voglia di sperimentare, rompe la monotonia stuzzicando il palato con nuove percezioni e arricchisce non solo i nostri orizzonti gustativi, ma soddisfa al meglio le nostre necessità di nutrienti. Pertanto, un nuovo ingrediente che ogni tanto fa capolino nelle nostre ricette non può far altro che appagare i nostri sensi e i nostri bisogni fisiologici. In secondo luogo la patata dolce è un vegetale molto di tendenza che nei social sta spopolando e raccogliendo fila di seguaci, in virtù del suo gradevole sapore e delle caratteristiche nutrizionali che la rendono davvero molto interessante.

 

Le proprietà della patata dolce

 

Il fatto che sia molto dolce non nasconde che abbia un indice glicemico piuttosto alto (il che non la rende particolarmente indicata per chi segue diete ipocaloriche o a chi soffre di diabete) e che sia un’importante fonte di carboidrati, per lo più complessi.

Inoltre, è anche un’importante fonte di fibre, vitamine (in particolare C ed A), potassio – presente in quantità maggiore che nelle banane – e manganese, minerali di particolare interesse per gli sportivi. Lodevole è anche la presenza di carotenoidi, in particolare di ß-carotene. La buona dose di fibre rende la batata un alimento dall’alto potere saziante, che se ben accompagnato può costituire un vero e proprio piatto, non solo un contorno come le classiche patate.

Insomma, salutare e buonissima l’Ipomea batatas merita una chance ai fornelli. Si presta a moltissime preparazioni e va trattata come una normalissima patata. Fritta, al forno, bollita, ridotta a purè, è perfetta anche per dare cremosità, colore e dolcezza a vellutate e minestroni, e perché no … anche nei dolci. Provatela nelle sue mille sfaccettature e l’amerete.

La ricetta che proponiamo è semplicissima e costituisce un piatto sano, saporito e innovativo.

 

Ricetta patata dolceLa ricetta di oggi ha come protagonista la patata dolce, rizotubero originario del Sud America

 

Ingredienti per 1 persona

Mezza patata dolce
Sale qb
Yogurt intero (greco o intero bianco)
Olio di semi di Zucca
Curry
Aglio in polvere
Origano
Peperoncino

Preriscaldate il forno a 200°C, lavate bene la patata, tagliatela a metà e cuocetela con la buccia per 40 minuti, fino a che non sarà morbida. Quando si sarà intiepidita salatela e decorate la superficie con lo yogurt, una spolverata di aglio in polvere, origano, curry, peperoncino e un giro d’olio finale. Accompagnatela con una bella insalata di spinaci, radicchio e rucola.

PS: se l’idea vi piace potete sostituire lo yogurt con del caprino o con della ricotta di bufala.

 

Photo Credits: LabellacucinieraWikipedia , Biotrucos

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Camilla Rostin

Camilla Rostin

Sono Camilla Rostin, studentessa presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Da Padova, dove sono nata, la mio amore per il cibo mi ha portata a Bra in Piemonte dove vivo per continuare i miei studi. Studio e scrivo di cibo da due anni e il blog labellacucineira.com mi permette di trasmettere a più persone possibili il mio entusiasmo verso ogni sfaccettatura dell’universo culinario, con l’obbiettivo nel mio piccolo di farle appassionare un po’ di più a questo incredibile mondo del cibo. In cucina mi diverto molto a scegliere e mescolare ingredienti, a sperimentare nuovi sapori e abbinamenti e a ricordare quelli della cucina di casa e del territorio a cui sono legata, sempre convinta che una cucina consapevole sia senza dubbio una cucina più buona.