Prodotti a km 0? Solo PRO

Prodotti a km 0? Solo PRO

I prodotti a km 0, detti anche a filiera corta, sono caratterizzati, come dice appunto la parola, dal fatto che non percorrono chilometri e chilometri prima di arrivare sugli scaffali del supermercato e sulle nostre tavole. Infatti, vengono venduti e consumati nello stesso luogo di produzione.

Negli ultimi anni, abbiamo avuto modo di osservare che la tendenza al consumo di prodotti a km 0 sta riscontrando un grande successo e sta richiamando l’attenzione di un numero sempre più alto di persone.

 

L’interesse verso i prodotti a km 0 è in crescita

 

Questa crescente richiesta di prodotti del territorio è un vero e proprio ritorno al passato. D’altronde, fino a qualche decennio fa, la maggior parte delle famiglie possedeva un piccolo orto dove poter coltivare i vegetali per uso domestico oppure era normale fare la spesa dai contadini del paese, dal macellaio di fiducia o dal piccolo negozio di alimentari sotto casa.

 

Alimentazione a km 0La scelta dei prodotti a km 0 è un pò come un ritorno al passato, quando i vegetali si coltivavano direttamente negli orti di casa

 

Di conseguenza si consumavano gli alimenti in base alla stagionalità e si rispettava l’ambiente.

Oggi invece nei supermercati è molto facile reperire alimenti di qualsiasi genere, di origini anche molto lontane e in qualsiasi momento dell’anno: fenomeno che ci induce a consumare prodotti ortofrutticoli anche in periodi atipici (avete mai mangiato le fragole per Natale?).

Moltissime di queste materie prime provengono da paesi lontani ed arrivano nel nostro carrello della spesa dopo aver viaggiato per svariati chilometri e, di conseguenza, dopo aver consumato carburante ed emesso gas inquinanti derivanti dai mezzi di trasporto utilizzati.

Basti pensare che un chilo di pesche originarie del Cile percorre ben 13 mila chilometri per raggiungere il nostro supermercato di fiducia e consuma, lungo tutto il tragitto, 17,4 kg di CO2! Altro Se consideriamo invece un chilo di ciliegie argentine, queste percorrono 12 mila chilometri e consumano 16,2 kg di CO2 mentre i meloni del Brasile percorrono 11 mila chilometri e consumano 15 kg di CO2.

Questi sono solo piccoli dati che però ci aiutano a capire come la nostra alimentazione e le scelte che la riguardano abbiano un fortissimo impatto sull’ambiente, tanto da rendere il “sistema alimentare” un vero e proprio fattore inquinante.

 

Quali sono dunque i vantaggi dei prodotti a km 0?

 

L’alimentazione a km 0, invece, prevedendo il consumo di alimenti di stagione e del territorio, riduce al minimo il ricorso ai trasporti ed è meno inquinante.

 

VerduraL’acquisto di prodotti a km 0 offre numerosi vantaggi, sia in termini di salute che di ecosostenibilità

 

In definitiva è possibile definire la produzione a km 0 ecosostenibile, per diversi motivi: per prima cosa (e come già accennato) si verifica un’ingente riduzione dell’emissione di CO2 e di gas inquinanti grazie alla diminuzione drastica dei trasporti – oggigiorno effettuati principalmente su gomma -; si promuove il risparmio di acqua ed energia per i processi di lavaggio e confezionamento, ed infine è riscontrabile una forte limitazione o addirittura eliminazione degli imballaggi in plastica o in cartone.

Vi sono poi dei vantaggi nutrizionali non trascurabili: i prodotti di stagione e del territorio mantengono intatte tutte le caratteristiche organolettiche ed anche il contenuto di macro e micro nutrienti rimane illeso. Difatti tutti i trattamenti industriali, le metodiche di conservazione e i periodi più o meno lunghi di stoccaggio determinano generalmente una perdita di vitamine, minerali e di altri importanti composti volatili.

I vantaggi lambiscono anche il delicato terreno della sicurezza alimentare: i prodotti italiani sono molto controllati, mentre lo stesso discorso non è sempre valido per le merci provenienti da altri paesi, che possono essere soggette a normative meno rigorose di quelle nostrane. Di conseguenza, scegliendo prodotti locali, riduciamo il rischio per la salute, evitando, ad esempio, concimi o conservanti non consentiti in Italia che potrebbero determinare conseguenze a breve o lungo termine.

Da ultimo, non possono essere dimenticati i vantaggi economici: l’eliminazione dei trasporti abbatte il costo del prodotto fino al 30%, consentendo un bel risparmio nel bilancio economico familiare mensile.

A fronte di ciò dobbiamo impegnarci nell’attuazione di un’alimentazione a filiera corta tramite le scelte quotidiane, in modo da essere di esempio anche per i più piccoli, che possono così imparare a salvaguardare la salute presente e futura di se stessi e dell’ambiente. I bambini fin da subito dovrebbero essere educati a preferire gli alimenti di stagione e locali, affinchè tali comportamenti consapevoli ed etici si consolidino fino a diventare abitudini ben radicate, una parte irrinunciabile del proprio modo di vivere.

 

Photo credits: Foodsafety.news21 , Ozarksliving , Media.safebee

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Giovanni Cortile

Giovanni Cortile è un laureato in dietistica, con votazione di 110 e lode, presso l'Università Federico II di Napoli. Attualmente collabora con lo Studio “Fenix”, salute e benessere, di psicologia e medicina integrata, sito in provincia di Napoli. In qualità di socio dell'associazione SDeCA , Scienza Dieta e Corretta Alimentazione, partecipa a giornate di prevenzione, prendendo assiduamente parte a convegni e seminari in ambito nutrizionale. E' appassionato di sport ed ha conseguito il brevetto di allievo istruttore di nuoto presso la FIN, Federazione Italiana Nuoto.