Tonnarelli cacio e pepe: come cucinarli?

Tonnarelli cacio e pepe: come cucinarli?

I tonnarelli cacio e e pepe sono un piatto tipico della tradizione romana: tra le immancabili mete di una visita nella nostra capitale c’è anche una cena al Testaccio, uno dei più famosi rioni popolari della città, dove prosperano ristoranti e vecchie locande in cui gustare questo piatto.
 

cacio e pepeNell’immagine: tonnarelli cacio e pepe

 
Come la maggior parte delle pietanze d’antica origine è a pieno titolo una ricetta povera: gli ingredienti sono solo la pasta all’uovo, il pecorino Romano DOC ed il pepe. Nessuno di essi, nemmeno in passato, è stato raro. Secondo la tradizione era un “piatto da pastori”, sebbene c’è chi sostiene che il pepe per essi fosse un ingrediente troppo caro. Ma come si prepara? Vediamolo insieme..
 

Tonnarelli cacio e pepe: la ricetta

 

  • 320 g di tonnarelli
  • 200 g di Pecorino Romano DOC
  • pepe nero finemente pestato al mortaio

 
Procedimento
 

Lessate i tonnarelli in acqua leggermente salata e nel frattempo versare in un’ampia terrina di vetro il pecorino romano grattugiato fresco ed il pepe nero pestato. Mantecate il cacio con 16 g di acqua riscaldata a circa 50 °C. Raccogliete la pasta ancora al dente con l’aiuto di un mestolo forato e versatela nella ciotola con la crema di pecorino. Condite bene, unite due mestoli di acqua di cottura e continuate a rimestare per amalgamare bene. Ricordate di servire subito caldo.La semplicità degli ingredienti, tuttavia, non deve trarre in inganno: per servire in tavola una vera esperienza di gusto serve dedicare la giusta attenzione al momento della “mantecatura” degli ingredienti.Mantecare significa: lavorare sostanze grasse fino a ottenere un composto morbido e cremoso. Un buon risultato non è proprio facile da raggiungere: il Pecorino Romano DOC grattugiato di fresco va lavorato in un’ampia terrina con il pepe pestato al mortaio e con acqua calda. Qualche esperimento in cucina condotto da Dario Bressanini, Docente di Scienze chimiche e ambientali all’Università dell’Insubriae, è servito a dimostrare che i migliori risultati si ottengono aggiungendo 20 g di acqua ogni 25 g di “cacio” e che la cremosità ottenuta è migliore scegliendo acqua calda alla temperatura di 50 °C piuttosto che l’acqua di cottura della pasta.
 
Alla crema ottenuta va aggiunta la pasta “al dente” e “raccolta” con un mestolo forato o con un forchettone, piuttosto che scolata. A questo punto servirà aggiungere un paio di mestoli di acqua di cottura e rimestare fino ad ottenere una perfetta amalgama degli ingredienti.
La pasta così preparata dev’essere servita subito, calda e cremosa: questo accorgimento è tanto importante quanto fare una buona mantecatura.
 
Dal punto di vista nutrizionale i tonnarelli cacio e pepe sono un piatto unico: ogni porzione apporta una sufficiente quota di carboidrati grassi e proteine. I tonnarelli sono “spaghettoni” all’uovo e dunque contribuiscono bene ad arricchire il piatto, il cacio fà il resto. Una nota particolare forse la merita l’apporto di colesterolo di questo piatto: tra quello contenuto nei tuorli e quello del formaggio una porzione apporta già il 73% della massima quantità giornaliera di colesterolo consigliata. Ciò non significa dovervi rinunciare ma fare scelte consapevoli nel resto della giornata. Una di queste potrebbe essere quella di completare il pasto solo con una misticanza di verdura fresca condita con olio extra vergine di oliva e aceto.
 
PhotoCredits: News FidelityHouse ; Chow ;

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Pin on Pinterest0Share on LinkedIn0Share on Tumblr0Email this to someone

Commenti

commenti

Francesca Antonucci

Francesca Antonucci

Farmacista e consulente nutrizionale appassionata di ricette, ingredienti e di Dieta Mediterranea, secondo il suo reale significato. Leggo e scrivo di cucina e nutrizione prima di tutto per passione per la salute e la prevenzione. Ed è proprio dalla passione che è nato Mistofrigo