Cibi che… creano dipendenza

Cibi che… creano dipendenza

A tutti (o quasi) è piuttosto familiare (o perlomeno nota) la percezione di non sapersi controllare dinanzi alla vista di un cibo particolarmente stuzzicante; nonostante ciò, la notizia che patatine fritte, hamburger e altri peccati di gola non propriamente sani, per usare un eufemismo, possano innescare vera e propria dipendenza psico-fisica (oltre a rappresentare una minaccia per la linea e la salute), beh, forse risulta un po’ scottante.

Dovremmo sapere che il consumo perpetrato nel tempo di una vasta schiera di alimenti dallo scarso valore nutrizionale – per l’appunto definiti cibo spazzatura o all’inglese junk food – può indurre modifiche nel comportamento alimentare mediate dal rilascio di particolari ormoni e dall’attivazione di specifici circuiti cerebrali.

Gustare cibi ad alto contenuto di sale, grassi o zuccheri è associato ad un maggiore funzionamento di aree del cervello regolate dalla dopamina, neurotrasmettitore rilasciato in corso di attività piacevoli e che fanno stare bene: l’organismo conserva memoria di ciò, per cui tendiamo naturalmente a ricercare e a ripetere quei comportamenti che ci hanno fatto sentire gratificati e coccolati.

Il problema insorge quando la volontà non riesce più ad avere padronanza degli impulsi: non a caso, è stato coniato il termine di food-addiction, che ben mette in evidenza l’analogia biologica con altre forme di dipendenza.

Conoscenza e consapevolezza sono i presupposti vincolanti per poter gestire al meglio situazioni di questo tipo: sono numerosi i cibi che possono dare adito a dipendenza, ma non bisogna spaventarsi. Attenzione a tavola, attività fisica e vita ricca di interessi possono aiutare a interrompere ogni circolo vizioso.

 

Hamburger: quando si pensa al junk food, solitamente è lui il primo incriminato. In realtà, non necessariamente hamburger è sinonimo di cibo poco salutare (un panino composto da ingredienti semplici, freschi e selezionati, con tanto di verdure, può rivelarsi una bella sorpresa), ma l’hamburger per eccellenza è quello strafarcito con formaggio, salse, bacon e carni bisunte. Un tripudio di grassi e sale che può aprire la strada a eccesso di peso e ricerca sfrenata di gratificazione sensoriale.

 

Un hamburger – nelle sue diverse declinazioni – può arrivare a contenere più di 25 g di grassi e più di 2 grammi di sale per porzione; ciò significa, per entrambi i nutrienti, assumere circa il 40% del fabbisogno giornaliero. Un hamburger – nelle sue diverse declinazioni – può arrivare a contenere più di 25 g di grassi e più di 2 grammi di sale per porzione; ciò significa, per entrambi i nutrienti, assumere circa il 40% del fabbisogno giornaliero.

 

Cioccolato: degustare un quadretto di cioccolato può rappresentare un’innocua e confortante parentesi di relax. Nel cacao, tra l’altro, sono racchiuse molecole benefiche e protettive: il problema, però, subentra quando sfuggono di mano le quantità e, soprattutto, quando l’oggetto dei nostri desideri non è costituito dalla barretta fondente al 90% (difficile mangiarne più di pochi grammi!), ma da tavolette più ricche di zuccheri e grassi che di cacao stesso.

 

Patatine: la tentazione in persona. Quando si inizia a sgranocchiarne una, è finita: un intero pacchetto potrebbe non bastare! La dipendenza da patatine è indotta da un mix tanto geniale quanto letale di sapori esasperatamente forzati (con moltissimo sale, pensiamo che una porzione da 25 g – la classica busta piccola, per intenderci – può coprire anche oltre il 7% del nostro fabbisogno giornaliero di sodio) e da una consistenza croccante particolarmente gradita al nostro palato.

 

Gelato: forse solo nei periodi più freddi dell’anno possiamo sentirci liberi dal suo fascinoso richiamo, anche se molti temerari amano consumare il gelato in ogni stagione e occasione. Il consumo saltuario di un gelato – ovviamente non c’è bisogno di sottolineare che dovrebbe essere prediletto quello realizzato con frutta fresca – non è da demonizzare, ma anche in questo caso dolcezza e cremosità possono divenire un rimedio ad ogni bisogno emotivo.

 

Tra i cibi che inducono maggior dipendenza si annoverano le bevande dolci gassate, purtroppo estremamente accattivanti anche per bambini e ragazzi.Tra i cibi che inducono maggior dipendenza si annoverano le bevande dolci gassate, purtroppo estremamente accattivanti anche per bambini e ragazzi.

 

Bibite gassate: queste bevande incarnano alla perfezione il concetto di junk food. Sono altamente palatabili e non forniscono alcun nutriente utile, se non zucchero, zucchero e ancora zucchero. Una lattina di bibita zuccherata e gassata (quella standard da 330 ml) può fornire ben 35 g di zucchero, l’equivalente di 7 bustine da bar (eh già, a pensarci è davvero impressionante).

 

Snacks dolci: probabilmente tra i mali scatenati dall’apertura del vaso di Pandora c’erano anche loro. Zuccheri e grassi a volontà sono la loro prerogativa: in questa orda di seduttori, per fortuna, si distingue qualche prodotto virtuoso, ma in generale si tratta di una marmaglia poco raccomandabile. Anche in questo caso, il marcato gusto dolce può iperstimolare i nostri circuiti di ricompensa, rinforzando la bramosia di consumare qualcosa che dia un sollievo immediato.

 

 

Photo Credits: Bbq4all , Agrodolce

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Enza Gargiulo

Enza Gargiulo

Sono Maria Vincenza, per gli amici Enza, laureata in Scienze e Tecnologie Alimentari. Allergica a tutto (o quasi) quello che madre natura ha creato, amo molto stare in cucina e provare e riprovare tutte le ricette che mi vengono in mente. Inguaribile ottimista, cerco di prendere sempre il buono da ogni situazione e di restare allegra il più possibile nel corso delle giornate. E se la sera mi sento stanca, una buona compagnia e un bel bicchiere di vino mi rimettono in forze e sono sempre pronta a far festa!