Non solo miele: i prodotti dell’alveare

Non solo miele: i prodotti dell’alveare

Il re indiscusso dei prodotti dell’alveare è sicuramente il miele, che con la sua seducente dolcezza e gamma ammaliante di sapori ha saputo conquistare molti dei nostri momenti di golosità: chi lo spalma su una fetta di pane tostato, chi lo scioglie in una tisana o in uno yogurt bianco, chi non sa resistere alla tentazione di accompagnarlo al formaggio o ancora chi lo usa per dar vita a deliziose barrette caserecce. Tuttavia, le api ci forniscono altri preziosi prodotti, più o meno conosciuti, che possono contribuire a migliorare il nostro stato di benessere: vediamoli un po’ più nel dettaglio.

 

Quali sono i prodotti dell’alveare?

 

La Pappa (o gelatina) Reale, come si può ben intuire dal nome, è uno dei prodotti dell’alveare di maggior pregio: questa sostanza semifluida di colore bianco-giallognolo proviene dalla secrezione delle ghiandole ipofaringee e mandibolari delle api nutrici ed è destinata ad alimentare l’ape regina, di cui è il segreto di longevità (infatti, a differenza delle operaie che vivono in media 3 mesi, l’ape regina ha un’esistenza molto più lunga, circa 5 anni).

 

Pappa realeLa pappa reale è tra i prodotti dell’alveare più noti e rappresenta l’unico nutrimento dell’ape regina, probabilmente il segreto della sua longevità

 

Dal sapore aromatico e aspro, la pappa reale è nota per il suo potere energizzante da tempi relativamente recenti, in quanto la sua prima descrizione risale al XVII secolo: è costituita in prevalenza da acqua (65%), ma racchiude al suo interno proteine (10%), zuccheri semplici (15%) e grassi (6%), di cui la maggior parte sono di tipo insaturo e a corta catena. Tutti gli aminoacidi essenziali per l’uomo sono presenti all’appello, senza dimenticare che contiene importanti microelementi, come potassio, ferro, calcio, fosforo e vitamine, soprattutto vitamina A, E e vitamine del gruppo B, in particolare acido pantotenico ed acido folico.

Per queste sue caratteristiche, è indicata in tutti quei casi in qui vi sia necessità di sostenere l’organismo in peculiari situazioni di stress psico-fisico, ad esempio per gli atleti che devono far fronte a sforzi fisici importanti o per coloro che desiderano combattere la stanchezza legata al cambio di stagione, allo studio, all’intensa attività lavorativa. Anche bambini, anziani o persone convalescenti, che possono avere una dieta monotona, ristretta e povera di vitamine e minerali, possono trarne vantaggio.

La Propoli è un amalgama di resine, cere, sostanze balsamiche, oli essenziali, vitamine (del gruppo B, PP, C, E), sali minerali (zinco, ferro, rame, calcio e manganese) ed aminoacidi, per un totale di 300 molecole attive.

 

PropoliLa propoli è un miscuglio di resine molto utile per combattere le infezioni batteriche e contrastare le affezioni delle vie aeree superiori

 

E’ conosciuta sin dall’antichità (gli egizi la impiegavano anche per la mummificazione) ed oggi viene utilizzata soprattutto nel periodo invernale per contrastare le affezioni alle vie aeree superiori. Essa è infatti un antibiotico naturale, in grado sia di impedire la proliferazione di batteri nocivi (attività batteriostatica) sia di uccidere questi stessi microrganismi (attività battericida); può vantare inoltre proprietà antinfiammatorie, antimicotiche ed antivirali, che la rendono adatta a lenire le infiammazioni alla gola ed a contrastare diverse infezioni, come le micosi alle unghie, il contagio da herpes simplex e la candidosi.

Tra i suoi flavonoidi, la Galangina in particolare ha dimostrato di possedere un’eccellente attività antimicrobica nei confronti della specie batterica maggiormente responsabile delle infezioni delle prime vie respiratorie e del cavo orale: lo Stafilococco aureo. La sua efficacia è però soggetta alla variabilità della sua composizione, rendendo difficile accertare dosi e modalità di somministrazione.

