Alcol e calorie nascoste

Alcol e calorie nascoste

Una birretta in compagnia degli amici, un buon calice di vino per rallegrare la cena, un aperitivo dopo il lavoro per rilassarsi e fare due chiacchiere: le occasioni per consumare bevande alcoliche sono veramente tante, soprattutto nel periodo estivo, quando la voglia di uscire e divertirsi è più contagiosa.

Sappiamo tutti, però, che con l’alcol non si può scherzare: grazie a diverse campagne di informazione molti luoghi comuni sono stati smontati (l’alcol non riscalda e non disseta, così come non aiuta la digestione o non “fa buon sangue”) e si è sempre più diffusa la consapevolezza circa l’importanza di bere con moderazione, per i ben noti effetti dannosi che l’alcol può avere sulla salute, con ripercussioni negative in particolare su fegato e sistema nervoso.

 

L’alcol e le “calorie vuote”

 

In effetti, secondo quanto rilevato dall’Istat (Istituto Nazionale di Statistica), negli ultimi 10 anni la diffusione del consumo di alcol è in diminuzione: questo dato ci fa ben sperare, tuttavia, non possiamo trascurare il fatto che il modello di consumo abbia subìto nel tempo profonde mutazioni.

 

Alcol e automobilisti Al di là della calorie inutili che l’alcol apporta, è importante ricordare che la giuda in stato di ebbrezza è ancora oggi una delle principali cause di morte tra i giovani

 

Possiamo infatti osservare anche nel nostro piccolo che l’abitudine di bere quotidianamente vino durante i pasti (pensiamo alla tavola imbandita dei nostri nonni, in cui una bottiglia di rosso non può mai mancare) è stata gradualmente scalzata dalla consuetudine di bere fuori pasto e per lo più in maniera occasionale, specialmente bevande alcoliche diverse dal vino; tale tendenza può risultare più pericolosa, in quanto aumenta il rischio di fenomeni di intossicazione acuta (la classica ubriacatura), specialmente tra i più giovani.

Ma al di là degli effetti più dannosi e deleteri indotti dall’abuso di alcol, vi è un’altra trappola tesa dai cocktails o, in generale, dalle bevande alcoliche che nemmeno i consumatori più moderati e misurati che si concedono saltuariamente il “piacere consapevole” di un drink possono eludere: le calorie nascoste.

L’alcol, infatti, apporta al nostro organismo ben 7 kcal per grammo: se pensiamo che 1 grammo di zucchero o di proteine sviluppa circa 4 calorie, mentre 1 grammo di grassi ne libera 9, è facile immaginare quanto siano “energetici” i nostri momenti conviviali a base di bevande alcoliche. Il problema principale, tuttavia, non risiede esclusivamente nella “quantità” di calorie indotte dall’alcol, bensì nella loro “qualità”: se infatti con i comuni alimenti assumiamo energia sotto forma di nutrienti utili al nostro corpo, con l’alcol introduciamo esclusivamente “calorie vuote“.

Avrete certamente sentito più volte questa espressione, ma cosa significa esattamente? Con il termine “calorie vuote” si vuole indicare il bizzarro fenomeno per cui, nonostante l’elevato apporto energetico, le calorie contenute nell’alcol non sono associate a nessun tipo di sostanza nutritiva, essendo per l’appunto prive di proteine e acidi grassi, per non parlare di vitamine e minerali.

 

Tabella con le calorie relative ai diversi alcoliciNella tabella sono riportate le calorie relative a specifiche quantità di ciascuna bevanda alcolica o superalcolica

 

Dunque, se quando mangiamo un panino con il prosciutto sappiamo che l’amido del pane viene scomposto in zuccheri semplici destinati ad un determinato percorso metabolico (ad esempio la glicolisi che produce energia per far carburare il nostro cervello), mentre le proteine del prosciutto vengono degradate per ottenere gli aminoacidi che servono a rimpiazzare le strutture organiche danneggiate, ma non possiamo dire lo stesso dell’alcol che introduciamo con il nostri drink.

 

Quando beviamo un bicchiere di caipiroska o di spritz che fine fa l’alcol?

 

Tutte le calorie, anche quelle alcoliche, in qualche modo devono essere spese: ecco dunque che, per motivi biochimici complessi, l’energia sviluppata dai nostri drinks viene impiegata per produrre grassi, che vanno ad accumularsi principalmente nel fegato. Accanto a tale fenomeno, a fronte della grande disponibilità di energia, si riduce l’utilizzo dei grassi nei tessuti periferici.

