Pranzo: sai cosa mangi?

Pranzo: sai cosa mangi?

In quel di Bologna, le lasagne sono un vero motivo d’orgoglio. Questa tradizione emiliana, ormai celebre in tutto il mondo e riconosciuta come piatto tipico della gastronomia italiana, accompagna molti pranzi domenicali in famiglia. La massaia, armata di mattarello, tira l’impasto all’uovo fino a dar vita a sottili sfoglie, che verranno farcite con besciamella e ragù rigorosamente caserecci: il risultato è una pasta al forno gustosissima e succulenta, da far venire l’acquolina in bocca.

Ma per chi non ha tempo da dedicare alla realizzazione di questa vera opera d’arte salata, ecco che l’industria alimentare pensa a tutto.

 

A pranzo con le lasagne al forno

 

Tra le corsie del supermercato potreste quindi imbattervi nelle “Lasagne alla Bolognese Era Ora Despar“. Mentre facciamo riscaldare il forno, controlliamo nel nostro database di Edo il punteggio: con amarezza, scopriamo che si tratta di un misero 4,6 (*). Per spiegarci il motivo di tale disfatta, controlliamo dapprima l’elenco degli ingredienti:

 

Ragù 40% (pomodoro, carne di bovino 35% – 14% sul prodotto finito, olio di semi di girasole, cipolle, concentrato di pomodoro, sale, carote, sedano, amido di mais, zucchero, aglio, aromi), besciamella 36% (latte intero reidratato, farina di grano tenero, olio di semi di girasole, burro, sale, noce moscata), semola di grano duro, formaggi, uova 2,5%.

 

Di primo acchito, non notiamo ingredienti equivoci o sospetti; tuttavia, andando a sfogliare la schermata dei Pro & contro, qualche avvertenza in rosso attira subito la nostra attenzione.

 

Lasagne

 

Innanzitutto, nel prodotto sono contenuti aromi di sintesi, ovvero aromi prodotti in laboratorio a imitazione delle sostanze aromatiche che possiamo trovare in natura: il loro scopo è di migliorare o potenziare il gusto, a volte in maniera artificiosa.

I carboidrati, a dispetto di quello che ci aspetteremmo dalla nostra porzione di lasagne da 250 g, non sono in realtà sufficienti per un pranzo degno di tal nome: essi rappresentano solo il 10,3% della quantità totale giornaliera, una percentuale un po’ scarna considerando che il pranzo è il pasto dominante nella nostra dieta. Gli amidi complessi, come ci ricorda la famosa piramide alimentare, devono costituire le fondamenta della nostra alimentazione quotidiana: senza di loro, il corpo non riceve la giusta quantità di carburante per far funzionare correttamente tutti gli organi.

Al contrario, gli zuccheri semplici dovrebbero essere introdotti in quantità controllata: ahinoi, col nostro piatto di lasagne fumanti davanti agli occhi dobbiamo sapere che introdurremo circa il 27,1% dell’ammontare giornaliero di zuccheri. Questi provengono certamente dal pomodoro, dalle verdure e dal latte, ma possiamo notare anche l’indiscreta presenza del comune zucchero: mai fidarsi dell’apparenza salata, anche un primo piatto può nascondere quantità non trascurabili di glucidi semplici!

Passando alla disamina dei grassi, scopriamo che la nostra porzione ci copre ben il 33,6% del fabbisogno quotidiano di lipidi. Ciò non stupisce, dal momento che troviamo ben 3 voci riconducibili ai grassi: l’olio di semi di girasole compare per due volte e verso la fine dell’elenco fa capolino anche il burro.

Per non rischiare di introdurre una quantità esagerata di grassi, dovremo prestare particolare attenzione a ciò che consumeremo nell’arco della giornata. Anche i saturi contenuti in questa porzione, apportati da carne, latte intero, burro, formaggi e uova, coprono una bella fetta di fabbisogno: per la precisione, il 22,7% del totale.

Le fibre rasentano quasi il 13% dell’ammontare raccomandato, motivo per cui dovremmo far seguire alla nostra portata anche un contorno di verdura: occhio al condimento però, non possiamo permetterci di esagerare con l’olio!

E se finora la composizione del nostro pranzo, fatta eccezione per qualche pecca, non ci sembrava poi così male, purtroppo la nostra indulgenza deve capitolare sotto il peso del sale: con l’ultima forchettata assumiamo ben il 51,2% della quantità consigliata di sodio! Se le nostre papille gustative sono in festa, lo stesso di certo non potremmo dire per i nostri vasi sanguigni.

E le calorie? Questo pranzo dall’aspetto sontuoso in realtà copre solo il 19% del nostro fabbisogno calorico: può sembrare paradossale, ma tale percentuale non si addice bene ad un pranzo, che dovrebbe normalmente garantire il soddisfacimento del 35-40% dell’energia totale. Inoltre, tali calorie non sono equamente distribuite, in quanto gli amidi complessi sono stati scalzati dai grassi.

Risultato: digestione lunga ed impegnativa e poco rifornimento efficiente per le cellule.

Dunque, questo prodotto dovrebbe essere portato di rado sulle nostre tavole e riservato ad occasioni straordinarie; magari, se vogliamo fare uno strappo alla regola, faremmo meglio a concederci un peccato di gola in un’accogliente osteria bolognese.

Come sempre, il punteggio di Edo ci aveva avvertito: “uomo avvisato… mezzo salvato”!

 

 

(*) punteggio calcolato sul fabbisogno di un uomo di 26 anni

Photo Credits: Guidecucina.pianetadonna , Mimiecoco

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