A ciascuno il suo … tè

A ciascuno il suo … tè

Il è una delle bevande più consumate al mondo e possiede origini millenarie. Secondo la leggenda, fu un imperatore cinese a scoprirlo circa 4000 anni fa, ma solo nel 1600 d.C. inizia a diffondersi anche in Europa.

Fin dal principio la medicina cinese ha riconosciuto le sue doti curative, tanto da utilizzarlo per il trattamento di numerosi disturbi e oggi anche i nostri scienziati ne studiano le proprietà.

Esistono tantissime tipologie di tè – tutte ricavate dalle foglie della Camellia Sinensis – e ognuna di esse possiede determinate caratteristiche; in questo articolo ci soffermeremo su tre tipologie “di nicchia” rispetto a quelle di uso più comune (tè verde, nero e bianco), considerate particolarmente curative.

 

Oltre il solito tè

 

Iniziamo dal tè Oolong, conosciuto anche come tè blu o tè quing. Prodotto principalmente nella provincia cinese del Fujian e nello stato di Taiwan, è considerato una via di mezzo tra il tè verde (non ossidato) e il tè nero (completamente ossidato).

Questo tè, infatti, si ottiene dall’ossidazione parziale delle foglie: il processo viene interrotto non appena queste iniziano a cambiare colore e a scurirsi. La durata della fermentazione è ampiamente variabile, in base al grado di ossidazione e all’aroma che si vuole ottenere.

 

Tè oolong

“Oolong” significa letteralmente “drago nero”, per via delle sfumature verde-blu che si riscontrano nelle foglie

 

La maggior parte dei benefici che gli sono attribuiti è riconducibile al contenuto di polifenoli (soprattutto catechine); questi potrebbero agire a diversi livelli, esercitando molteplici effetti tra cui: protezione contro la carie, aumento della densità minerale ossea (e prevenzione, quindi, dell’osteoporosi), azione anti-allergica (test condotti su soggetti con eczema), azione anti-ipertensiva, regolazione dei livelli di glicemia (in associazione ai farmaci ipoglicemizzanti).

Altri studi suggeriscono che l’assunzione di tè Oolong può coadiuvare la perdita di peso, poiché i polifenoli e la caffeina andrebbero a regolare il metabolismo lipidico.

Un altro tè “della salute” proveniente dalla Cina è il Pu-Erh, conosciuto anche come tè rosso per il colore che dona al suo infuso. Prende il nome da una provincia situata nello Yunnan, sua zona di produzione.

Una peculiarità del Pu-Erh è la possibilità di consumarlo subito dopo la preparazione oppure dopo un periodo di maturazione che può durare anche diversi anni e gli permette di sviluppare un gusto molto particolare.

Nel primo caso si tratta di Pu-erh verde (Sheng Cha), caratterizzato da un’ossidazione assente o comunque molto bassa. Nel secondo caso parliamo di Pu-erh nero (Shu Cha), definito anche tè “post-fermentato” perché va incontro a una fermentazione operata da microrganismi che si sviluppano durante il processo stesso. La fermentazione, e quindi la maturazione del tè, influenza in maniera determinante la qualità del prodotto: più invecchia, maggiori saranno la qualità e il suo sapore.

 

Tè pu-erhGeneralmente, prima di essere messo in commercio, il Pu-Erh viene pressato nella tipica forma a disco

 

Per quanto riguarda i potenziali effetti benefici, sembrerebbe che questo tè sia in grado di accelerare il metabolismo, mantenere sotto controllo il colesterolo, favorire la digestione, ridurre la pressione arteriosa ed eliminare le tossine. Secondo una recente ricerca, il Pu-Erh potrebbe anche avere potenziali effetti anti-cancro.

Caffeina e teina, seppur presenti, si trovano in quantità minori rispetto a quelle contenute nel tè Oolong.

Il peculiare sapore di “terra bagnata”, non sempre gradito a tutti, ha indotto le aziende importatrici a produrre anche molte varianti di Pu-erh aromatizzato, per aumentarne il mercato presso il grande pubblico.

 

Rooibos: il “tè” rosso africano

 

Spostandoci in Sudafrica, troviamo il Rooibos, noto anche come Redbush o tè rosso africano. Esso è erroneamente definito tè perché, a differenza dei due precedenti, si ottiene da un’altra specie botanica, ovvero dalle foglie di Aspalathus linearis, leguminosa che cresce solo nella regione del Cederberg.

Un’altra differenza con le precedenti tipologie descritte è l’assoluta mancanza di caffeina al suo interno, per cui è adatto a qualsiasi momento della giornata, compresa la sera.

 

RooibosLa preparazione del Rooibos è analoga a quella del normale tè e l’infuso ottenuto possiede un sapore molto dolce, grazie al bassissimo contenuto di tannini

 

Il Rooibos vanta importanti proprietà benefiche, riconosciute anche dall’US Department of Agriculture (USDA). Anche in questo caso, i principali effetti salutari sono dovuti alla presenza di antiossidanti, che oltre a proteggere l’organismo dall’invecchiamento cellulare, sono preventivi nei confronti delle malattie cardiovascolari, stimolano il sistema immunitario e proteggono il fegato dall’accumulo di grassi.

L’elevato contenuto di polifenoli (in particolare di quercetina) gli conferisce anche proprietà antinfiammatorie, antivirali e antimutageniche. I flavonoidi contenuti in questo “tè”, inoltre, sono responsabili delle proprietà antispasmodiche, le quali lo rendono utile in caso di disturbi del tratto gastrointestinale; sempre grazie ai flavonoidi, possiamo aggiungere alla lista delle sue “virtù” l’azione broncodilatatrice e anti-allergica.

Nel Rooibos troviamo anche un rarissimo antiossidante, l’Aspalathin, che aiuta a mantenere costante i livelli glicemici nel sangue (migliora l’assorbimento del glucosio e aumenta la secrezione di insulina dopo i pasti). Inoltre, la vitamina C e il magnesio lo rendono particolarmente indicato a prevenire i malanni della stagione invernale, mentre calcio, manganese e fluoro aiutano a mantenere una buona struttura ossea e denti forti.

Il più delle volte, bevendo una tazza di tè, non ci soffermiamo a riflettere sulle molteplici proprietà benefiche di questo infuso, capace di rinforzare il nostro organismo come poche altre bevande naturali, nonostante la sua estrema “semplicità”. Molto spesso, anzi, è proprio questa la chiave di volta, come afferma anche Okakura Kakuzo, autore de Il libro del tè: “La filosofia del tè […] è economia perché dimostra che il benessere risiede nella semplicità piuttosto che nel complicato e pretenzioso”!

 

 

Photo Credits: IdeeGreen, Pinterest

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Silvia Cesarano

Silvia Cesarano

Ho conseguito dapprima la laurea in Dietistica e in seguito mi sono specializzata in Scienze della Nutrizione Umana presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. L'interesse nei confronti di tutto ciò che riguarda il cibo, la corretta alimentazione e la prevenzione è sbocciato intorno alla maggiore età, spingendomi a intraprendere questo percorso. Da piccola, convinta fosse un atto completamente superfluo, una delle mie domande di rito a tavola era "perchè dobbiamo mangiare?": ora potrei fare una lista di motivi per spiegarvelo.