Il risultato? E’ ovvio: rischio di sviluppare un fegato grasso e di veder aumentare i nostri depositi di ciccia.

Oltre a ciò va considerato che, specialmente nei superalcolici e nei cocktails, le calorie complessive non dipendono solo dal grado alcolico, ma anche dalla quota zuccherina (naturalmente presente o derivante da sciroppi o succhi aggiunti): perciò, alle calorie vuote dell’alcol, si aggiungono quelle dello zucchero, in un mix capace di produrre una vera e propria bomba calorica.

 

Alcol e convivialitàL’alcol è spesso presente nei momenti di convivialità e, nell’allegria generale, si dimentica il più delle volte di prestare attenzione alle calorie che si ingeriscono

 

Facciamo qualche esempio. Se per accompagnare il nostro aperitivo prendiamo un bicchiere piccolo (200 ml) di birra chiara assumiamo circa 66 kcal, se invece scegliamo un mojito avremo ben 200 calorie per bicchiere; se brindiamo con un calice di spumante dolce (100 ml) introduciamo 90 kcal, mentre se in pizzeria ultimiamo il pasto con un bicchierino (40 ml) di limoncello assumiamo oltre 120 calorie.

Chi desidera perdere qualche chilo di troppo dovrebbe pertanto eliminare o perlomeno ridurre al minimo l’assunzione di alcol: le calorie degli alcolici vanno a sommarsi a quelle fornite dalla dieta, contribuendo così all’eccesso di energia e all’aumento di peso. Se proprio non vogliamo rinunciare ad una bevuta con gli amici, dovremmo prediligere alcolici a basso tenore alcolico, come la nordica birra (meglio evitare le birre scure o doppio malto, con una gradazione alcolica maggiore) o il nostrano e tradizionale vino (magari rosso, un po’ di polifenoli ed antiossidanti non possono guastare).

In ogni caso, anche in assenza di problemi di linea, è importante bere con moderazione: secondo le indicazioni del ministero della salute, gli uomini sopra i 18 anni possono consumare fino a 2 bicchieri da 125 ml di vino al giorno (oppure 2 o al massimo 3 lattine da 330 ml di birra), mentre le donne non dovrebbero bere più di 1 bicchiere di vino o 2 lattine di birra al giorno: è superfluo sottolineare che per ragazzi in età adolescenziale e donne in dolce attesa l’alcol dovrebbe essere bandito, così come le persone anziane devono prestarvi una particolare attenzione.

L’alcol riveste un ruolo molto importante nella nostra cultura e nella nostra vita di relazione, per cui può essere difficile rinunciarvi del tutto; in realtà, non è strettamente necessario privarsi di questo piacere, purchè la moderazione sia la nostra guida e il cibo il nostro alleato: non eccediamo le raccomandazioni (adottiamo lo slogan condiviso da tutta la comunità scientifica: less is better) e non beviamo mai a stomaco vuoto (ad un piatto di pasta – anche fredda per l’aperitivo – non si può mai dire di no)!

 

Photo Credits: Unadonna , Bioeticanews , Pianetablunews

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Silvia Bigucci

Silvia Bigucci

Nel 2005 mi sono laureata in Dietistica presso l'Università degli Studi di Bologna con il massimo dei voti, Titolo della tesi "Soffrire per il cibo: Considerazioni generali sui Disturbi del Comportamento Alimentare". Nel 2006-2007 ho conseguito un Master di I livello:"First Certificate of Professional Training in Eating Disorders and Obesity" corso annuale teorico-pratico nel trattamento dei disturbi dell'alimentazione e dell'obesità (terapia cognitivo-comportamentale). Dal 2006 svolgo la mia attività libero professionale di Dietista in ambito privato (Bologna, Riccione, Rimini). Collaboro, con contratto libero professionale, come referente Dietista all'interno dell'ambulatorio dei Disturbi del Comportamento Alimentare dell'Azienda Ospedaliera S. Orsola Malpighi nell'UO di Neuropsichiatria Infantile (Prof. Emilio Franzoni), inoltre curo Gruppi di Psicoeducazione Alimentare con pazienti in regime di ricovero (Day-Hospital/ordinario) ed ho iniziato a collaborare con l'AISPED (Associazione Italiana Studio e Psicoterapia Eating Disorder) e con il Centro Arbor Vitae (Centro di psicologia e psicoterapia). Ho lavorato, inoltre, come Consulente Dietista presso la comunità di San Patrignano libera associazione ONLUS e lo scorso anno, ho conseguito l'attestato di Personal lifestyle trainer - Corso di Alta Formazione "Esperto nel miglioramento degli stili di vita".