Cibi che … sono da evitare per i fabici

Cibi che … sono da evitare per i fabici

Il favismo è una patologia che, purtroppo, colpisce molte persone e a seconda delle zone geografiche si può arrivare anche ad un 30% di incidenza nella popolazione (Sardegna).

È causata dalla carenza di un enzima, la glucosio-6-fosfato deidrogenasi, essenziale per la vitalità dei globuli rossi. La carenza di questo enzima fa sì che si innesechino processi emolitici che distruggono i globuli rossi impedendo il corretto trasporto di ossigeno ai tessuti.

I sintomi si manifestano 12-48 ore dopo l’ingestione dell’alimento che ha scatenato la reazione e se non si interviene tempestivamente si rischia anche la vita.

Sulla dieta vi sono ancora alcune incertezze, ma cosa sappiamo dei cibi che un fabico deve evitare? Vediamolo insieme.

 

Fave: non è ancora del tutto chiaro il meccanismo con cui l’ingestione di fave scateni la crisi emolitica. Sembra che sia la presenza di vicina e convicina a creare problemi; queste sostanze si trovano proprio all’interno delle fave, in particolare in quelle fresche. Tuttavia, non sono presenti nei fiori e non sono volatili, per cui l’inalazione di polline nei campi di fave in fiore non è correlabile a crisi emolitiche, sebbene possa procurare malessere.

 

Fave Le fave appartengono alla classe dei legumi e sono l’alimento maggiormente incriminato nella comparsa della crisi emolitica

 

Legumi: oltre alle fave, anche piselli ed altri legumi sono stati additati quali responsabili di crisi emolitiche e, in moltissimi casi, si preferisce evitarli. Tuttavia, non sono disponibili linee guida ufficiali sul consumo dei legumi e, considerato che esistono più varianti genetiche che producono il deficit di enzima, la situazione potrebbe complicarsi. Nonostante alcuni studi riferiscano episodi di crisi emolitica secondaria all’ingestione di legumi diversi dalle fave, il Ministero della Salute chiarisce che il consumo di piselli e fagiolini non può essere considerato responsabile di tale evento avverso riconducibile a favismo.

 

Acqua tonica: contiene chinino cloroidrato, una sostanza usata in passato per combattere la malaria. Oggi viene usata come aroma, per dare il caratteristico sapore amaro della bevanda. Il chinino può scatenare una crisi emolitica nei soggetti fabici.

 

Vitamina C: la vitamina C – come tutte le vitamine – è indispensabile per la vita e anche chi soffre di favismo deve assumerla nelle giuste quantità. Il rischio, infatti, riguarda solo gli eccessi: è stato osservato che, in alcuni casi, dosi di 1 g al giorno di questa vitamina possono scatenare crisi emolitiche. La buona notizia è che il fabbisogno giornaliero di vitamina C di una persona adulta si aggira intorno ai 100 mg e seguendo una dieta equilibrata e bilanciata non si dovrebbero correre rischi (a meno di non fare scorpacciate di kiwi e limoni, ma anche in tal caso si dovrebbe ingurgitare più di 1 kg di kiwi per raggiungere l’assunzione di 1 g di vitamina C!). Ciò che invece è assolutamente necessario è consultare il proprio medico di fiducia prima di ricorrere a qualsiasi forma di integrazione o supplemento.

 

MentaLa menta contiene mentolo, ovvero la molecola che conferisce l’aroma caratteristico a questa pianta

 

Menta: sembra che il mentolo, il componete aromatico principale della menta, sia metabolizzato proprio dall’enzima carente nei fabici. Il consiglio è di evitare l’assunzione della menta, dei prodotti che contengono olio essenziale di menta e aroma di menta per non sovraccaricare l’enzima già di suo poco presente nel corpo.

 

Solfiti: insieme all’anidride solforosa, da cui derivano, vengono comunemente usati dall’industria alimentare come conservanti. Possono anche trovarsi naturalmente in alcuni alimenti, come vino o pesce congelato (ad esempio nei gamberetti) e la loro azione è quella di inibire le deidrogenasi. Considerando che l’enzima carente nei fabici è proprio una deidrogenasi è consigliabile evitare assolutamente i prodotti che li contengono.

 

 

Photo Credits: Cucinare.meglio , Lorettafanella

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Enza Gargiulo

Enza Gargiulo

Sono Maria Vincenza, per gli amici Enza, laureata in Scienze e Tecnologie Alimentari. Allergica a tutto (o quasi) quello che madre natura ha creato, amo molto stare in cucina e provare e riprovare tutte le ricette che mi vengono in mente. Inguaribile ottimista, cerco di prendere sempre il buono da ogni situazione e di restare allegra il più possibile nel corso delle giornate. E se la sera mi sento stanca, una buona compagnia e un bel bicchiere di vino mi rimettono in forze e sono sempre pronta a far festa!