Sai cos’è l’acido ascorbico?

Sai cos’è l’acido ascorbico?

L’acido ascorbico, noto come vitamina C, appartiene al gruppo delle vitamine idrosolubili le quali non possono essere accumulate nell’organismo, ma devono essere regolarmente assunte attraverso l’alimentazione. L’acido ascorbico protegge l’organismo dai radicali liberi, grazie alla sua ben nota azione antiossidante. Ma non è la sua unica caratteristica.

Questo acido organico è anche uno dei protagonisti principali di altri meccanismi del nostro organismo, tra cui il metabolismo del collagene, quello del ferro e della tirosina, la sintesi di ormoni, della carnitina e degli acidi biliari.

 

La formula dell'acido ascorbico o vitamina CL’acido ascorbico, meglio noto come vitamina C, è un antiossidante molto diffuso in natura

 

La potente azione antiossidante dell’acido ascorbico non si esplica soltanto nella lotta ai radicali liberi ma è fondamentale anche per il rafforzamento della risposta immunitaria, per la protezione nei confronti di cancro allo stomaco e all’esofago.

E se pensate che i suoi effetti benefici possano ridursi solo a questo, vi sbagliate. Eccovi un piccolo assaggio di quello che la vitamina C è in grado di fare.

• mantenere compatta e senza macchie la pelle
• prevenire l’acne
• prevenire i dolori articolari
• mantenere tonici i vasi sanguigni e i capillari
• prevenire lividi e couperose
• accelerare la cicatrizzazione delle ferite
• prevenire le malattie infettive
• difendersi dagli agenti inquinanti
• prevenire il rischio di cataratta
• ridurre gli effetti negativi dello stress.

Insomma è davvero una sostanza indispensabile per il buon funzionamento del nostro organismo.

 

Dove possiamo trovarlo e quanto ne occorre?

 

La vitamina C è contenuta soprattutto negli alimenti freschi: frutta e verdura con una maggiore concentrazione sono in arance, fragole, mandarini, kiwi, limoni, spinaci, broccoli, pomodori e peperoni. Per godere dei benefici dell’acido ascorbico, però, questi alimenti devono essere conservati non più di 3-4 giorni e consumati crudi o al massimo poco cotti, essendo tale vitamina sensibile al calore e all’ossigeno dell’aria.

Il fabbisogno giornaliero è di circa 105 mg per gli uomini e di circa 85 mg per le donne, quota che deve essere necessariamente aumentata per le donne in gravidanza. Ad esempio, un bicchiere (200 ml) di spremuta di arancia fornisce circa 88 mg di vitamina C, un piatto di pasta condita con 150 g di broccoli apporta circa 81 mg di acido ascorbico, mentre un contorno di peperoni ne fornisce ben oltre 200 mg!

 

I peperoni e i peperoncini sono molto ricchi di vitamina CPeperoni e peperoncini sono tra gli alimenti con più alto contenuto di vitamina C

 

Al giorno d’oggi, la carenza di vitamina C è una condizione piuttosto rara. Sia per l’abbondanza di frutta e verdura di cui possiamo disporre ma anche per gli innumerevoli prodotti arricchiti che consumiamo quotidianamente anche inconsapevolmente. In ogni caso la carenza di vitamina C esiste e provoca l’insorgenza dello scorbuto, una patologia in passato molto diffusa tra i marinai che vivevano sulle navi e non si cibavano di cibi freschi per mesi e mesi. I sintomi sono apatia, anemia e inappetenza cui fanno seguito altri segni come sanguinamento delle gengive, caduta dei denti, dolori muscolari ed emorragie sottocutanee

Non soltanto la carenza, ma anche un’assunzione eccessiva di acido ascorbico può determinare alcuni disturbi, come formazione di calcoli renali, o overdose di ferro, dal momento che la vitamina C ne favorisce l’assorbimento. I sintomi sono mal di testa, bruciori di stomaco, vomito, diarrea, gastrite e crampi addominali, ma anche debolezza, vertigini e vampate improvvise di calore.

