Oli vegetali: vi presentiamo il cocco e la colza

Oli vegetali: vi presentiamo il cocco e la colza

Gli oli vegetali utilizzati dall’industria alimentare sono molteplici e, come tutti i grassi, vengono impiegati allo scopo di fornire consistenza e compattezza agli alimenti in cui vengono aggiunti. Se vi è mai capitato di accingervi all’ardua impresa di interpretare le etichette dei prodotti che acquistate, di certo vi sarete imbattuti in due oli vegetali che non troviamo tradizionalmente nelle nostre case e che probabilmente vi avranno incuriosito: parliamo di olio di cocco e olio di colza.

 

Olio vegetale di cocco

 

Il grasso di cocco è molto ricco di acidi grassi saturiL’olio, o meglio grasso, di cocco è uno dei lipidi di origine vegetale più ricco di saturi

 

L’olio di cocco viene estratto dal frutto dell’omonima pianta tropicale (Cocos Nucifera). La polpa, dopo l’eliminazione dell’involucro esterno legnoso, viene dapprima essiccata (copra) e poi sottoposta a pressatura e raffinazione. L’olio che ne deriva è ricchissimo di grassi saturi, circa il 90% del totale, ed è carente di grassi polinsaturi e monoinsaturi. Circa il 60% dei grassi saturi che troviamo nell’olio di cocco sono definiti “a media catena”, cioè presentano dai 6 ai 12 atomi di carbonio nella loro struttura.

Questi lipidi sono assorbiti più facilmente a livello intestinale rispetto a quelli a lunga catena, infatti non necessitano dell’intervento degli enzimi pancreatici e della bile per essere digeriti L’acido laurico è il più rappresentativo dei grassi saturi presenti nell’olio di cocco. Sembra che un consumo di alimenti ricchi di acido laurico possa determinare un aumento delle HDL (il cosiddetto “colesterolo buono”), ma non lasciamoci ingannare: recentemente alcuni studiosi hanno dimostrato che non sempre un aumento del colesterolo HDL è da considerarsi un fattore positivo e protettivo per la salute.

Sebbene da secoli la medicina orientale, in particolare la medicina Ayurvedica, attribuisca all’olio di cocco e ad altri prodotti derivati da questo frutto una serie di effetti protettivi e benefici, come proprietà antibatteriche, antivirali, antifungine ed antimicrobiche, in generale una dieta ricca di grassi saturi può favorire l’aumento del colesterolo totale nel sangue, con conseguente aumento del rischio di cardiopatie.

Purtroppo, l’olio di cocco che viene utilizzato nei prodotti da forno, nelle margarine e in altri alimenti come le creme di formaggio, spesso è anche idrogenato, cioè è stato sottoposto ad un processo chimico che consiste nell’aggiungere atomi di idrogeno al fine di aumentare ulteriormente la stabilità dell’olio alle alte temperature. Un inconveniente da non sottovalutare che si verifica col processo di idrogenazione è la formazione di grassi trans, potenzialmente
più dannosi dei comuni grassi saturi per la salute di cuore e vasi.

 

Olio vegetale di colza

L'olio di colza è considerato pericoloso per la salute a casua del suo elevato tenore in acido erucicoL’olio di colza è molto ricco di acido erucico, acido grasso con azione cardiotossica

 

L’olio di colza si ricava dai semi di Brassica napus oleifera e di Brassica campestis, della famiglia delle crucifere. L’olio che si ottiene in seguito a pulitura, macinazione, riscaldamento ed estrazione con solvente è caratterizzato dalle presenza di notevoli quantità, di acido erucico. Quest’ultimo, presente nell’olio di colza in quantità variabili dal 25% al 50%, viene metabolizzato con difficoltà dall’organismo e di conseguenza tende a depositarsi nei vasi del cuore, causandone alterazioni.

Proprio per questo motivo, l’olio di colza viene utilizzato in miscele con altri oli, in modo da limitare il contenuto in acido erucico, che per legge non può superare il 5% dei grassi totali contenuti nei prodotti alimentari (soglia che è ancora più bassa quando si tratta di alimenti destinati alla prima infanzia). Per ovviare al problema dell’acido erucico, alla fine degli anni settanta negli USA è stato introdotto l’olio di canola (abbreviazione di canadian oil), ottenuto da colza geneticamente modificata per abbassare il contenuto di acido erucico (inferiore allo 0,9%).

L’olio di colza, al pari degli altri oli vegetali, è quasi sempre sottoposto alla raffinazione che determina la perdita di composti presenti nella pianta d’origine, ma soprattutto l’acquisizione di grassi trans, la cui ingestione deve essere strettamente limitata.

 

Come comportarsi nella scelta degli alimenti che contengono oli vegetali?

 

Fino a poco tempo fa le etichette nutrizionali non sempre erano chiare e precise. Olio di cocco e di colza potevano nascondersi dietro la dicitura generica “olio vegetale”, “oli vari” o “margarine”; queste indicazioni incomplete potevano risultare fuorvianti per il consumatore, in quanto veniva sfruttata l’associazione inconscia secondo cui il termine “vegetale” è sinonimo di naturale e sano. Per fortuna, la nuova normativa impone ai produttori di specificare il tipo di olio o grasso utilizzato, ma è ancora possibile trovare in commercio prodotti alimentari con la lista di ingredienti non aggiornata.

Quindi, come comportarsi? Come sempre, “est modus in rebus”: un consumo consapevole rappresenta il primo passo per salvaguardare la nostra salute. Ciò significa che non dobbiamo demonizzare alcuni alimenti, ma essere consci del fatto che un’introduzione sconsiderata di certi prodotti può avere effetti avversi e che dobbiamo prediligere, ogniqualvolta sia possibile, il consumo di cibi dalle migliori qualità nutrizionali.

E’ sì un nostro diritto essere correttamente informati, ma anche nostro dovere informarci adeguatamente su ciò che mangiamo.

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Giovanni Cortile

Giovanni Cortile è un laureato in dietistica, con votazione di 110 e lode, presso l'Università Federico II di Napoli. Attualmente collabora con lo Studio “Fenix”, salute e benessere, di psicologia e medicina integrata, sito in provincia di Napoli. In qualità di socio dell'associazione SDeCA , Scienza Dieta e Corretta Alimentazione, partecipa a giornate di prevenzione, prendendo assiduamente parte a convegni e seminari in ambito nutrizionale. E' appassionato di sport ed ha conseguito il brevetto di allievo istruttore di nuoto presso la FIN, Federazione Italiana Nuoto.