Polifosfati? Meglio starne alla larga. Attenzione ai più piccoli!

Polifosfati? Meglio starne alla larga. Attenzione ai più piccoli!

Avete mai sentito parlare di polifosfati? Sapete di che si tratta?

I polifosfati sono dei composti inorganici che rientrano nella grande famiglia degli additivi alimentari. Trovano largo impiego nell’industria alimentare per la loro capacità di legare le molecole di acqua e di conseguenza di mantenere l’idratazione e la morbidezza dei cibi nel tempo. In questo modo gli alimenti non perdono acqua nelle fasi di stagionatura e conservazione e si presentano sempre uniformi in superficie e omogenei al taglio.

Tali additivi si ritrovano in moltissimi alimenti come salumi, insaccati, carni in scatola, formaggi spalmabili, prodotti da fast food, salse, snack, filetti di pesce congelati e surgelati. Proprio in questi ultimi vengono aggiunti per aumentare la ritenzione idrica dei tessuti in modo da aumentare il peso finale del prodotto e quindi anche il prezzo d’acquisto: sebbene non si possa propriamente parlare di frode alimentare, l’aggiunta di polifosfati può trarre in inganno il consumatore, che inconsapevolmente si ritrova ad acquistare un alimento ricco principalmente di acqua.

 

Prosciutto cottoI prodotti a base di carne, in particolare quelli ricomposti, sono gli alimenti in cui è più probabile che siano contenuti i polifosfati

 

Che effetto hanno sul nostro organismo?

 

I rischi dell’assunzione dei polifosfati non sono ancora ben documentati in letteratura. È stato visto però che tali sostanze, legandosi al calcio contenuto negli alimenti, interferiscono con l’assorbimento dello stesso minerale. Ciò può potare nel tempo ad una cattiva mineralizzazione ossea, in particolar modo nei bambini, o ad una perdita di massa ossea.

Proprio per questo i soggetti più a rischio sono i più piccoli che, non avendo ancora raggiunto uno sviluppo ottimale del tessuto osseo, possono risentire di un abituale consumo dei polifosfati.

Anche gli anziani rientrano nella categoria dei soggetti maggiormente a rischio poiché presentano una fisiologica riduzione della massa ossea e di conseguenza gli effetti derivanti dal consumo di questi additivi possono solo peggiorare tale condizione.

Inoltre, non va dimenticato che un consumo eccessivo di fosforo può avere ripercussioni negative sulla salute cardiocircolatoria: il fosforo inorganico degli additivi viene assorbito completamente e la sua assunzione non può essere trascurata.

 

Come ridurre l’assunzione di polifosfati?

 

Innanzitutto, è buona abitudine valutare la presenza dei polifosfati nei prodotti confezionati, leggendo attentamente la lista degli ingredienti riportati in etichetta, in modo da selezionare quelli in cui non sono stati aggiunti. Attenzione però, spesso questi additivi sono nascosti dietro le sigle E450 (difosfati), E451 (trifosfati) ed E452 (polifosfati).

Se avete voglia di un panino con il prosciutto o desiderate togliervi lo sfizio con una focaccia farcita di mortadella, dovete sapere che è preferibile scegliere prodotti fregiati del marchio DOP o IGP, che generalmente non ammettono polifosfati nel disciplinare di produzione. Questi ultimi hanno un prezzo più elevato, ma garantiscono qualità e sicurezza. Dovreste invece prestare attenzione ai salumi, insaccati e formaggi a basso costo o in offerta che contengono molto spesso polifosfati aggiunti. Teniamo sempre in mente che la nostra salute ne risente ed il benessere di domani dipende dalle scelte di oggi.

 

Marchi IGP e DOPGeneralmente, nei disciplinari di produzione dei prodotti a marchio IGP e DOP non è previsto l’uso dei polifosfati

 

Certamente, il ricorso agli additivi per migliorare le caratteristiche tecnologiche degli alimenti è una pratica antica, poichè da sempre l’uomo ha tentato di conservare il cibo il più a lungo possibile e ha cercato, nel corso dei secoli, nuove sostanze per migliorarne la sicurezza e le qualità. Negli ultimi decenni è enormemente aumentata non solo la tipologia, ma anche la quantità di queste sostanze che il consumatore occidentale assume quotidianamente.

Tutti gli additivi alimentari ammessi nell’Unione Europea sono sottoposti a controlli e ritenuti sicuri nelle dosi raccomandate, ma chi ci dice quanti ne consumiamo ogni giorno?

Anche se difficile, non è impossibile trovare tante alternative naturali agli additivi artificiali: è noto ad esempio che alcune spezie hanno una capacità antiossidante pari a quella di alcuni additivi utilizzati a questo scopo. Tutti noi abbiamo bisogni di nutrirci, ma soprattutto di nutrirci di cibi sicuri e sani: gli alimenti contenenti ingredienti naturali e non sottoposti a processi industriali che ne alterano le proprietà organolettiche possono soddisfare pienamente e con ottimi risultati questa nostra primaria necessità.

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Giovanni Cortile

Giovanni Cortile è un laureato in dietistica, con votazione di 110 e lode, presso l'Università Federico II di Napoli. Attualmente collabora con lo Studio “Fenix”, salute e benessere, di psicologia e medicina integrata, sito in provincia di Napoli. In qualità di socio dell'associazione SDeCA , Scienza Dieta e Corretta Alimentazione, partecipa a giornate di prevenzione, prendendo assiduamente parte a convegni e seminari in ambito nutrizionale. E' appassionato di sport ed ha conseguito il brevetto di allievo istruttore di nuoto presso la FIN, Federazione Italiana Nuoto.