Cibi che… (forse) sono superfoods

Cibi che… (forse) sono superfoods

Il termine superfoods evoca automaticamente l’immagine di superpoteri e doti al di fuori del comune. Ovviamente in questo caso non si parla di forza sovrumana o dono dell’invisibilità (prerogativa di ben altri eroi del fumetto e del cinema), ma di eccezionali proprietà salutistiche.Bacche della longevità, semi anti-malanno e frutti più o meno esotici capaci di tenere alla larga insidie di varia natura sono oggetto di curiosità e desiderio. Ma al di là delle accattivanti promesse – più vicine al mondo del marketing che a quello della scienza – vi sono dei cibi particolarmente virtuosi?

Cosa rende un cibo super? In realtà, non c’è una definizione ufficiale, univoca e legale. Sono generalmente considerati superfoods alimenti generosi di nutrienti protettivi o mediatori di benefici per la salute. In altre parole, si tratta di alimenti ricchi di vitamine, minerali, fibre, acidi grassi essenziali, fitonutrienti e molecole antiossidanti.

A ben vedere, dunque, c’è una vasta gamma di cibi che rispetta i requisiti e potrebbe fregiarsi dell’appellativo super. E difatti il dibattito, lungi dall’essere risolto, è ancora aperto e acceso. Alcune delle più autorevoli voci in capitolo contestano l’esistenza di veri e propri superfoods, alla luce delle scarse evidenze disponibili.

Certo è che la sensibilità verso il proprio corpo e tutto ciò che concerne la salute è un fenomeno in costante crescita (per fortuna), ma non scevro di effetti collaterali e insidiose derive dall’aspetto più commerciale che scientifico (purtroppo).

Ciò che possiamo affermare senza ombra di dubbio è che un’alimentazione equilibrata e imperniata sul concetto di varietà promuove il benessere e riduce il rischio di numerose malattie. E vi sono alcuni cibi che accolgono una miscela di composti nutritivi particolarmente felice e che rientrano a buon diritto nei confini di una dieta sana.

Che possano essere veramente considerati superfoods o meno, saranno emeriti scienziati a dirlo. Nel frattempo, senza incappare in presunzione e superficialità, possiamo comunque valerci della loro presenza a tavola.

 

Bacche di Acai: in Europa queste bacche d’oltreoceano, dal fascino amazzonico, sono per lo più vendute in polvere o nelle vesti di succhi. Sono ricche di vitamina A e contribuiscono ad apportare calcio, ferro e fibra.

 

Il nome della bacca di Acai, proveniente dalla lingua dei nativi della regione amazzonica, significa "frutto che piange".

Il nome della bacca di Acai, proveniente dalla lingua dei nativi della regione amazzonica, significa “frutto che piange”.

 

Alga Spirulina: questa microalga verde-azzurra trova impiego specialmente come integratore di proteine nei regimi veg. La sua polvere può essere aggiunta a frullati e smoothies, che risulteranno così arricchiti di vitamine, minerali e oligoelementi. Attenzione, però: come altre alghe, non rappresenta una valida fonte di vitamina B12!

 

Maca: tipica della cucina andina, nelle terre di origine le sue radici trovano impiego come energetico e corroborante. Apporta per lo più carboidrati (che sia questo il segreto della sua capacità di sostenere le funzioni fisiche e mentali?), ma anche proteine, una piccola quota di grassi e molte fibre.

 

Bacche di Goji: provenienti dal Tibet, questi piccoli frutti sono un concentrato di numerosi nutrienti. Tra questi spicca il manganese, importante per le ossa, il metabolismo energetico, la formazione di tessuti connettivi e la protezione delle cellule dai radicali liberi. Inoltre, vantano un elevato potere antiossidante, mediato dai polifenoli.

 

Tra i presunti superfoods, troviamo un ortaggio della tradizione italiana: in Puglia, il cavolo riccio si gusta soprattutto con le fave e nel cosiddetto "brodo di Pasqua".Tra i presunti superfoods, troviamo un ortaggio della tradizione italiana: in Puglia, il cavolo riccio si gusta soprattutto con le fave e nel cosiddetto “brodo di Pasqua”.

 

Kale: altro non è che il cavolo riccio. Sebbene il nome anglosassone sia più in voga (esterofilia?), in realtà la coltivazione del cavolo riccio è molto diffusa in Puglia (“cole rizze” per chi mastica il dialetto barese). Come i suoi parenti della famiglia delle Brassicacae, fornisce preziose vitamine del gruppo B, vitamina K e molecole dall’attività antiossidante e antitumorale.

 

Yerba mate: questa pianta deve il proprio nome al contenitore normalmente utilizzato in Sud America per la preparazione di un celebre infuso, il mate. La presenza di caffeina permette di sfruttare le qualità toniche ed energizzanti delle foglie (occhio però, chi soffre di ipertensione e le donne in dolce attesa o allattamento dovrebbero astenersi). Tuttavia, ciò che più interessa è il tripudio di polifenoli, importanti nella lotta allo stress ossidativo. Anche se non sarà una tazza di mate ad arrestare l’azione inevitabile del tempo, tentar non nuoce.

 

 

Photo Credits: Momjunctionhealthline

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Giulia Pieri

Giulia Pieri

Dietista per professione e buongustaia per vocazione, da brava romagnola DOC qual sono adoro il cibo in tutte le sue forme (soprattutto se cucinato da qualcun altro, vista la mia irreparabile goffaggine ai fornelli). Cosa mi piace del mio lavoro? Trovo affascinante la straordinaria complessità di intrecci biologici, psicologici e culturali alla base di un gesto apparentemente tanto semplice come il nutrirsi: il cibo è molto più di un bisogno organico, è un potente evocatore di ricordi, legami affettivi e tradizioni. Solo una visione a tutto tondo del delicato rapporto uomo-cibo, sostenuta dalla voglia instancabile di esplorare e dalla capacità di rinnovare lo stupore di fronte alle scoperte, può garantire il raggiungimento del benessere. Oltre alla dietista, c'è una persona che ama i temporali estivi e i libri di carta, un'appassionata di bische clandestine di giochi di società e un'ascoltatrice ossessiva compulsiva di musica rock (ma che non esita un attimo a sciogliersi alle dolci note di un pianoforte). Il profumo di una torta che aleggia per casa e il calore del mio adorato cane accoccolato ai miei piedi sono per me la cornice della felicità.