La Cera d’api è secreta dalle giovani operaie per la costruzione delle celebri cellette esagonali, i favi, deputati allo stoccaggio di miele e polline ed alla custodia delle larve. Si presenta sotto forma di scagliette ed intorno ai 35° C diventa malleabile.

 

Cera d'apiLa cera è utilizzata dalle api per la produzione dell’alveare mentre da noi uomini per la produzione di candele e come additivo alimentare in alcune tipologie di prodotti

 

Essendo un prodotto lipidico, ha proprietà idrorepellenti. Per queste caratteristiche trova largo impiego nelle formulazioni di cosmetici, prodotti per il corpo e preparati farmaceutici; viene inoltre utilizzata per la realizzazione di candele, di cera per mobili e scarpe e, in ambito alimentare, serve come rivestimento per alcuni formaggi e come additivo alimentare (E901) in qualità di agente lucidante (ad esempio, ci lucidano le mele del supermercato).

Come rimedio naturale trova applicazione in caso di raffreddore, asma, bronchite e sinusite grazie alle proprietà antidolorifiche ed espettoranti. Ad oggi, i suoi impieghi sono stati sensibilmente ridotti dalla formulazione di sostanze analoghe che hanno minor costo: basti pensare che per ottenere un chilogrammo di cera le api devono usare quasi 10 kg di miele e, poiché quest’ultimo ha un valore commerciale maggiore, gli apicoltori preferiscono favorire la produzione di miele a discapito di quella della cera.

Il Polline è l’elemento fecondatore delle piante, raccolto di fiore in fiore dalle api bottinatrici che lo impastano con nettare ed enzimi: esso rappresenta la base della dieta delle api ed è indispensabile alla produzione della pappa reale.

 

Polline di apiLe api bottinatrici raccolgono il polline sulle loro zampe posteriori, successivamente viene impastato con enzimi e nettare per la produzione della pappa reale

 

E’ un alimento prodigo vitamine e sali minerali: beta-carotene (precursore della vitamina A), vitamine C ed E, vitamine del complesso B; contiene inoltre magnesio, calcio, zinco, potassio e rutina, una sostanza che favorisce la protezione dei capillari, ma anche enzimi acceleranti la crescita e antiossidanti; risulta quindi utile come integratore energizzante, ristabilisce il corretto funzionamento intestinale, combatte l’ipertrofia alla prostata, stimola e rinforza il sistema immunitario.

Malgrado questi rimedi naturali abbiano una grande potenzialità, la loro azione non può considerarsi miracolosa e, pertanto, il ricorso ai prodotti dell’alveare non può sostituirsi alla medicina tradizionale ed ai farmaci: il loro utilizzo va piuttosto inserito nel contesto della prevenzione e del potenziamento delle normali funzioni fisiologiche.

Dunque, a dispetto delle loro piccole dimensioni, le api ci possono donare una grande ricchezza, da sfruttare però con sapienza e criterio, nel rispetto dei tempi e delle risorse della natura: come disse il geniale Albert Einstein, “se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”.

 

 

Photo Credits: Carugatianna , Donnamoderna , Ilgrattacapo , Tourismus-triefenstein , Flowertales

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Desiree Minotti

Desiree Minotti

Sono Desirèe Minotti, dietista dal novembre 2005 quando ho conseguito la laurea in Dietistica presso la Facoltà di Medicina dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia. A pochi mesi dalla laurea ho iniziato a svolgere libera professione ambulatoriale basando la mia attività sull’educazione ad una più varia ed equilibrata alimentazione e stimolando le persone ad intraprendere uno stile di vita più sano e consapevole. L’esperienza maturata in questi anni mi ha permesso di capire quale tipo di professionista in nutrizione desidero essere. Ho compreso infatti che la mia professione va ben al di là delle indicazioni e raccomandazioni che scrivo nel trattamento che consegno a i miei pazienti, perché la relazione che lega ognuno di noi al cibo è strettamente dipendente dalle emozioni: ci nutriamo più delle emozioni che il cibo suscita in noi che dell’alimento in se. Questo è il motivo per cui amo affiancare i miei pazienti nel percorso che intraprendono, sostenendoli e incoraggiandoli ma anche aiutandoli a trovare o ritrovare le motivazioni che li hanno spinti a presentarsi al mio studio, perché noi “siamo quello che mangiamo” sia biologicamente che emotivamente.