Il vino fa buon sangue?

Il vino fa buon sangue?

Bianco, rosso , rosè, dolce, secco, fermo o frizzante…molteplici e innumerevoli sono le caratteristiche e le definizioni che accompagnano questo prodotto ottenuto dalla trasformazione dell’uva, che fin dalla notte dei tempi ammalia e strega l’uomo.

 

Il vino: antico protagonista di detti popolari

 

Per sottolineare l’eterno e costante interesse nei confronti del vino da parte del genere umano, basti pensare ai numerosi detti popolari, di cui è permeata la nostra cultura, o le numerose citazioni e aforismi dei letterati di tutto il mondo: in vinum veritas declamava un famoso detto latino, “nella botte piccola c’è il vino buono” asserisce un proverbio popolare, “il vino è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo” celebrava Ernest Hemingway. Si potrebbero riempire pagine e pagine di queste frasi e osservazioni ma per il momento, fermiamoci un istante per analizzarne due in particolare: “vino rosso fa buon sangue” e “un bicchiere al giorno toglie il medico di torno”.

 

Cos’è il “paradosso francese”?

 

Famoso e controverso è, a proposito dell’ambito salutistico, il “paradosso francese”: sebbene la popolazione transalpina abbia un dieta ricchissima di acidi grassi saturi che portano alla formazione di colesterolo, tuttavia, confrontata con la popolazione americana, presenta un’ incidenza relativamente più bassa di disturbi alle coronarie. Ciò sarebbe imputabile al consumo di vino.
In base ad alcune ricerche scientifiche infatti è stato appurato un legame tra il consumo del vino e la diminuzione del 31-33% di alcune patologie cardiovascolari come l’insufficienza cardiaca.

 

Alcuni studi hanno spiegato questo risultato sottolineando l’effetto di un apporto moderato di alcol (meno di 4 grammi di etanolo al giorno, cioè tre bicchieri) sia sul colesterolo che sulla fluidità del sangue, ma ciò non basta per spiegare il fenomeno, che è allo stesso tempo avvolto da un’aurea di mistero ed è oggetto di accesi contrasti nel modo scientifico.
In generale un uso moderato di alcol può avere un ottimo impatto sulla salute , anche se, un consumo moderato più specificatamente di vino, porta maggiori benefici.

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Il termine “paradosso francese” fu coniato da Serge Renaud, scienziato dell’Università di Bordeaux e mette in relazione il consumo di vino rosso e la bassa incidenza di malattie coronariche nella popolazione francese

 

Questo perché il vino contiene sia polifenoli, più specificatamente tannini, (composti chimici presenti nella buccia dell’acino, ritenuti particolarmente protettivi contro i problemi cardiovascolari), sia il resveratrolo (composto chimico che ha proprietà protettive verso il sistema circolatorio).

 

Inoltre è da sottolineare il fatto che il vino rosso abbia una concentrazione di queste sostanze superiore rispetto al vino bianco. Questa differenza è giustificata dal fatto che la maggior parte di questi composti chimici ”benefici” deriva dalla bucce: il vino bianco a differenza di quello rosso è ottenuto dalla fermentazione del mosto senza che quest’ultimo venga a contatto con le bucce.
Se fossero solo queste le peculiarità e le caratteristiche di questo prodotto, la definizione “nettare degli Dei” non sarebbe mai stata usata in modo più appropriato, ma, ahimè, ci sono aspetti delicati e negativi di cui è meglio essere a conoscenza.

 

E dal punto di vista nutrizionale?

 

Partendo dall’aspetto prettamente nutrizionale è da sottolineare che il vino non è decisamente una bevanda dietetica: se un grammo di proteine equivale a 4 kcal e un grammo di grasso equivale a 9 kcal, un grammo di alcol (alcol etilico o etanolo) corrisponde a 7 kcal. Non è quindi generalmente consigliato in un’alimentazione ipocalorica.

 

 vino-e-saluteI polifenoli contenuti in un bicchiere di vino rosso possono aiutare a ridurre il rischio della comparsa di malattie cardiovascolari

 

Da notare infine che gli effetti benefici del vino sono sempre associati ad un consumo moderato, accompagnato da attività fisica, infatti un abuso nel consumo di alcol può portare ad una vera e propria dipendenza (alcolismo) e all’insorgenza di patologie come la cirrosi epatica. Inoltre un elevato consumo di alcolici è uno dei fattori, insieme al fumo, che secondo la FIALPO (Federazione Italiana delle Associazioni di Laringectomizzati e Pazienti Oncologici), sarà responsabile della diagnosi di 12 mila casi di individui colpiti da tumori alla testa e al collo.
Questi preoccupanti numeri devono giustamente allarmare ma, allo stesso tempo, devono insegnare che, come per il vino, un qualsiasi consumo eccessivo di un qualsiasi prodotto alimentare può portare all’insorgenza di problemi o patologie.

 

I nostri antenati romani, forse più bravi a parole che a fatti per la loro propensione ad eccessi e bagordi, ci hanno lasciato tuttavia un insegnamento che ben ci può indirizzare ad un giusto consumo del vino: “in medio stat virtus”, la virtù sta nella misura e nella moderazione…

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Francesco Gardelli

Laureato in scienze e tecnologie alimentari e collaboratore di un laboratorio che si occupa di analisi alimentari. Appassionato della storia, del folklore e dei prodotti enogastronomici tipici della mia terra e di tutte le regioni italiane,mi aggiro per sagre e feste paesane all'assidua ricerca di cibi sconosciuti o da altri millantati. Amante e pseudogiocatore amatoriale della pallacanestro, non ho ancora capito se mi da più soddisfazione un canestro da tre punti o una grigliata di mora romagnola.