Quanta frutta c’è nel mio succo?

Quanta frutta c’è nel mio succo?

Un problema non trascurabile, ma di cui si sente poco parlare, è il livello di salubrità che caratterizza le bevande zuccherate a base di frutta di cui gli scaffali del supermercato abbondano. Ce ne sono di moltissimi tipi, al gusto di qualsiasi frutto possa venirci in mente, singoli o combinati tra di loro e con altri ingredienti particolari, come i fiori. Ma quanto una bevanda a base di succo di arancia, ad esempio, può essere paragonata ad una spremuta fatta in casa o ordinata al bar?

Siamo abituati a considerare la frutta, così come la verdura, come un’icona del benessere: è noto, infatti, che una dieta ricca di frutta e verdura sia indispensabile per raggiungere e mantenere un adeguato stato di salute.

A tal proposito, l’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) nelle sue Linee Guida per una sana Alimentazione, suggerisce proprio di consumare almeno 2-3 porzioni di frutta quotidianamente. Questo perché la frutta è una importantissima fonte di fibre, vitamine e sali minerali, nonché di sostanze antiossidanti e protettive per il nostro organismo.

succoLa Fondazione Veronesi, da sempre impegnata nel campo della salute, consiglia di assumere 5 porzioni e 5 colori

 

Frutta = Benessere?

 

Questa associazione mentale ci risulta ovvia, ma se da una parte, è corretto pensare in questo modo, dall’altra si è generata nei consumatori una convinzione, piuttosto radicata, che qualsiasi prodotto riporti la dicitura “frutta” o rimandi a questo concetto, sia un prodotto salubre.
Purtroppo, non è sempre così, cerchiamo di capire qualcosa in più.

Attraverso l’etichettatura e la definizione di succhi di frutta e di prodotti simili (Dir. 20 Dicembre 2001 n°112 e successive modifiche), l’Unione Europea ha decretato che si può parlare di succo di frutta in presenza di un prodotto in cui la percentuale di frutta sia pari al 100%, senza aggiunta di acqua. Non viene però vietata l’aggiunta di zucchero, con l’adeguata dicitura in etichetta. Possiamo invece parlare di nettare di frutta quando la percentuale di frutta contenuta nel prodotto è 50%, con un massimo di 20% di zucchero addizionabile . Poi ci sono le bibite o bevande a base di frutta con una percentuale di frutta che non può essere inferiore al 12% e, infine, le bibite cosiddette di fantasia in cui possono esserci percentuali di frutta ancora più basse o soltanto aromi che riproducano il sapore della frutta.

 

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L’isovalerianato di etile viene usato come aroma di pesca

 

E’ lecito chiedersi: se nel mio succo, la frutta è così poca, cos’altro c’è?

 

Beh sicuramente acqua, per la maggior parte e, ovviamente, zuccheri che  derivano in parte dalla frutta in cui sono naturalmente contenuti, ma di certo se la quantità di frutta usata è così bassa, la maggior parte sono aggiunti al momento della preparazione del prodotto.

 

Ma cosa ci fanno questi zuccheri?

 

Il tema degli “zuccheri aggiunti” assume sempre maggiore importanza e suscita un grande interesse. È noto che questi determinano un aumento della glicemia, ossia dello zucchero presente nel sangue. Nulla di cui preoccuparsi, questo avviene normalmente nel nostro organismo, ma cosa succede se costantemente assumiamo zuccheri in eccesso? L’aumento eccessivo di un picco glicemico, oltre a farci percepire il senso della fame, a lungo andare può portare alla comparsa di condizioni patologiche, anche gravi come obesità e diabete.

 

In alcuni casi, un bicchiere copre il 20% del fabbisogno giornaliero di zuccheri!

 

Lo sciroppo d’aceroIn alcuni casi si può arrivare fino 200 g di zucchero per litro

 

Come sempre è importante una mediazione tra quello che è corretto dal punto di vista nutrizionale e ciò che ci piace. Concedersi ogni tanto un bicchiere di una rinfrescante bevanda zuccherina non crea alcun problema ad una persona in buono stato di salute.

Infatti non c’è bisogno di eliminare categoricamente questo genere di bevande dalla nostra alimentazione, soprattutto se normalmente si segue una corretta e sana alimentazione. Come sempre è importante una mediazione tra quello che è corretto dal punto di vista nutrizionale e ciò che ci piace. Tenendo ben presente che preferire la frutta fresca a una bevanda a base di frutta da certamente alcuni vantaggi in più (un maggior senso di sazietà, un apporto di sostanze benefiche e di fibre che aiutano anche a modulare l’assorbimento degli zuccheri).

Un’ultima considerazione su come scegliere quali prodotti acquistare. Sicuramente, ora che sappiamo, potremmo evitare di farci trascinare da immagini bellissime e coloratissime riportate sulle confezioni che spesso distraggono l’attenzione da ciò che è davvero importante. Leggere l’etichetta per sapere, innanzitutto, la percentuale di frutta che c’è nella bevanda è già un primo passo. Non dimentichiamo di controllare anche a quella degli zuccheri. Un occhio di riguardo, poi, alla lista degli ingredienti, in cui sono riportati, oltre agli zuccheri aggiunti, gli eventuali additivi, conservanti, coloranti ed edulcoranti presenti. Anche questi sono un’indicazione importante per capire quali prodotti siano più adatti alle nostre esigenze!

 

Photo Credits: Janeskitchenmiracles

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Mattia Guadagno

Ho 24 anni e sono laureato in Tecnologie Alimentari, attualmente in procinto di intraprendere un percorso di laurea magistrale in Biologia della Salute. Ho la passione per le materie scientifiche, soprattutto affini alla nutrizione umana, alla biochimica ed alle tecnologie alimentari. Sono un ragazzo sportivo e appassionato di orticoltura, che pratico come hobby nel tempo libero dallo studio e dal lavoro che svolgo per mantenermi gli studi.