Sport Drinks: sono davvero indispensabili?

Sport Drinks: sono davvero indispensabili?

Il mondo degli sportivi è… appunto un mondo! Se si vuole diventare veri sportivi, leali ed in buona salute, bisogna prestare attenzione a molte insidie che si nascondono nell’universo sportivo. Il rischio di lasciarsi allettare da seducenti promesse e di fidarsi di chi promuove il consumo di certi prodotti che vantano una discutibile utilità nel migliorare la propria prestazione e nel raggiungere particolari obiettivi con minor fatica, in un’ottica profondamente ristretta che non contempla la dimensione educativa, sociale e di salute fisica e mentale associate all’attività sportiva, non è poi così distante o irreale.

Oggi però non parliamo di integratori, ma di qualcosa che è accessibile non solo agli atleti professionisti e amatoriali, ma anche ad una vasta fascia di popolazione, inclusi i bambini: gli sport drink!

La diffusione di queste bevande è sempre più dilagante, in molti casi guidata da messaggi ingannevoli o che generano false necessità: gli sport drinks sono venduti sugli scaffali di quasi ogni supermercato, nei bar, nei chioschi ed attirano molto il consumatore perché hanno un gusto gradevole, sono accattivanti alla vista per il loro colore (dal blu al giallo, dall’arancione al verde) e sono molto apprezzati d’estate consumati freschi, con la convinzione che possano dissetare e sostenere il corpo nelle giornate più calde: sicuramente il prezzo di vendita elevato è un ulteriore incentivo a credere che siano davvero utili e indispensabili.

 

Lo sport e gli sport drinkGli sport drink sono ormai molto diffusi, ma sono davvero necessari?

 

Il commercio di sport drinks ha preso piede prima negli Stati Uniti, poi in Canada ed infine in Europa: in Italia la fetta di mercato non è ancora molto grande, ma sta lentamente crescendo. Vi siete mai chiesti che cosa bevete?

 

Cosa sono gli sport drink?

 

Gli sport drink sono bevande pensate appositamente per reidratare lo sportivo impegnato in sforzi di lunga durata e, pertanto, apportano fluidi, energia e sali minerali in proporzioni adeguate per consentire un rapido assorbimento ed utilizzo da parte del corpo.

L’ingrediente sovrano di queste preparazioni è appunto l’acqua: essa è la componente principale del nostro organismo e se si pratica sport, soprattutto a temperature elevate, può essere persa in grandi quantità. Se l’acqua non viene adeguatamente rifornita possono insorgere i sintomi della disidratazione, riduzione della performance fisica, colpi di calore e alcune alterazioni metaboliche.

Al secondo posto, troviamo i carboidrati: gli zuccheri sono la fonte energetica più usata dai muscoli durante le attività intense. La mancata disponibilità di zuccheri aumenta il senso di fatica e riduce la performance sportiva, motivo per cui nelle attività di lunga durata devono essere reintegrati durante l’esercizio fisico, non solo dopo.

Accanto a fluidi e carboidrati, gli ingredienti protagonisti sono le sostanze elettrolitiche: sodio, potassio, magnesio e cloro sono persi con la sudorazione, perciò devono essere rimpiazzati.

L’apporto calorico di tali bevande varia in base alla quantità di carboidrati, solitamente si aggira intorno alle 20-30 kcal per 100 ml.

Se inoltre leggete attentamente l’etichetta nutrizionale, che spesso è riportata sul retro e in caratteri piccoli, potrete vedere che oltre ad ingredienti così semplici e naturali come acqua, zucchero e sali minerali, siano contenuti anche aromi, edulcoranti, come il sucralosio e l’acesulfame K, e coloranti, ad esempio il betacarotene per l’arancione, E133 per il blu brillante, E160a per i carotenoidi misti e quindi per il rosso, E104 o giallo di chinolina per il gusto lime.

 

Gli sport drink non contengono solo acqua e zuccheriGli ingredienti degli sport drink non sono soltanto acqua e zuccheri, ma possiamo trovare nelle formulazioni anche numerosi additivi

 

Questo è il punto dolente! Poiché sempre più spesso questi prodotti vengono assunti anche dai bambini, dovremmo ricordarci che tali bevande non sono nate per essere destinate a questa popolazione così delicata: i coloranti, sebbene siano da considerare sicuri nel limite di assunzione raccomandato, al pari di altri additivi alimentari autorizzati, possono avere delle conseguenze negative sulla salute dei più piccini: il Parlamento Europeo, dal 2008, ha optato per una forma di cautela, facendo inserire in etichetta la dicitura “Può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini”.