Tuttavia, l’eccesso di vitamina C è una condizione molto rara, che può verificarsi per alte dosi assunte a scopo farmacologico (oltre 10 g/die) o per abuso di integratori; considerando l’idrosolubilità della molecola e il fatto che quotidianamente riusciamo a smaltire l’eventuale eccesso assunto attraverso le urine, senza che ci sia accumulo nei tessuti, è difficile che si verifichi una tossicità da vitamina C con la sola dieta.

E’ comunque importante sottolineare come una sostanza così importante per il nostro corpo, se assunta nelle dosi sbagliate, può provocare qualche problema alla nostra salute. Come diceva Paracelso “E’ la dose che fa il veleno.

 

Acido ascorbico come additivo

 

Le stesse proprietà antiossidanti svolte nel metabolismo umano sono largamente impiegate dall’industria alimentare. Secondo la definizione della normativa vigente, gli “antiossidanti” sono sostanze che prolungano la durata degli alimenti proteggendoli dal deterioramento provocato dall’ossidazione, che, ad esempio, provoca l’irrancidimento dei grassi.

La vitamina C possiede una forte azione riducente, in grado di bloccare tali fenomeni. Per questo motivo l’acido ascorbico (E300) e i suoi sali di sodio e di calcio (E301, E302) sono comunemente utilizzati come additivi alimentari antiossidanti.

Ma com’è possibile che queste sostanze possano proteggere i grassi se sono idrosolubili? Gli esteri dell’acido ascorbico (ascorbile palmitato o stearato di ascorbile) sono in realtà liposolubili e vengono utilizzati come antiossidanti per grassi ed oli di origine animale per prevenirne l’irrancidimento (E304).

 

La vitamina C è utilizzata anche come additivo antiossidante in molti prodotti alimentariIl potere antiossidante della vitamina C è largamente sfruttato dall’industria alimentare per proteggere gli alimenti dall’ossidazione

 

L’uso industriale di questi additivi è molto ampio. Sono impiegati per la preparazione di prodotti di salumeria di carne macinata preconfezionata, nel foie gras, in pesci, crostacei e molluschi non lavorati, nel latte disidratato o parzialmente disidratato. Si possono utilizzare anche per confetture, gelatine, marmellate, succhi e nettari di frutta e nella birra.

Esistono due forme di acido ascorbico, la L e la D che, dal punto di vista chimico, non sono molto diverse. Mentre per l’uomo la differenza è più rilevante. Infatti, sebbene entrambe abbiano azione antiossidante, soltanto una delle due forme (la L) ha la capacità di comportarsi come vitamina e svolgere tutte le funzioni di cui abbiamo parlato. Spesso la vitamina C aggiunta agli alimenti in qualità di additivo è, per così dire, della forma sbagliata.

Quindi ricordiamo che è importante scegliere accuratamente i nostri alimenti per assumere la giusta quantità e la giusta forma di vitamina C.

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Silvia Bigucci

Silvia Bigucci

Nel 2005 mi sono laureata in Dietistica presso l’Università degli Studi di Bologna con il massimo dei voti, Titolo della tesi "Soffrire per il cibo: Considerazioni generali sui Disturbi del Comportamento Alimentare". Nel 2006-2007 ho conseguito un Master di I° livello:“First Certificate of Professional Training in Eating Disorders and Obesity”, corso annuale teorico-pratico nel trattamento dei disturbi dell’alimentazione e dell’obesità (terapia cognitivo-comportamentale). Dal 2006 svolgo la mia attività libero professionale di Dietista in ambito privato (Bologna, Riccione, Rimini). Collaboro, con contratto libero professionale, come referente Dietista all’interno dell’ambulatorio dei Disturbi del Comportamento Alimentare dell’Azienda Ospedaliera S. Orsola Malpighi nell’UO di Neuropsichiatria Infantile (Prof. Emilio Franzoni), inoltre curo Gruppi di Psicoeducazione Alimentare con pazienti in regime di ricovero (Day-Hospital/ordinario) ed ho iniziato a collaborare con l’AISPED (Associazione Italiana Studio e Psicoterapia Eating Disorder) e con il Centro Arbor Vitae (Centro di psicologia e psicoterapia). Ho lavorato, inoltre, come Consulente Dietista presso la comunità di San Patrignano libera associazione ONLUS e lo scorso anno, ho conseguito l'attestato di Personal lifestyle trainer - Corso di Alta Formazione “Esperto nel miglioramento degli stili di vita”.