E se pensiamo che questi additivi non sono contenuti solamente in queste bevande, ma anche in alcune merendine, caramelle, succhi di frutta, che possono far parte dell’alimentazione quotidiana di un bimbo, è nostro dovere limitare le fonti di esposizione ed ingestione di sostanze controverse. L’edulcorante acesulfame K può essere impiegato perché ha un potere dolcificante molto elevato rispetto al normale saccarosio e non è metabolizzato dall’uomo: in questo modo, non fornisce calorie e non influenza la glicemia.

E se vi chiedete perché queste bevande hanno tutte un loro “gusto”, dovreste sapere che il motivo risiede nella capacità di stimolare la sete: l’atleta sotto sforzo suda, sorseggia lo sport drink, continua a berlo, lo finisce e ne vorrebbe acquistare un altro, proprio perché è un induttore di sete. Il business di questi prodotti, tra l’altro costosi, non è certamente un fattore da trascurare!

 

Gli sport drink sono una reale necessità?

 

A questo punto è doveroso ricordare che la maggior parte delle persone che pratica attività fisica non necessita di zuccheri o elettroliti aggiuntivi: spesso le attività amatoriali (ad esempio una partita di pallavolo o una seduta in palestra) richiedono un impegno inferiore ad un’ora. Una corretta idratazione con acqua e una alimentazione equilibrata, ricca in frutta e verdura, sono normalmente sufficienti a sostenere le perdite e le necessità dell’organismo, senza dover ricorrere a formulazioni particolari.

Per un professionista o uno sportivo a livello agonistico, impegnato in attività fisiche prolungate anche per 3-4 ore di seguito, è certamente importante assicurarsi di assumere un giusto apporto di acqua, energia e minerali: ma gli sport drink sono la soluzione ideale? O esiste qualche alternativa, meno costosa e fai da te?

La risposta è sì!

Un aiuto proviene dal cibo naturale: una buona bevanda di recupero è rappresentata dal latte di mucca, se ovviamente non si è allergici alle proteine o intolleranti al lattosio. Esso contiene acqua, proteine e carboidrati, oltre a vitamine e minerali.

 

Latte e sportIl latte può essere un’ottima bevanda per facilitare il recupero dopo l’attività sportiva

 

La ricetta di uno sport drink “home made” è stato pubblicata sul “Nancy Clark’s Sports Nutrition Guidebook”; è facilissima da fare in casa ed è a base di:

55 g di zucchero
1 g di sale
250ml di acqua calda
250 ml di succo d’arancia
mezzo limone spremuto
800 ml di acqua fredda.

Altre alternative più gustose possono essere a base di ananas e sedano:

400g di ananas
1 gambo di sedano
250 ml di acqua calda
200g mandarini;

oppure con arancia e sciroppo di agave:

250 ml di succo di arancia
250 ml di acqua calda
30 g di sciroppo di agave
200 g di mandarini
1 pizzico di sale integrale.

Per preparare il vostro sport drink con il giusto dosaggio di sali minerali, assicuratevi che l’acqua sia minerale naturale e con residuo fisso a 180° di almeno 500 mg/L.

Vedrete che troverete lo stesso giovamento, senza additivi superflui e con un notevole risparmio per il vostro portafoglio.

Piccola nota: sport drink è ben diverso da energy drink. Quest’ultimo termine include quelle bevande contenenti altre sostanze che eccitano il sistema nervoso, come caffeina e taurina, guaranina e vitamine del gruppo B. Occhio alla differenza!

 

 

Photo Credits: Dialog.scarborough , Amind4adventure , Consumatorenews , Pechiro.blogspot

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Mara Cazzola

Mara Cazzola

Mi chiamo Mara Cazzola, ho 25 anni e sono dietista e nutrizionista. La mia formazione si è basata soprattutto sulla dietetica in Nefrologia, vale a dire le malattie renali con lo scopo di prevenire la malnutrizione specialmente nel paziente nefropatico anziano. Mi piace la tecnologia, scrivere e informare le persone, amo lo sport e la vita sana. Amo la mia professione perché per rivolgersi a un dietista non serve per forza essere affetti da qualche patologia: è una figura professionale che incita, supporta soprattutto se siamo nel campo dell’alimentazione dello sport. Sono fermamente convinta che l’uomo rispecchi ciò che mangi: se mangiamo bene ed in modo equilibrato e consapevole, siamo persone migliori, piacciamo di più a noi stessi….e di conseguenza piacciamo di più agli altri.